Avviso ai naviganti: la questione di attualità che sto per affrontare è di una complicatezza assoluta. Il massimo della libidine, all’antivigilia di Ferragosto. Ma, per fortuna, non è questo il luogo né il momento per approfondirne in dettaglio i complessi contenuti amministrativi e legali. Sarà sufficiente delinearne gli elementi chiave per capire in quale direzione sta andando la più infinita telenovela urbanistica della città di Bassano del Grappa: l’accordo pubblico-privato per la riqualificazione dell’Area Parolini, compresa tra largo Parolini e via Ca’ Baroncello e meglio nota alle cronache come “Area ex Piano Mar”, dei cui destini si discute sin dai mitici tempi delle Torri di Portoghesi che risalgono ai primi anni 2000.
Il nuovo sviluppo di questa Neverending Story riguarda una determinazione del responsabile del Servizio Finanziario del Comune di Bassano per l’aggiornamento dei valori economici e del contributo straordinario a carico del privato e a favore dell’ente comunale nell’ambito della variante al Piano Particolareggiato “Accordo Parolini n. 5”.
E gli elementi chiave del nuovo corso della vicenda – che vanno però spiegati uno ad uno – sono già contenuti nelle prime righe del testo della determina. Nelle quali si prende atto che è “in corso la trattativa tra il Comune e Namira S.G.R.p.A., quale società di gestione del Fondo “Salute 4” e del Fondo “Tolomeo”, volta all’approvazione della variante al Piano Particolareggiato “Accordo Parolini n.5”, approvato con D.C.C. n. 30 del 23.04.2013 e del successivo Piano Particolareggiato denominato “P.P. Parolini” con D.G.C. del 18.02.2014.” Ah, benon: quante belle cosette da spiegare.
Partiamo dai due atti fondamentali, riguardo a questa eterna faccenda urbanistica, del Comune di Bassano del Grappa.
La D.C.C. (Delibera di Consiglio Comunale) n. 30 del 23.04.2013, sotto il mandato del sindaco Stefano Cimatti, ha stabilito i nuovi parametri della riqualificazione urbanistica dell’area, conseguenti ad un atto di accordo con i privati, che hanno annullato i contenuti del precedente P.P.E. n. 4 “Parolini” (quello delle Torri di Portoghesi) e hanno previsto, tra le altre cose, un sostanzioso abbattimento dei volumi edificabili nell’area, nuove contropartite al Comune tra monetizzazione e standard urbanistici, più la famosa strada parallela alla ferrovia a carico dei privati che a tutt’oggi non è stata ancora realizzata. All’epoca, fra le tre proprietà private distinte dell’Area Parolini, la proprietaria del lotto più esteso, e in quanto tale principale interlocutore del Comune, era la Numeria S.G.R. (Società di Gestione del Risparmio) Spa con sede a Treviso.
La D.G.C. (Delibera di Giunta Comunale) del 18.02.2014 ha invece stabilito l’adozione del Piano Particolareggiato “Parolini”, comprendente tutta una serie di interventi urbanistici proposti dai privati (Numeria S.G.R. Spa, Iniziativa Parolini Srl, Floria Piva) tra cui le lottizzazioni di edilizia abitativa con riduzione della “capacità insediativa complessiva” rispetto al Piano precedente, parcheggi, aree verdi, aree da cedere al Comune eccetera.
Di tutto questo – e sono passati ormai 12 anni – non se ne è fatto però ancora nulla, a seguito di tutta una serie di contenziosi accesi fra le controparti che hanno deliziato le cronache dell’ultimo decennio e che in questa sede ovviamente vi risparmio.
Andiamo adesso al punto cruciale del passaggio iniziale della determina del responsabile del Servizio Finanziario comunale. Vale a dire la presa d’atto che “è in corso la trattativa tra il Comune e Namira S.G.R.p.A. (…) volta all’approvazione della variante” ai due Piani che ho citato nelle righe precedenti, quello approvato dal consiglio comunale nel 2013 e quello adottato dalla giunta comunale nel 2014. In altri termini, l’amministrazione di Bassano e la propretà Namira S.G.R. stanno trattando per la definizione di un nuovo Piano, che supera i precedenti in quanto “variante”, da approvare e da adottare per l’Area Parolini.
Ma, appunto, verso quale direzione? Il documento dirigenziale – che è di natura finanziaria e non urbanistica – non lo specifica. Ma la chiave di lettura è tutta contenuta nella frase: “Namira S.G.R.p.A., quale società di gestione del Fondo “Salute 4” e del Fondo “Tolomeo”.” E allora andiamo per ordine.
Namira S.G.R.p.A è una Società di Gestione del Risparmio per Azioni con sede a Milano, specializzata in fondi d’investimento alternativi (FIA) e nella gestione di fondi immobiliari. Dal 2022 è subentrata nella gestione di fondi immobiliari precedentemente amministrati o promossi da Numeria S.G.R., come l’Area Parolini a Bassano. La società trevigiana continua comunque a collaborare con Namira S.G.R. in operazioni congiunte nel mercato del settore.
Namira gestisce, attualmente, 24 fondi immobiliari chiusi le cui quote sono detenute da investitori professionali privati ed investitori istituzionali, sia italiani che esteri, e da un fondo di crediti. Due dei 24 fondi sono nominati nel documento del responsabile comunale: Fondo “Salute 4” e Fondo “Tolomeo”. E per sapere di che cosa si tratta, basta andare nel sito di Namira S.G.R., alla voce del menù “Fondi”. Ecco quello che c’è scritto.
Fondo “Salute 4”: “Il Fondo, costituito da Namira S.G.R. nel 2022, investe prevalentemente in progetti di sviluppo di RSA. In particolare il Fondo si occupa dello sviluppo urbanistico delle aree, di costruire gli immobili, di locare e cedere gli asset a reddito a investitori istituzionali. Gli immobili sono ubicati prevalentemente nel Centro-Nord Italia.”
Fondo “Tolomeo”: “Il Fondo, istituito e gestito da un’altra S.G.R. fino ad inizio 2022, investe prevalentemente in progetti di sviluppo in diverse asset class (residenziale, commerciale e RSA). In particolare il Fondo si occupa dello sviluppo urbanistico delle aree, della costruzione e vendita degli immobili, oppure della vendita ad altri sviluppatori delle aree valorizzate urbanisticamente. Gli asset immobiliari del Fondo sono ubicati prevalentemente nel Centro-Nord Italia.”
L’elemento in Comune dei due Fondi di Numeria S.G.R. citati nell’atto del Comune di Bassano del Grappa è quindi quello dello sviluppo di RSA, Residenze Sanitarie Assistenziali per anziani. Del resto quello delle RSA è un vero e proprio core business della società milanese, che dedica a questa tipologia di progetti altri tre Fondi di sua gestione: “Salute 2”, “Salute 3 Infrastrutture Socio Sanitarie” e “Salute 3B Infrastrutture Sanitarie e Socio Assistenziali”.
I conti quindi tornano e si conferma pertanto quanto era già trapelato nel 2023, sotto l’amministrazione Pavan, sulle nuove ipotesi progettuali per l’Area Parolini alias ex Piano Mar, comunicate all’epoca in conferenza stampa da Elena Pavan assieme ai rappresentanti di Numeria S.G.R. (e non ancora di Namira S.G.R,): “Spazi residenziali e commerciali ridotti rispetto alle cubature finora ipotizzate e nuovi servizi a valenza sociale e socio sanitaria”. Che altri non sarebbero che i servizi per anziani. La stessa Numeria S.G.R., tramite i fondi di investimento immobiliare gestiti, vantava già la realizzazione di numerose Residenze Sanitarie Assistenziali per gli anziani in Lombardia e in Veneto. Da allora, però, non se ne è più pubblicamente parlato.
Oggi l’interlocutore privato del Comune ha un altro nome ed è Namira S.G.R., ma la sostanza non cambia. Per questo, a fronte del nuovo “scenario di variante” con questa diversa tipologia di “asset a reddito” e quale “condizione propedeutica” all’eventuale adozione della variante medesima, gli uffici finanziari di via Matteotti hanno individuato un soggetto privato, qualificato allo scopo, a cui è stato affidato il compito di quantificare l’ammontare dei soldi che spettano al Comune da parte del privato. Ovvero, come espresso in linguaggio burocratico, di “aggiornare alla data attuale il valore degli obblighi economici e realizzativi assunti nell’ambito dell’Accordo e determinare l’eventuale maggiore valore generato dallo scenario di variante, individuando la quota economica da riconoscere all’Amministrazione a titolo di contributo straordinario”.
L’incarico è stato assegnato per affidamento diretto alla società Est Srl di Venezia-Marghera, per un corrispettivo di 26.705,80 euro Iva compresa che sarà prima pagato dal Comune e poi “integralmente rimborsato dalla società Namira S.G.R.p.A. con sede in Milano”.
Tra le incombenze della società affidataria ci sarà anche quella di determinare l’indennizzo dovuto in favore dell’amministrazione comunale a seguito della mancata sottoscrizione della convenzione urbanistica e di quanto stabilito dalla sentenza del TAR del Veneto n. 785 del 2024. È pur vero che la sentenza del TAR, che ha rigettato un ricorso dei privati presentato ancora nel 2010, è riferita a Numeria S.G.R. Ma Namira S.G.R., in quanto attuale interlocutore e controparte del Comune, si trova sul groppone anche tutto l’arretrato.
Queste ed altre cose si profilano negli ultimi sviluppi di questa lunghissima ed intricata vicenda, sulla quale giocano un ruolo preponderante, per quello che in futuro dovrebbe essere costruito di questo “brano di città”, i fondi del Mar.

