AttualitàBassano del GrappaEvidenza
  • 7 min lettura

Pro e Contro

L’incredibile “non rapporto” dell’amministrazione Finco con la Pro Bassano, da sempre grande promotrice delle manifestazioni in città. La vicenda della chiesa di San Giovanni concessa, poi negata e poi nuovamente concessa dal Comune per la Mostra dei Presepi è solo l’ultimo “casus belli” di una relazione spezzata.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Ago 9, 2026

magzin magzin
Fonte immagine: Facebook / Pro Bassano

C’è un protagonista della vita pubblica di Bassano senza il quale il programma delle manifestazioni in città non sarebbe quello che è. Si chiama Pro Bassano. È la Pro Loco, infatti, il principale promotore e animatore di vari eventi di richiamo per migliaia di persone in centro storico, quelli che fanno poi riempire la bocca dell’amministrazione comunale con lo slogan “BDG. È tutto qui”.

Ne cito alcuni: il Carnevale (e basterebbe già questo), la rassegna biennale Bassano Fotografia, Bassano Città della Befana, la Mostra dei Presepi a San Giovanni. E poi ancora la compartecipazione ad eventi come Calici di Stelle e al Mercatino di Natale della Confcommercio, dove la “casetta” della Pro in piazza Libertà coi panini onti e il vin brulé è la più gettonata dalla folla affamata. La Pro Bassano collabora inoltre attivamente con il Comitato Gemellaggi del Comune per promuovere le relazioni e i prodotti del territorio con le città gemellate di Mühlacker e di Voiron.

E senza tenere conto del curriculum storico dell’associazione, che negli anni passati più o meno recenti l’ha vista organizzare eventi come Bassano in Cosplay, varie mostre d’arte allestite a Palazzo Bonaguro, il concorso Balconi Fioriti promosso assieme al Consiglio di Quartiere Centro Storico e l’originalissima manifestazione Giardini a Bassano che trasformava gli angoli del centro storico, compresi anche alcuni monumenti, in aiuole fiorite.

Tutto questo non sarebbe stato possibile senza la necessaria sinergia tra la Pro Bassano e l’amministrazione comunale. Due entità che per il bene della città, e ciascuna per le proprie competenze, sono sempre andate di pari passo nel collaborare per la buona riuscita degli eventi in programma. Sto però usando i verbi al passato (“sono sempre andate”) perché oggi la situazione è drasticamente cambiata. Quello dell’amministrazione Finco è infatti un incredibile “non rapporto” con la Pro Loco, attualmente presieduta da Giovanni Bosio, e la vicenda di questi giorni della chiesa di San Giovanni prima concessa, poi negata e poi nuovamente concessa dal Comune per la prossima Mostra dei Presepi è solo l’ultimo “casus belli” di una relazione spezzata.

Partiamo proprio dalla bufera estiva, poi tamponata dal Palazzo comunale, sullo spazio espositivo di San Giovanni che il Comune ha in comodato d’uso e che prima era stato concesso e in un secondo momento rifiutato alla Pro Bassano per ospitare, al posto della consueta rassegna dei presepi tradizionali, delle attività ludico-formative e laboratoriali destinate a bambini e famiglie.

E sottolineo il clima di confusione generale in cui si è articolata questa storia ai confini della realtà, dopo la Pec trasmessa il 7 luglio alla Pro Loco dalla dirigente dell’Area Cultura e Musei del Comune Barbara Guidi che comunicava l’indisponibilità della chiesa di San Giovanni e la revoca dell’autorizzazione già concessa per la Mostra dei Presepi, proponendo alla Pro lo spazio alternativo della assai più piccola chiesetta dell’Angelo, dove però è materialmente impossibile allestire una mostra con oltre 50 presepi e con un flusso di oltre 20 mila visitatori, registrato l’anno scorso.

Dopodiché, citando Russell Crowe, si è scatenato l’inferno. In primis il presidente della Pro Bassano Giovanni Bosio che attaccando sul GdV il Comune per l’improvviso “voltafaccia”, ha dichiarato quanto segue: “La nostra segreteria ha inviato più richieste di chiarimento e non ha mai ricevuto risposta. Io stesso ho cercato di contattare l’assessore alla Cultura Giada Pontarollo, senza successo. E quando ho provato a parlare della cosa al sindaco, lui mi ha rimandato all’assessore.”

Poi, lo sviluppo fulmineo degli eventi: la nuova Pec del 31 luglio della dirigente Guidi che ha comunicato alla Pro Loco il dietrofront del Comune e la conferma dello spazio di San Giovanni per allestire la Mostra sui Presepi; quindi la notizia che la stessa Guidi “avrebbe anticipato per vie informali il presidente Bosio della nuova decisione del Comune” e infine la notizia, dopo lo sfogo del presidente della Pro Bassano sul quotidiano locale pubblicato in data 6 agosto, che “ora l’amministrazione pretende le scuse del presidente”. 

Al riguardo devo dirvi, per inciso, una cosa. Sono esattamente 40 anni che faccio il giornalista a Bassano, nei decenni su questa città ne ho raccontate e ne ho scritte di cotte e di crude, ma un caos di “incomunicabilità” di questo genere che vede al centro il Palazzo comunale non mi era ancora capitato di vederlo.

Nella specifica questione della concessione dello spazio per la Mostra dei Presepi chi ci ha messo la faccia e la firma è stata la dirigente Barbara Guidi. Ma la Guidi è una burocrate, che mette in atto le indicazioni dell’amministrazione comunale. Il “non rapporto” dell’amministrazione Finco con la Pro Loco è quindi di natura politica, poi messo in pratica dai provvedimenti dirigenziali. Ed è su questo aspetto che parte ora la mia analisi.

Il grande pasticcio di via Matteotti (dove hanno sede sia il Comune che la Pro Bassano) ha prodotto un primo risultato all’interno della maggioranza. Ovvero l’intervento dell’ex sindaco ed attuale consigliere comunale di Fratelli d’Italia Elena Pavan, che della maggioranza Finco costituisce comunque una enclave autonoma. La quale, in merito a quanto accaduto, non è andata per il sottile: “Amministrare significa dialogare, non creare problemi per poi chiedere le scuse”. Per tutto il resto del comunicato stampa della Pavan, molto critico nei confronti dell’attuale amministrazione, pregasi leggere il mio precedente articolo “Finco, il bue e l’asinello”.

Un dato interessante è che all’intervento di Elena Pavan non sono seguite repliche pubbliche, ovvero trasmesse in redazione. Consegna del silenzio. Ma nelle segrete stanze dell’alleanza di governo cittadino il clima è di fibrillazione, per usare un eufemismo. Portando all’evidenza dei due principali “corti circuiti” che hanno mandato in tilt i rapporti con l’Associazione Pro Bassano e che di conseguenza hanno esposto di fatto l’amministrazione comunale a una figura barbina. 

Il primo corto circuito si chiama Giada Pontarollo, assessore comunale alla Cultura e al Turismo, ovvero colei che il presidente Bosio aveva “tentato di contattare, senza successo”. Secondo fonti molto bene informate, risulta infatti che la Pontarollo abbia chiuso non solo le relazioni diplomatiche con il presidente ma anche i cordoni della borsa con la Pro Loco, non avendo più concesso contributi a fondo perduto alla Pro Bassano sin dall’insediamento dell’amministrazione Finco.

Di più non è dato sapere, al momento, sui motivi di questo atteggiamento di preclusione dell’assessora nei riguardi della Pro. E sì che stiamo parlando della stessa persona che, quando sedeva sui banchi di maggioranza nella passata legislatura comunale, era stata nominata dal sindaco Elena Pavan consigliera delegata ai rapporti con la Pro Bassano. Come canterebbe Fiorella Mannoia: “Come si cambia…”.

Il secondo corto circuito si chiama Gianni Castellan, consigliere di maggioranza del gruppo Finco Sindaco. È infatti proprio lui, Castellan The Legend, l’attuale consigliere comunale con delega alla Pro Bassano. Vale a dire quello che deve fare da tramite diretto tra l’amministrazione e l’associazione. Lo ha stabilito un decreto di delega del sindaco Nicola Finco datato 11 marzo 2025.

Ebbene: sempre fonti di Palazzo riferiscono che dopo tutto il casino scoppiato attorno alla Pro Loco, a fronte anche di alcuni problemi oggettivi evidenziati da quest’ultima, alcune frange della maggioranza avrebbero posto in dubbio la capacità del consigliere di svolgere i compiti previsti dalla sua delega. Se son spine, fioriranno.

Tutto questo, egregi lettori, sta accadendo mentre gli uffici della Pro Bassano sono chiusi per ferie. Riapriranno il 24 agosto e da lì si vedrà il prosieguo della storia, della quale posso però già anticipare una “chicca” conclusiva.

Riguarda la tradizionale e assai frequentata casetta della Pro Bassano allestita tra le due colonne di piazza Libertà in occasione del Mercatino di Natale, quella già citata dei panini onti e del vin brulé, principale se non unica fonte di introiti per pagare le iniziative della Pro Loco. Sempre secondo le mie fonti, quest’anno la casetta sarebbe stata rimossa dall’amministrazione. E sembra che la Pro Bassano abbia dovuto pertanto prendere in affitto due casette vicino al prossimo Albero di Natale per la “modica” cifra di 6.800 euro. Per il momento è solo una voce, per quanto autorevole, ma se diventasse notizia non farebbe che confermare il trend in caduta libera dei rapporti tra la giunta Finco e l’associazione di volontariato. 

Vorrei sbagliarmi, ma qui c’è odore di ProBassanovela…

 

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.