Piazza Castello a Marostica, domenica 31 maggio 2026, qualche minuto dopo le 11 del mattino, sotto un caldo subsahariano. Manca poco alla cerimonia di premiazione della 82° Mostra Mercato della Ciliegia di Marostica Igp. All’improvviso, proprio di fonte al lato ovest della Loggia del Doglione dove si svolgerà la cerimonia, compare un’inattesa invasione di…extraterrestri. È una fila di persone che nonostante la calura africana sono vestite come dei marziani, coperte fin sopra la testa da maschere protettive per apicoltori. Raggiungono tutte la loro meta che è lo stand, allestito in occasione della Festa della Ciliegia, del Gruppo Apicoltori Marostica. Qui si mettono in gruppo, in mezzo al gruppo si posizionano lo storico referente del Gruppo Apicoltori Corrado Bordignon e l’assessore comunale di Marostica all’Agricoltura e all’Ambiente Martina Toniazzo, e partono le foto. In quel momento mi trovo per caso proprio lì davanti a loro e scatto una foto anch’io dell’insolito gruppo in maschera anti-punture, per quanto non sappia ancora nulla di quello che sta succedendo. Bordignon, noto apicoltore divulgatore del nostro territorio, mi riconosce e mi dice ad alta voce: “Ciao Tich! Mi raccomando, postala la foto. Sei sempre pungente quando scrivi, tu.” E se lo dice un apicoltore, lo interpreto come un sincero complimento. Ma che cosa caspita ho fotografato?
Per scoprire l’arcano, ritorno sul luogo della foto dopo la conclusione della cerimonia di premiazione della Mostra Mercato della Ciliegia di Marostica Igp. Lo stand del Gruppo Apicoltori Marostica è un concentrato di informazioni divulgative sulle api e sulla produzione del miele. C’è anche un oggetto “esclusivo” che manca ancora al Museo Internazionale degli Scacchi Giovanni Longo – Città di Marostica, inaugurato da poco al Castello Inferiore. Si tratta di una normale scacchiera: ma al posto dei consueti pezzi del gioco degli scacchi (re, regine, cavalli, alfieri ecc.) ci sono dei piccoli vasetti di miele. Mieli chiari e mieli scuri, al posto di bianchi e neri. Geniale.
“La dolcezza culla il mondo: l’uomo incontra l’ape e diventa apicoltore”. È lo slogan che campeggia sul volantino, distribuito allo stand, che illustra l’attività dell’Associazione Regionale Apicoltori del Veneto, di cui il Gruppo Apicoltori Marostica è parte molto attiva. Corrado Bordignon indossa una maglia gialla con la scritta “Save the Bees”, “Salvate le Api”. Non una frase fatta ma, come vedremo, una necessità vitale per l’umanità. Già: ma intanto, chi erano gli extraterrestri che poco dopo le 11 ho fotografato praticamente per caso?
“Marostica oggi è stata invasa da un gruppo di “mascherati” che non si vedeva da tempo e sono i neo apicoltori che hanno appena finito il corso base di apicoltura a Bassano e Marostica – mi rivela Bordignon –. E quindi, assieme all’assessore all’Agricoltura di Marostica Toniazzo, abbiamo consegnato gli attestati di partecipazione.”
Ma questi “mascherati” hanno frequentato solo il corso oppure qualcuno di loro farà concretamente l’apicoltore? “Noi facciamo il corso ogni anno, di solito a novembre e a febbraio – spiega il referente del Gruppo Apicoltori –. Hanno fatto il corso, erano una trentina di partecipanti e circa la metà partiranno proprio con le api. Perché noi abbiamo il vantaggio che oltre al corso, che comprende quattro lezioni teoriche e due pratiche, abbiamo anche l’apiario comunitario a Vallonara di Marostica. Per cui uno che ha fatto il corso viene all’apiario, impara con un tutor e quando ha imparato si porta i suoi alveari a casa.”
Davanti allo stand in Piazza Castello sono collocate alcune file di panche per il pubblico, a conferma dell’attività divulgativa del Gruppo. “A Marostica, sempre in occasione della Festa delle Ciliegie, noi siamo presenti come Gruppo Apicoltori Marostica – conferma il nostro interlocutore –. Perché ricordiamo che le api sono importanti per il miele, ma sono molto più importanti per il fatto che il 70% dei vegetali del pianeta sono impollinati dalle api. E quindi se noi mangiamo al mattino, a mezzogiorno e alla sera, sette cose su dieci che consumiamo sulla nostra tavola c’entrano con gli insetti impollinatori. Quindi noi siamo qua per la Festa delle Ciliegie, perché “No api, No ciliegie”.”
Non c’è che dire: altro che “No Martini, No Party”.
Ma l’azione del Gruppo Apicoltori non si limita alla presenza nelle manifestazioni. “La nostra attività, oltre a quella di essere apicoltori, anche hobbisti, è quella di andare nelle scuole – afferma lo storico referente del Gruppo –. E quindi se ci sono insegnanti, maestri, coordinatrici e presidi interessati, andiamo nelle scuole di ogni ordine e grado e divulghiamo l’importanza delle api ai ragazzi, perché è importante che le nuove generazioni la capiscano. Quando pensiamo ad animali in via di estinzione, pensiamo all’orso bianco, alla tartaruga, al panda. Animali importantissimi, ma l’animale più importante da salvaguardare è l’ape, che sta scomparendo nell’ordine del 5% ogni dieci anni.”
Corrado Bordignon lancia un messaggio molto chiaro sulla necessità di salvaguardare questi insetti: “Se avete api a casa vostra, nel vostro giardino, e poteste interrogarle chiedendo “Tu sei un’ape selvatica?”, vi direbbero che non sono api selvatiche. Perché le api selvatiche ormai non ce la fanno più da sole. Cambiamenti climatici, inquinamento, pesticidi. Pertanto, avete api solamente se c’è un apicoltore entro tre chilometri da casa vostra, che è circa il raggio di azione che fanno le api. Quindi ce l’abbiamo scritto sulla maglietta: “Salviamo le Api, Viva le Api”.”
“Vi ricordo – conclude Bordignon – che Albert Einstein ha detto una frase storica, che “un’umanità senza le api ha ancora quattro anni di vita”. Fra dieci anni, nel pianeta Terra, saremo in dieci miliardi. Dieci miliardi di bocche da sfamare. Se ci manca il 70% della frutta e della verdura, faremo la guerra per il cibo, probabilmente. Quindi le api sono indispensabili.”
Il futuro dell’alimentazione nel nostro pianeta che dipende da questi pungenti e preziosissimi insetti? Ape…rò!

