Ci risiamo. Era già accaduto qualche anno fa, al tempo dell’amministrazione di Elena Pavan. Era il 2023 e nella mia precedente vita giornalistica avevo scritto un articolo di denuncia sullo stato di abbandono in cui versava l’esposizione permanente delle cinque opere-installazioni degli altrettanti “big” della ceramica contemporanea, tutti originari del nostro territorio, nel pubblico passaggio della Galleria Ragazzi del ‘99 a Bassano, tra via Museo e via Roma, di fronte all’ingresso della Biblioteca Civica.
Si tratta dell’omaggio, realizzato nel 2011 dall’amministrazione comunale dell’epoca, ai Cinque Grandi che hanno scritto la storia dell’arte moderna nel campo della ceramica tra la seconda metà del ‘900 e i primi anni 2000. Ovvero, in ordine alfabetico di cognome: Federico Bonaldi, Giuseppe Lucietti, Pompeo Pianezzola, Cesare Sartori e Alessio Tasca. Nel 2023, come ebbi modo di segnalare ai miei lettori, i nomi dei cinque autori, stampati su altrettante tabelle sottostanti alle opere esposte, erano diventati illeggibili. Un autentico sgarbo alla loro grandezza. Era come se fossero state cancellate delle righe sulla pagina di un libro di storia.
All’epoca lanciai un appello all’allora assessore comunale alla Cultura Giovannella Cabion e alla direttrice dei Musei Civici Barbara Guidi affinché provvedessero “a fare in modo che le scritte dei cinque autori ritornino ad essere degnamente evidenziate alla pubblica visione”. Appello raccolto: dopo pochi giorni, in quello che è il Pantheon della ceramica di Bassano e Nove, dedicato a chi con la propria arte ha fatto conoscere la nostra città nel mondo, le tabelle erano state ripristinate e i cinque capitani della squadra degli All Stars della ceramica d’autore del secolo scorso non erano più dei Ceramisti Anonimi.
Senonché, questa mattina, recandomi in centro storico a Bassano per un altro articolo, sono passato nuovamente in Galleria Ragazzi del ‘99, dove butto sempre l’occhio alle installazioni ceramiche dei Cinque Grandi, e mi sono accorto della recidiva.
Questa volta lo “sgarbo alla grandezza” riguarda uno dei cinque: Alessio Tasca, Gigante tra i Giganti della ceramica contemporanea d’autore, artista novese di fama internazionale, autentica rockstar della Terra di Ceramica, scomparso nel 2020. Sotto la sua installazione, l’ultima delle cinque procedendo da via Museo in direzione di via Roma, è “scomparsa” infatti la tabella con il suo nome e cognome. Letteralmente volatilizzata: sono rimasti sulla parete solo i chiodi di supporto. L’eventuale turista che passa di là non sa pertanto chi ha realizzato quell’opera. E questo, il caposcuola della ceramica di Nove non lo merita. Rinnovo pertanto il mio appello e chiedo all’attuale amministrazione comunale, e per conoscenza alla direttrice dei Musei Civici e dirigente dell’Area Cultura del Comune di Bassano del Grappa Barbara Guidi, di colmare il vuoto e di ripristinare la tabella con il nome di Alessio Tasca. Lo chiedo in nome di Alessio.
È vero: a una lettura superficiale di questo editoriale la sparizione del nome del maestro della ceramica contemporanea può sembrare una bazzecola, una piccolezza tirata fuori dal solito giornalista rompiscatole. Ma una città che aspira a diventare Capitale Italiana della Cultura deve curare anche i minimi dettagli.