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Caro diesel ti scrivo

I piccoli trasportatori di persone e cose messi in ginocchio dai prezzi dei carburanti saliti alle stelle. Nereo Cuman, titolare di un’azienda di N.C.C. (Noleggio Con Conducente) di Pove del Grappa e rappresentante di categoria: “Oggi ci tocca pagare il gasolio a oltre 2 euro e dover spiegare ai nostri clienti che non possiamo continuare in questo modo”.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Ago 2, 2026

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Foto di Alessandro Tich

Caro diesel ti scrivo, così mi incazzo un po’. Già: è tutto il contrario del celebre verso iniziale de L’anno che verrà di Lucio Dalla. Ma oggi è così. Da mesi, e cioè dall’inizio del conflitto nel Golfo Persico, il caro carburanti ci sta stritolando le tasche, e non solo, e non si intravvede una concreta via d’uscita da questo scialacquo di soldi per muovere i nostri mezzi a motore al di là delle soluzioni tampone periodicamente decretate dal Governo, che però alleviano solo un po’ il mal di denti ma senza togliere la carie.

Una volta con 20 euro di gasolio percorrendo il traffico locale potevi andare avanti per giorni. Ora se con 20 euro fai Bassano-Padova andata e ritorno, come mi è capitato di fare l’altro ieri, poi devi andare subito a fare di nuovo rifornimento. Ormai le pompe di benzina, oltre ai prezzi esposti obbligatoriamente per legge, dovrebbero esporre anche un cartello con la famosa citazione dall’Inferno di Dante: “Lasciate ogni speranza, voi ch’entrate”.

Intanto, il Governo ha prodotto la nuova pastiglietta contro il mal di denti: il taglio delle accise di 17 centesimi al litro per il gasolio, introdotto lunedì scorso 27 luglio. Il problema è che questo palliativo scadrà fra pochi giorni e cioè giovedì prossimo 6 agosto. In più, ironia della sorte, un contemporaneo e fugace rialzo delle quotazioni internazionali del petrolio ha reso invisibile questo beneficio parziale: il prezzo del diesel è ulteriormente rincarato. 

Per dopodomani, martedì 4 agosto, il Governo dovrebbe (il verbo al condizionale è d’obbligo) “varare una misura più strutturale contro il caro-carburanti”, come ha scritto l’ANSA. Ma come dichiarato alle agenzie dal ministro delle Imprese Adolfo Urso, “non si possono anticipare le decisioni del prossimo CdM” perché “tutti dipendiamo sulle disponibilità di risorse che fa necessariamente il Ministero dell’Economia”.

Speriamo dunque che il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, immortalato ieri sorridente col sindaco Finco e col già senatore leghista ed attuale presidente di Veronafiere Federico Bricolo sul Ponte di Bassano, riesca a trovare una soluzione ponte per reperire le risorse necessarie tra le pieghe di bilancio.

Intanto, c’è un intero “macro settore” che i prezzi alle stelle dei carburanti stanno mettendo in ginocchio. È quello dei piccoli autotrasportatori di cose e persone: i padroncini, i taxisti e gli N.C.C. (Noleggio Con Conducente) che per lavoro percorrono migliaia e migliaia di chilometri. Una congiuntura considerata “sempre più insostenibile” dalla GCIA Mestre, da sempre autorevole osservatorio economico del Nordest, che ha rilevato come dall’inizio della guerra contro l’Iran il prezzo del solo diesel sia schizzato in su del 20,9%.

Il problema dei rincari senza fine coinvolge molto seriamente la categoria degli N.C.C., che all’atto della stipula dei contratti con i clienti (ad esempio i tour operator) per il trasporto persone, fissano gli accordi economici in base al costo dei carburanti di quel momento. Ma se poi nei mesi successivi il prezzo di gasolio e benzina sale alle stelle e tu vai in perdita rispetto alle cifre pattuite, sono c…arburanti tuoi. Una situazione degna del “teatro dell’assurdo” che ci viene confermata da Nereo Cuman, titolare dell’azienda di N.C.C. Itaca Noleggio di Pove del Grappa e segretario regionale dell’associazione di categoria ANITraV (Associazione Nazionale Imprese Trasporto Viaggiatori) per le province di di Vicenza, Rovigo, Verona e Belluno.  

“Il caro carburanti ci sta toccando in maniera particolare – afferma Cuman –. Tocca soprattutto le aziende e le attività come la mia, che collaborano con i tour operator, con i quali sono stati instaurati dei contratti negli anni scorsi e che procedono anche quest’anno. Noi avevamo a suo tempo firmato degli accordi con questi tour operator con dei rimborsi legati ai prezzi due-tre anni fa.” “Io lavoro anche per due Comuni del comprensorio per il trasporto scolastico e quando tre anni fa vinsi gli appalti ed ebbi l’incarico, il gasolio costava 1 euro e 60 – prosegue –. Oggi siamo arrivati a 2 ero e 30, addirittura sono stato perplesso qualche giorno fa quando percorrendo la Modena-Brennero ho trovato un distributore in cui il gasolio era a 2 euro e 72.”

“Da una parte lo Stato sta mettendo degli aggravi perché il costo al barile è salito qualche giorno fa di oltre 100 euro – osserva il segretario ANITraV -. Però bisognerebbe considerare che continuiamo ad avere da tantissimi anni delle accise che non giustifichiamo più. Se l’abbattimento delle accise non fosse solo una promessa ma diventasse una realtà concreta, il Governo ci darebbe sicuramente una mano.”

“E poi so perfettamente, e questo mi ha dato molto amaro, che ci sono stati dati dei contributi del Pnrr da parte dello Stato alla Regione Umbria per la ricostruzione dal terremoto – incalza il rappresentante di categoria –. Tanto di rispetto per l’Umbria, per carità. Però io due mesi fa ero con dei turisti e ho visto Norcia. Norcia è ancora come dieci anni fa per il terremoto che c’è stato nel 2016. Non è cambiato niente e io continuo a chiedermi: dove vanno ‘sti denari?”

“Diamogli un controllo maggiore e cerchiamo invece di aiutare soprattutto chi dell’autovettura, del camion, del furgone deve viverci – continua il nostro interlocutore – . Oggi ci tocca pagare il gasolio a oltre 2 euro e dover spiegare ai nostri clienti, ai tour operator e agli enti pubblici con i quali collaboriamo, che non possiamo continuare in questo modo. Stiamo facendo solo ed esclusivamente le banche per loro, perché io nell’ultimo anno ci ho rimesso qualche migliaio di euro.”

“Come segretario dell’ANITraV – conclude Nereo Cuman –, torno a chiedere al Ministero dei Trasporti che veramente si faccia un esame di coscienza e un’analisi e si possa fare un intervento preciso, in particolare per dare una mano a chi del mezzo ne fa un lavoro per la vita.”

Morale della favola: se il caro carburanti è un capestro per le tasche dei privati cittadini, delle famiglie, dei pendolari lavorativi e di qualunque altra fetta di popolazione che si muove con i mezzi a motore, per chi macina migliaia di chilometri come professionista della strada è un problema che mette a dura prova la stessa sostenibilità economica della professione svolta.

Non ci resta dunque – e chiedo scusa – che stravolgere completamente l’incipit della bellissima canzone del grande Lucio Dalla:

“Caro diesel ti scrivo, così mi incazzo un po’. E siccome sei molto più caro, più forte mi incazzerò”.

 

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.