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Protesi verso il futuro

Politica a ranghi compatti all’inaugurazione della nuova sede e del laboratorio protesico di Lolato Ortopedia Sanitaria a Bassano. Significative le testimonianze dei tre atleti paralimpici intervenuti all’evento inaugurale: la campionessa Francesca Porcellato, Marco Pisani e Mattia Dal Pastro. E compare anche una mano bionica.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Giu 13, 2026

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Il taglio del nastro all’inaugurazione (foto Alessandro Tich)

Come si pronuncerà il titolo di questo articolo? “Protési”, participio passato del verbo “protendere”, oppure “pròtesi”? Fate voi. Perché la lettura vale in entrambi i sensi.

Questa è la storia di un’azienda del comparto ortopedico sanitario del nostro territorio che ha deciso di impegnarsi in un importante investimento per realizzare la sua nuova sede, all’interno della quale si trovano un poliambulatorio, una palestra riabilitativa, un esteso negozio di articoli del settore, altri locali di servizio e soprattutto il laboratorio protesico più grande del Veneto. E “Il Futuro del Movimento” è il titolo dell’evento di inaugurazione ufficiale, non a caso improntato al domani, della nuova struttura ubicata in Strada Rambolina a Bassano del Grappa, con la partecipazione della politica a ranghi compatti e con l’intervento – come vedremo – di tre testimonial della rinascita del corpo e dello spirito dopo un evento che ti scaraventa in un attimo dal mondo dei cosiddetti normodotati a quello della disabilità.

Questa mattina la comunità del Bassanese e non solo ha avuto modo di scoprire la realtà fino adesso poco conosciuta ai non addetti ai lavori di Lolato Ortopedia Sanitaria, azienda che affonda le sue radici nel 1975, quando la famiglia Lolato ha avviato a Cittadella la propria attività nel campo ortopedico sanitario. Oggi, dopo più di 50 anni, è una presenza consolidata a livello regionale e dai numeri importanti: più di 40 professionisti specializzati; 9 sedi operative sul territorio; oltre 50.000 persone seguite attraverso percorsi di assistenza, prevenzione e riabilitazione nell’anno 2025; 4,5 milioni di fatturato nel 2025 e un obiettivo di 5 milioni di euro di fatturato nel 2026.

A fare gli onori di casa all’inaugurazione, affiancato da tutto il suo staff, è il titolare Emanuele Lolato e per l’occasione non manca all’appuntamento una vera e propria hit parade della politica e delle amministrazioni locali. C’è il vicepresidente del consiglio regionale Francesco Rucco, che interviene al microfono prima del taglio del nastro assieme a Lolato e al sindaco di Bassano del Grappa Nicola Finco, e ancora le consigliere regionali Manuela Lanzarin e Morena Martini, il presidente della Provincia di Vicenza Andrea Nardin, i sindaci di Cittadella Luca Pierobon, di Rosà Elena Mezzalira, di Mussolente Ellena Bontorin e di Colceresa Enrico Costa, l’assessore di Cittadella Diego Galli, la consigliera comunale di Cassola Giannina Scremin.

Prendendo la parola prima dello “Zac!” al nastro tricolore, il sindaco di Bassano Finco non resiste, dopo avermi visto, dal sottolineare al microfono – ma senza risentimento – che “qualcuno ha scritto che partecipo a troppe inaugurazioni” (un chiaro riferimento al mio editoriale “Il sindaco dei nastri altrui”) e dal ribadire l’importanza della vicinanza alle aziende che investono nel territorio comunale. Poi, quando il parroco di Santa Croce Don Giancarlo apre il libro per le preghiere prima della benedizione, sempre Finco gli regge il microfono e dice ad alta voce: “Faccio anche da chierichetto. Questo sarà lo spunto per un nuovo articolo.” Appunto, esatto.

Ad inaugurazione avvenuta, dopo un primo giro esplicativo del nuovo laboratorio protesico riservato alle autorità, con le avanzate tecnologie che lo contraddistinguono, segue la tavola rotonda “Protesica, riabilitazione e sport: soluzioni per il benessere e l’autonomia”.

Il presidente della Provincia Nardin, colpito dalla nuova frontiera della bionica in campo protesico, rievoca nientemeno che la figura di Steve Austin, il protagonista bionico della serie Tv degli anni ‘70 L’uomo da sei milioni di dollari. Nicola Finco ripete il suo mantra del “grazie alle aziende che sono un must per il nostro territorio” e conclude con la battuta: “Grazie ad Emanuele Lolato soprattutto perché ha portato la sua azienda da Cittadella a Bassano.” Il sindaco di Cittadella Luca Pierobon, seduto in prima fila, ride di gusto e replica al collega di Bassano con una finta minaccia: “Non sa quanto pagherà caro quello che ha detto”. Dopo gli interventi di Manuela Lanzarin, nella sua veste di presidente della V Commissione Politiche Socio-Sanitarie del consiglio regionale, e della consigliera regionale con delega alle politiche di partecipazione giovanile Morena Martini, è finalmente il turno dei tre ospiti principali dell’evento inaugurale: gli atleti paralimpici Francesca Porcellato, Marco Pisani e Mattia Dal Pastro.

Riguardo a Francesca Porcellato, dire che sia una leggenda dello sport paralimpico è dire la verità. 12 partecipazioni ai Giochi Paralimpici, di cui 9 estivi e 3 invernali, e 14 medaglie vinte nell’atletica leggera, nel paraciclismo e nello sci di fondo. È diventata paraplegica a soli 18 mesi, quando fu investita da un camion. “Quando mi hanno dato una carrozzina mi sono sentita finalmente una bambina libera – afferma -. E quando ho iniziato a fare sport mi bastava correre veloce per avere la sensazione del vento tra i capelli. La carrozzina per le persone esterne viene vista magari come un mezzo ortopedico, ma per me che la uso è un’estensione di me e un mezzo di libertà.”

Marco Pisani, di Firenze, ha gareggiato alle Paralimpiadi di Milano Cortina 26 nello sci nordico e nel bianthlon “sitting” e cioè da seduto. Militare del Reggimento d’assalto Col Moschin, ha una protesi all’arto inferiore sinistro dopo un attentato in Iraq nel 2019 che gli è costato l’amputazione della gamba. Mentre Mattia Dal Pastro, nostro “eroe locale” in quanto bassanese residente a Cassola, alle Paralimpiadi di Milano Cortina 26 ha gareggiato nello sci nordico “standing”, e cioè in piedi, che esclude per regolamento l’uso delle protesi. Coinvolto in un grave incidente in moto nel 2016, aveva perso l’uso totale del braccio sinistro per la lesione completa del plesso brachiale. È stato lui a decidere di far amputare l’arto superiore che era diventato un vero e proprio peso morto.

Dalla testimonianza e dalle parole alla tavola rotonda dei tre ospiti paralimpici emergono tre significative storie di rinascita non solo agonistica e di impulso a non mollare mai, in cui l’esigenza di ausili, di ortesi e di protesi sempre più sofisticate costituisce il necessario supporto tecnico e tecnologico di un nuovo modo di affrontare la vita – quotidiana prima ancora che sportiva – dopo il trauma disabilitante, che deve però nascere dalla forza interiore.

Ed è proprio nell’ambito della nuova frontiera di un settore in continua evoluzione che Emanuele Lolato, dopo aver ringraziato con voce commossa tutti i suoi collaboratori, rivela in conclusione un progetto in fase di elaborazione e sviluppo proprio per Mattia Dal Pastro, che fino ad oggi non ha portato protesi anche nella vita di tutti i giorni: una mano bionica, multiarticolata e personalizzabile. Altro che Steve Austin.

“Il Futuro del Movimento” è anche e soprattutto questo. E allora: “protési” o “pròtesi” verso il futuro? Tutt’e due.

 

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.