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Il settimo sigillo

Si dimettono sette consiglieri comunali di Rossano Veneto: sei di minoranza e uno di maggioranza. Cade l’amministrazione del sindaco Marco Zonta

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Apr 1, 2026

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Il municipio di Rossano Veneto (foto da Facebook / Comune di Rossano Veneto)

Non è un Pesce d’Aprile ma, come da comunicato stampa, “un atto meditato ma sofferto”. Questa mattina sette consiglieri comunali di Rossano Veneto hanno protocollato le loro dimissioni. E siccome il consiglio comunale rossanese è costituito da tredici componenti, ovvero dodici consiglieri più il sindaco, è venuta a mancare la maggioranza numerica dell’assemblea amministrativa. Decade pertanto l’amministrazione comunale del sindaco Marco Zonta. Il Comune di Rossano Veneto sarà commissariato, fino alle prossime elezioni comunali anticipate.

A dimettersi dall’incarico, in blocco, sono stati i sei consiglieri di minoranza Morena Martini, Cristina Bianchin che era anche la presidente del consiglio comunale, Gianni Faggion, Michele Enrico Campagnolo, Adris Marchiorello e Carlo Lando. Ma sei, in questo caso, non era il numero della sufficienza: per rovesciare l’amministrazione Zonta mancava il settimo sigillo, per citare il titolo del film capolavoro di Ingmar Bergman. E la decisiva defezione numero sette è arrivata con le dimissioni del consigliere di maggioranza Lorenzo Bisinella. Et voilà, les jeux sont faits.

Non si è trattato di un “terremoto improvviso” o di un classico “fulmine a ciel sereno” né tantomeno di una “sorpresa di Pasqua” perché a Rossano i malumori interni e i segnali di rottura erano ampiamente nell’aria da settimane. Ora però la crepa di Palazzo, che si era già formata sui muri del municipio, ha ceduto definitivamente.

Sei politico

È stato un gesto “che nasce dalla consapevolezza della responsabilità politica e soprattutto dal rispetto che sentiamo nei confronti di questa comunità, della quale facciamo parte con orgoglio e amore da sempre”. Così i sei consiglieri dimissionari di opposizione, nel comunicato stampa trasmesso in mattinata in redazione. “Tre anni fa – proseguono Morena Martini & C. – i cittadini ci avevano affidato un mandato chiaro, premiando il progetto politico di continuità fondato sull’idea precisa di amministrazione: seria, coerente, vicina alla comunità e volta a terminare le opere iniziate. Dopo appena un anno, però, quel mandato è stato tradito.”

“Il sindaco Zonta, assieme agli assessori Trentin e Battaglin, ha scelto di stringere un’alleanza con quello che fino a poco prima era il suo principale avversario politico, Davide Berton, relegandoci all’opposizione – continuano i sei firmatari della nota stampa –. Una scelta che non solo ha stravolto la volontà popolare espressa alle urne ma che ha segnato l’inizio di una fase politica confusa, contraddittoria e dannosa per Rossano Veneto. Nonostante tutto ciò, in questi due anni non abbiamo mai fatto mancare il nostro impegno, continuando a svolgere il ruolo affidatoci con serietà, avanzando proposte, sollevando criticità e sempre con spirito di collaborazione per il bene del paese. Lo abbiamo fatto con senso delle istituzioni e con rispetto per i cittadini.”

“Col passare del tempo, tuttavia, è diventato sempre più evidente ciò che molti cittadini ormai percepiscono ogni giorno: l’incapacità di governare in modo efficace il Comune – aggiungono i sei dimissionari –. I cantieri aperti e mal gestiti, i ritardi, l’assenza di risposte e di una visione amministrativa, la crescente distanza dai bisogni reali della cittadinanza hanno reso impossibile qualsiasi prospettiva seria di rilancio. Le nostre dimissioni rappresentano quindi un atto di responsabilità e di rispetto verso Rossano Veneto e i Rossanesi.”

“Sappiamo bene che questa scelta apre una fase nuova – concludono Martini, Bianchin, Faggion, Campagnolo, Marchiorello e Lando –. Ma sappiamo anche che i cittadini meritano chiarezza, meritano serietà, meritano un Comune che torni ad ascoltare, decidere e agire. Rossano merita una nuova opportunità. Proprio ai Rossanesi ci rivolgiamo oggi. Comprendiamo il disagio, la delusione e l’esasperazione. La nostra decisione nasce anche da questo: dalla volontà di interrompere una situazione non più tollerabile e di restituire finalmente a Rossano Veneto la possibilità di ripartire su basi nuove, limpide e credibili. Abbiamo scelto di non essere complici del declino amministrativo del nostro Comune. Abbiamo scelto la coerenza. Abbiamo scelto Rossano Veneto.”

Il settimo sigillo

Parla di scelta effettuata “con rammarico ma con senso di responsabilità istituzionale” il settimo e decisivo consigliere dimissionario, Lorenzo Bisinella, che faceva parte della maggioranza. Ma in un suo comunicato trasmesso sempre questa mattina in redazione, precisa che “si tratta di una decisione maturata nel corso degli ultimi mesi e costantemente condivisa con il gruppo di appartenenza”.

“Ritengo tale scelta un atto dovuto nei confronti dei numerosi cittadini, delle associazioni e delle diverse realtà del territorio che, in particolare nel tempo recente, hanno manifestato un crescente disagio nei confronti dell’operato del sindaco e dell’amministrazione comunale”, dichiara Bisinella che si firma già come “ex consigliere comunale di Rossano Veneto”. Ed aggiunge: “L’accordo politico instaurato tra i due gruppi nell’autunno 2024 ha inizialmente consentito una collaborazione su alcune tematiche, con risultati in parte positivi. Parallelamente, ho avuto modo di approfondire le criticità esistenti, il funzionamento della macchina amministrativa e le modalità operative e decisionali del sindaco e della giunta.”

“Il tempo ha progressivamente evidenziato una situazione complessiva caratterizzata da difficoltà amministrative, da una limitata sintonia tra amministratori e cittadinanza e dalla mancata risoluzione diproblematiche rilevanti e già note – rimarca il settimo dimissionario –. Tali elementi hanno messo in luce limiti significativi nell’azione amministrativa. La decisione di dimettermi è inoltre determinata dall’assenza di una linea condivisa e dalla mancanza di una concreta prospettiva di miglioramento. Permangono criticità organizzative nella gestione degli uffici ed un’insufficiente capacità, da parte degli amministratori, di affrontare efficacemente le esigenze del territorio. Dopo oltre un anno e mezzo di attività amministrativa, il tempo rappresenta un chiaro indicatore della situazione attuale, confermando senza ombra di dubbio il perdurare di questa inerzia amministrativa anche nei futuri mesi.”

“Nei giorni scorsi ho formalmente comunicato tale decisione al mio gruppo, al sindaco ed ai rappresentanti delle minoranze, illustrandone le motivazioni ed auspicando una assunzione di responsabilità condivisa – è l’antefatto rivelato da Bisinella –. Considerata l’impossibilità di svolgere il mio ruolo in modo efficace e nell’interesse della collettività, lo spirito di servizio che mi ha guidato fin dalla candidatura alle elezioni del 2023 mi impone, anche per coerenza personale, di assumere questa decisione con serenità.” “Non rispondendo ad alcun vincolo di partito né ad interessi personali, ribadisco che il mio unico riferimento rimane la comunità dei cittadini – conclude l’ormai ex consigliere di maggioranza –. A loro affido, con senso di responsabilità, ogni valutazione futura nell’interesse del paese. L’accordo politico sottoscritto nei mesi scorsi non ha prodotto gli esiti auspicati; è pertanto doveroso prenderne atto con coraggio, onestà e trasparenza, nel rispetto di tutti. Con l’auspicio che Rossano Veneto e la sua comunità, dopo un periodo transitorio di necessario commissariamento, possano tornare presto ad essere protagonisti di un percorso amministrativo positivo e condiviso.”

Epilogo

Queste sono dunque le motivazioni che hanno portato alle dimissioni in blocco dei sette consiglieri e alla caduta dell’amministrazione comunale di Rossano Veneto, in attesa che si faccia sentire l’altra campana.

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.