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I 100 giorni del Condor

Chiusura al traffico di un tratto dell’SP Nuova Gasparona e di strada Rivarotta a Bassano dal 5 ottobre a fine gennaio per i lavori di ricostruzione di una porzione del ponte Rivarotta. La protesta di quattro aziende della zona interessata: “Non informati per tempo dell’intervento, danneggiati dal blocco della circolazione e non sappiamo ancora come arrivare al posto di lavoro”.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Set 30, 2026

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Da sinistra: Giorgio Bonato (Hangar Fusina), Alberto Polo (Ceramiche Elios), Simone Pivato (Simone Gomme) e Michele Vivian (Vi.Erre.Bi)

Alla faccia del “coinvolgimento dei cittadini” o, come direbbero – giustamente – gli esponenti della civica Bassano per Tutti, del “processo partecipativo”.

Da lunedì prossimo 5 ottobre e fino a fine gennaio 2027, praticamente un centinaio di giorni, la SP 111 Nuova Gasparona – dalla rotatoria “Meb”, all’incrocio con strada Cartigliana e via Quartiere Prè, alla rotatoria “Alpetrans” all’incrocio con corso della Ceramica (Marostica) e via Rizzi (Nove) – e la Strada delle Marchesane tra Bassano del Grappa e Nove, alias SP 52, che nel tratto interessato prende il nome di Strada Rivarotta in Comune di Bassano del Grappa, saranno chiuse al traffico.

Il lungo blocco della circolazione scatterà pertanto fra cinque giorni per consentire l’avvio dei lavori di demolizione e ricostruzione di una porzione del ponte Rivarotta sulla Nuova Gasparona, parallelo al ponte della SPV, che necessita della sostituzione della parte rimasta danneggiata – e fino ad oggi mantenuta in sicurezza da strutture provvisorie – a seguito di un vecchio incidente del 2011, quando un mezzo agricolo con il braccio della pala meccanica alzato transitò sotto il viadotto toccando il solaio e danneggiando le travature in cemento armato.

Il problema è che i cittadini che abitano e lavorano in strada Rivarotta e cioè nel raggio attorno al “cuore” del cantiere, maggiormente interessati al blocco del traffico che avrà comunque conseguenze epocali per l’intero circondario, hanno appreso la novità solo qualche giorno fa, quando sono comparsi i cartelli con l’avviso della chiusura della strada dalla data del 5 ottobre. Nessun preavviso, nessun incontro pubblico preliminare e nessuna informazione preventiva da parte di Vi.abilità Srl, che gestirà il cantiere, né tanto meno da parte della Provincia di Vicenza e del Comune di Bassano del Grappa. Su questo aspetto tornerò più avanti, ma intanto inquadriamo l’entità degli imminenti lavori in corso.

L’intervento prevede un investimento di oltre un milione di euro (1.018.168,52 euro, finanziati con Fondi Ministeriali) ed è appunto gestito da Vi.abilità Srl, gestore della rete viaria provinciale per conto della Provincia di Vicenza. La scelta progettuale prevede la demolizione e ricostruzione dell’impalcato danneggiato, realizzando una nuova struttura che, oltre a ripristinare la funzionalità del viadotto, consentirà di migliorarne alcune caratteristiche in termini di sicurezza e durabilità. Inoltre, sarà aumentata l’altezza libera disponibile al di sotto del viadotto stesso.

Riguardo alla viabilità durante l’intervento, così scrive un comunicato stampa della Provincia: “Gli utenti sono invitati a seguire la segnaletica temporanea e i percorsi alternativi che verranno indicati, prestando particolare attenzione agli aggiornamenti che potranno essere introdotti nelle diverse fasi dei lavori. Le modalità di circolazione e le tempistiche potranno infatti essere adeguate in relazione all’avanzamento delle lavorazioni e alle condizioni meteorologiche.” Per la serie: tanti auguri.

Per chi arriva da Bassano centro ovvero dalla SP Schiavonesca-Marosticana, l’area di Rivarotta sarà comunque raggiungibile provenendo dai Tre Ponti e quindi da Marchesane, ma fermandosi al blocco imposto dal cantiere. Per la stessa ragione, sulla stessa Strada Rivarotta sarà impossibile procedere da sud, e quindi da Nove, in direzione di Bassano. Il quartiere si troverà pertanto tagliato in due ed è qui che arriviamo allo sviluppo di oggi.

Quattro aziende ubicate nei pressi del Ponte Rivarotta – Simone Gomme, Ceramiche Elios, Hangar Fusina e Vi.Erre.Bi – sono scese in strada (è proprio il caso di dirlo) per segnalare a stampa e tv la situazione a dir poco kafkiana che le riguarda: non informate per tempo da chi di dovere del blocco della circolazione, si trovano adesso a dover affrontare in fretta e furia le conseguenze del medesimo.

Quattro attività diverse ma accomunate dallo stesso problema: in mancanza ancora di informazioni puntuali a residenti e ad imprese del territorio che quotidianamente hanno necessità di percorrere tale strada, nessuno sa come arrivare al posto di lavoro e quale viabilità alternativa sia stata organizzata. Alberto Polo, di Ceramiche Elios, ha formalmente inoltrato una comunicazione via pec a Vi.abilità, alla Provincia di Vicenza e per conoscenza al Comune di Bassano del Grappa per chiedere chiarimenti, ma al momento la pec – a cinque giorni dalla partenza dei lavori – non ha ancora avuto risposta.

“È un grosso problema sia per chi lavora da noi, sia per chi lavora con noi o che vuole raggiungere il nostro negozio aziendale – dichiara a Seven Alberto Polo –. Ci sono più di dieci ragazzi che lavorano da noi che dovranno fare molti chilometri in più per arrivare al punto di lavoro. E il negozio, per il quale abbiamo investito svariate migliaia di euro negli ultimi anni per abbellirlo e per un discorso di marketing, a questo punto è diventato un investimento che verrà perduto quest’anno. E in più c’è l’aspetto dei fornitori perché il nostro business principale è con l’estero ed è quindi tutto un discorso di spedizioni, di camion e di bilici che vanno e vengono.” 

“L’intervento è necessario e le travature del ponte vanno sostituite – interviene Giorgio Bonato di Hangar Fusina –. Bisogna però capire se sono state adottate le opportune misure per accorciare il più possibile questo disagio. Cento giorni a me sembrano un’eternità. Credo che con una giusta organizzazione e con volontà il lavoro possa essere svolto in tempi diversi.” “Nella nostra azienda, come in tutte le altre aziende qui vicine, subiremo dei disagi sicuramente – aggiunge –. Non si è ancora ben capito quali saranno i percorsi da adottare per raggiungerci.”

“Per me, che servo i ceramisti novesi, è un disagio a livello logistico perché per tutti i clienti e tutti i fornitori che devono venire da me sarà un caos tremendo – afferma Michele Vivian di Vi.Erre.Bi –. Soprattutto il problema è che noi non sappiamo bene le tempistiche, cosa faranno, e di conseguenza non riusciamo a organizzarci.”

C’è poi il caso paradossale del gommista, Simone Pivato di Simone Gomme. Ha appena finito di ristrutturare la sede nella attigua via Marchesane ed è partito con la campagna di marketing per la sostituzione dei pneumatici invernali. Ma l’operazione viene svolta in turni precisi di 40 minuti e i clienti che a seguito delle deviazioni della viabilità e dei conseguenti disagi e ritardi non riusciranno ad arrivare all’appuntamento prefissato, perderanno il turno. Con previsioni non certo attendibili per la programmazione dei cambi gomme per la stagione fredda, che è il momento più importante del fatturato annuale. 

Sono tutti dubbi e istanze di chiarimento che non hanno ancora trovato una risposta istituzionale e questo, e non solo questo, è lo scenario per l’economia della zona che dovrà convivere con i 100 giorni del Condor.

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.