Un’interpellanza al governatore Stefani e alla giunta regionale in cui si chiede se “intendano prendere le distanze dalla campagna denigratoria e dalle verifiche del Ministero sulla scuola di Marostica in viaggio di istruzione”. È l’iniziativa politica messa in campo oggi dalla consigliera regionale dl Pd Chiara Luisetto e dall’intero gruppo consiliare del suo partito in merito alle due classi della scuola primaria “Arpalice Cuman Pertile” che attraverso una visita a Trieste hanno partecipato a un progetto di educazione civica sulla rotta balcanica. Nel testo dell’interpellanza, la consigliera Luisetto rimarca che “l’istituto, le insegnanti e i bambini sono stati esposti a una campagna d’odio senza precedenti” e chiede assieme ai colleghi dem “se la giunta condivida l’iniziativa del Ministero dell’Istruzione di avviare verifiche ispettive nei confronti di una scuola che ha operato nel pieno rispetto delle normative vigenti e se ritenga tale iniziativa compatibile con i principi di autonomia scolastica e libertà di insegnamento”. Infine si chiede a Stefani e all’assessore regionale all’Istruzione “quali azioni intendano intraprendere per tutelare la libertà di insegnamento e l’autonomia delle istituzioni scolastiche venete da indebite ingerenze politiche”.
Al governatore, dunque, l’ardua sentenza. Ma oggi si registra anche l’intervento di Fornelli Resistenti di Bassano del Grappa, il gruppo aderente alla rete nazionale Fornelli Resistenti, impegnata nel supporto volontario alla quotidiana attività di assistenza ai migranti dell’ODV Linea d’Ombra nella cosiddetta “piazza del mondo” davanti alla stazione ferroviaria di Trieste. In un comunicato stampa trasmesso in redazione, Fornelli Resistenti BDG chiarisce tutti gli aspetti della questione, compresa la frequente partecipazione alle trasferte triestine di “gruppi giovanili, classi degli istituti del territorio, oltre a diversi gruppi ecclesiali”. Come dal testo che segue.
COMUNICATO STAMPA dei FORNELLI RESISTENTI DI BASSANO DEL GRAPPA
Noi “Fornelli Resistenti” di Bassano del Grappa siamo un gruppo spontaneo di cittadini impegnati nel sostegno ai migranti in transito a Trieste e abbiamo iniziato con questa attività di volontariato all’inizio del 2025.
Siamo un gruppo informale, orizzontale, plurale e trasversale per età, genere, provenienza, professioni svolte. Chi partecipa lo fa per spirito di solidarietà e di servizio, mosso esclusivamente dal desiderio di agire per il bene di persone in difficoltà. Operiamo nella convinzione che solidarietà, accoglienza e tutela dei diritti umani siano valori fondamentali di una società civile.
Non siamo soli: ci sono altri 65 gruppi in tutta Italia che, come noi, sono entrati in contatto con l’associazione Linea d’Ombra, animata da Lorena Fornasir e Gianandrea Franchi, impegnata nella prima accoglienza dei migranti e promotrice dell’esperienza dei “Fornelli Resistenti”. A Bassano il gruppo si è formato in seguito agli stimoli del Cammino di Pace, in cui i rappresentanti di Linea d’Ombra erano ospiti e hanno portato la loro testimonianza, raccontando cos’è la rotta balcanica e cosa succede a Trieste da alcuni anni.
All’inizio eravamo una decina di persone. Con il tempo la nostra rete si è allargata fino a coinvolgere oggi quasi cento persone. Una volta al mese ci organizziamo per raggiungere Trieste e portare una cena calda e un pranzo al sacco ai migranti in transito. C’è chi cucina, chi mette a disposizione la propria auto per il viaggio e chi contribuisce economicamente attraverso piccole collette o donazioni nate anche in occasioni private, come compleanni o feste.
Le uscite a Trieste sono occasioni di condivisione, relazione, impegno e soprattutto servizio, nel segno della solidarietà.
Il gruppo è composto da persone di tutte le età, anche minori. Alle uscite, assieme a noi, partecipano spesso gruppi giovanili, classi degli istituti del territorio, oltre a diversi gruppi ecclesiali. In moltissime occasioni, durante la nostra uscita mensile, gruppi di giovani accompagnati dai loro insegnanti o educatori hanno partecipato, distribuito cibo, chiacchierato con i migranti. La distribuzione avviene in Piazza della Libertà a Trieste, di fronte alla stazione ferroviaria, luogo ormai conosciuto come “piazza del mondo”. Ogni sera, attorno alle 19, la piazza si riempie di persone migranti arrivate dopo viaggi lunghissimi attraverso la rotta balcanica.
Si tratta di persone provenienti da varie parti dell’Asia, che hanno percorso migliaia di chilometri a piedi, affrontando violenze, pericoli e privazioni. Molti arrivano provati dalla fatica del viaggio, alcuni necessitano di cure mediche, molti sono giovani, talvolta anche tra loro ci sono dei minori.
I migranti accolti a Trieste non sono clandestini né irregolari. Dopo aver attraversato il confine sloveno vengono identificati e registrati presso la Questura di Trieste, dove vengono avviate le procedure per la richiesta di asilo politico o di protezione internazionale ed è durante l’attesa dei documenti che alcuni di loro rimangono nell’area del porto vecchio e frequentano “la piazza del mondo”. Per molti Trieste rappresenta solo una tappa: alcuni desiderano raggiungere il Nord Europa, soprattutto la Germania, altri invece resteranno in Italia come richiedenti asilo o rifugiati, alcuni probabilmente dovranno tornare indietro.
L’accoglienza dei “Fornelli Resistenti” vuole offrire, anche solo per qualche ora, un gesto semplice di umanità e vicinanza. Il senso del nostro andare a Trieste è proprio quello di curarsi di coloro che ne hanno bisogno. Alcuni di noi si appellano all’articolo 2 della Costituzione (“La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”), altri si richiamano al Vangelo (“Perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato” Mt 25), o ad entrambi.
Ma ciò che spinge tutti noi a dare questo piccolo ma significativo contributo è racchiuso in poche parole: AVERE CURA, occuparsi dell’umano, accogliere, fare ciò che per noi è poco, ma per loro è molto. Lo riteniamo un fatto culturale oltre che solidale. Troviamo che questo piccolo atto di cura sia un antidoto all’indifferenza e alla paura dell’altro che serpeggiano nella nostra società. È forse fuori dalla legge aiutare chi ne ha bisogno?
Ci ostiniamo ad allargare lo sguardo, e crediamo fermamente che la presenza significativa di giovani, oltre che di intere famiglie, nelle nostre uscite a Trieste, contribuisca a creare una società più aperta e inclusiva, che riconosce la complessità, di cui fanno parte anche il dolore e la fatica dei migranti, e che educa tutti, adulti e non, ad agire per ciò che è giusto, colmando il vuoto abissale creato da chi lotta contro questo problema invece di provare davvero a gestirlo.
Fornelli Resistenti Bassano Del Grappa
In ordine alfabetico: Adriano Zanolla, Alessandro Zilio, Alice Bussolaro, Andrea Poletto, Angela Ferrazzi, Anna Marchiorato, Anna Perteghella, Annalisa Rizzato, Annamaria Bertollo, Annamaria Mazzochin, Annamaria Parolin, Antonio Berton, Antonio Paolin, Antonio Perteghella, Azione Cattolica vicariato di Bassano del Grappa-Rosà, Barbara Fasolo, Carolina Mereacre, Catuscia Zanello, Chiara Pozzi Perteghella, Chiara Zuccheri, Clara Giorgio, Claudia Bizzotto, Claudia Fioravanzo, Cristina Regondi, Daniela Gonzo, Elisa Artuso, Elena Sartori, Elisabetta Bagarollo, Fatiha Berkhis, Flavia Bernardi, Francesca Meloncelli, Francesca Perpenti, Francesco Nascinguerra, Gianfranco Cipresso, Giovanna Nascinguerra, Giovanna Palaro, Giovanni Marangon, Giuseppe Predebon, Ivano Zortea, Joy Battocchio, Laura Crestani, Laura Pantaleoni, Laura Spaggiari, Luisa Moresco, Margherita Tondi, Maria Grazia Povoledo, Mariella Merlo, Marta Mocellin, Matilde Claret, Matilde Gusso, Maurizio Dalla Gassa, Melania De Poli, Michela Piccoli, Michela Zanchetta, Monica Grapiglia, Orazio Colosio, Paolo Frison, Paola Campagnolo, Paola Facchinello, Pio Vigo, Redento Geremia, Raffaela Polo, Roberta Porcellato, Rosalinda d’Angelo, Ruggero Carli, Sara Muraro, Sonia Mabilia, Stefano Urbani, Susanna Monte, Tino Dal Bianco, Tondi Margherita, Unicomondo cooperativa sociale, Zineb Saaid, Zuccheri Chiara.