Dunque, dove eravamo rimasti? …ah,sì: al comunicato stampa al calor bianco trasmesso nella serata di venerdì scorso da Francesco Dalmonte nel quale il sindaco di Pove del Grappa ha annunciato le sue dimissioni dalla giunta dell’Unione Montana del Bassanese in polemica col Comune di Bassano del Grappa che “continua a sfruttare gratuitamente le risorse dell’Unione Montana e continua ad accumulare debiti nei confronti dell’Unione”.
Si tratta di dichiarazioni ovviamente riferite al passaggio della funzione di Polizia Locale dall’Unione Montana al Comune di Bassano, con decorrenza dallo scorso 1° gennaio, dando il via a un’inedita e a suo modo fantasiosa contraddizione istituzionale: agenti sotto libro paga dell’amministrazione Finco ma con mezzi e strumenti rimasti di proprietà dell’ente sovracomunale. Si aggiunge la questione dei “debiti” ovvero, come accusato da Dalmonte: “Solo nel primo trimestre dell’anno in corso, le somme dovute e non ancora pagate all’Unione Montana dal Comune di Bassano ammontano a € 152.474. Una cifra che fotografa con chiarezza chi sta finanziando chi.”
Ma per capire ancora meglio gli sviluppi politici di questa nuova Finconovela, dobbiamo fare un ulteriore passo indietro. Sono cioè costretto a rievocare il comunicato stampa trasmesso lo scorso 28 maggio in redazione da Gianluca Pietrosante, consigliere comunale di maggioranza ex Fratelli d’Italia e ora del Gruppo Misto, nonché notorio sostenitore del reintegro della Polizia Locale sotto il Comune di Bassano, nella sua nuova veste di “referente di Futuro Nazionale a Bassano”. Titolo pomposo della comunicazione del neo esponente vannacciano: “Reintegro della Polizia Locale: scelta lungimirante a distanza di un anno”. Praticamente, un esempio paradigmatico di autoincensamento.
In merito a quello che ha definito il “quadro economicamente positivo” del reintegro degli agenti sotto il Comune di Bassano, Pietrosante ha scritto, tra le altre cose: “Nel primo trimestre 2025, con il servizio di PL ancora in gestione tramite l’Unione Montana, i costi sostenuti dal Comune di Bassano ammontavano esattamente a 590.064,21 €. Nel primo trimestre 2026, dopo il ritorno della funzione in capo al Comune di Bassano dal 1/01/2026, i costi risultano pari a € 490.354,56. La differenza è quindi di 100.000 euro in meno nel solo primo trimestre dell’anno, una cifra che a fine anno è destinata a crescere.” Da qui il peana di Pietrosante nei confronti del sindaco: “L’amministrazione Finco dimostra che sostiene un modello amministrativo pragmatico, efficiente e capace di mettere al centro l’interesse della città e della sicurezza.”
Ma le parole di Pietrosacci, pardon di Pierosante vengono contestate da chi ha trasmesso in redazione un comunicato stampa con la seguente dichiarazione: “Pietrosante scopre il risparmio facile: basta non pagare il conto”. E attenzione: chi lo afferma non è un gruppo di opposizione ma il Circolo di Bassano del Grappa di Fratelli d’Italia, partito che – fino a prova contraria – fa ancora parte della maggioranza Finco.
Il comunicato di FdI Bassano, a firma del portavoce Nicola Giangregorio, è stato diffuso sabato scorso 13 giugno, a seguito della comunicazione del sindaco di Pove del Grappa Dalmonte che risale invece a venerdì sera. “La politica – esordisce il testo – richiede serietà, coerenza e soprattutto rispetto dei fatti. Per questo, di fronte alle ultime dichiarazioni del consigliere comunale Gianluca Pietrosante sulla gestione della Polizia Locale e sui presunti risparmi ottenuti dal ritorno del servizio in capo al Comune di Bassano del Grappa, il Circolo di Fratelli d’Italia ritiene necessario fare chiarezza.”
“Pietrosante, eletto in Consiglio comunale grazie ai voti degli elettori di Fratelli d’Italia e poi protagonista di una scelta politica personale che lo ha portato lontano dal partito che gli aveva dato fiducia, oggi rivendica un risparmio di circa 100 mila euro come risultato della nuova organizzazione della Polizia Locale – prosegue FdI Bassano –. Un’affermazione che però racconta (male) solo una parte della storia.”
“Quel presunto risparmio – specifica Giangregorio – infatti non deriva da una formula magica né da una rivoluzione amministrativa, ma è legato principalmente a fattori molto concreti: il minor costo del lavoro che tiene inevitabilmente conto delle numerose fuoriuscite di personale avvenute negli scorsi mesi (e solo in parte calmierate dalle recenti assunzioni), una diversa organizzazione del personale, minori costi gestionali, minori spese per mezzi, dotazioni e servizi collegati.” “Ma soprattutto – aggiunge – Pietrosante dimentica un particolare tutt’altro che secondario: Bassano del Grappa deve ancora regolare le proprie partite economiche con l’Unione Montana. Parlare di risparmio mentre ci sono ancora somme da versare rischia di diventare un esercizio di propaganda più che una seria analisi amministrativa.”
“Secondo quanto emerso, infatti, ci sono ancora circa 156 mila euro relativi ai rapporti economici con l’Unione Montana, tra cui anche i circa 60 mila euro previsti per la gestione dei verbali – evidenzia Fratelli d’Italia –. Un passaggio fondamentale perché proprio quella partita consentirebbe di sbloccare i circa 219 mila euro che Bassano deve incassare. In sostanza si annuncia con entusiasmo di aver speso meno, ma una parte della questione economica deve ancora essere chiusa.”
Ed ecco il passaggio del comunicato stampa FdI da tramandare ai posteri: “È un po’ come andare al ristorante, alzarsi dal tavolo e raccontare agli amici di aver risparmiato perché non si è ancora pagato il conto.”
“Se questa è l’idea di buona amministrazione e di risparmio, allora forse serve rimettere ordine nei numeri prima ancora che nelle dichiarazioni pubbliche – conclude il Circolo cittadino del partito della Meloni –. Fratelli d’Italia sostiene da sempre l’importanza di garantire maggiore sicurezza sul territorio parallelamente all’esigenza di agire con chiarezza nei confronti dei cittadini per quanto riguarda la programmazione e la sostenibilità del percorso. Proprio per questo non possiamo accettare che un tema serio come la sicurezza venga utilizzato per costruire narrazioni personali o rivendicazioni politiche incomplete.”
Fonti vicine alla maggioranza governante di Bassano del Grappa riferiscono che al sindaco Nicola Finco il comunicato stampa di Giangregorio non sia andato a genio, per usare un eufemismo. Del resto, quello tra il sindaco e il resto della maggioranza da una parte e, dall’altra, il gruppo e il partito di Fratelli d’Italia appare sempre più come un matrimonio tra separati in casa. Ma questa, egregi lettori, è un’altra storia.