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Formaggio Scorza Nera  

In risposta alla “pastasciutta antifascista” del 25 luglio, il noto esponente di Futuro Nazionale Joe Formaggio ha organizzato nel suo ristorante di Albettone il “risotto anticomunista”. Ingrediente principale oltre al riso: il tartufo nero. Presente all’appello, tra i commensali vannacciani, anche il referente di FN Bassano Gianluca Pietrosante.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Ago 7, 2026

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Fonte immagine: Instagram / formaggio.joe

Partiamo da un fondamentale presupposto: “antifascista” non è sinonimo di “comunista”. L’antifascismo è stato un fenomeno molto ampio e complesso, che ha coinvolto le più diverse componenti della politica e della società civile, compresi i socialisti, i liberali e i cattolici. E mi fermo qui per non perdermi nei meandri della storia, che non è il mio mestiere. Ma tant’è. Nel nostro Paese, per ogni cosa vige la regola della bevanda in bottiglia: bisogna sempre dargli un’etichetta.

E così, dopo le celebrazioni conviviali della “pastasciutta antifascista” svoltesi in tutta Italia lo scorso 25 luglio, anniversario della caduta del fascismo, c’è chi ha voluto controbattere alle cene commemorative per la fine del regime di Mussolini organizzando un “risotto anticomunista”. Anzi, per citare la denominazione completa del piatto: “risotto anticomunista al tartufo nero”. 

L’ideatore della provocazione culinaria è Joe Formaggio, personaggio politico iper noto alle nostre cronache, già consigliere regionale, che dopo la sua precedente vita trascorsa nelle file di Fratelli d’Italia, lo scorso aprile è passato in Futuro Nazionale.

Per fare la cena con il suo “risotto”, l’esponente di destra non ha dovuto chiedere permesso al Comune né presentare una SCIA per evento temporaneo con somministrazione di alimenti e bevande, come ben sanno gli organizzatori della “pastasciutta antifascista” annullata a Solagna. Nella sua Albettone, paese di cui è stato anche sindaco, il politico vannacciano è infatti il titolare del ristorante “La Torre da Formaggio”. Ed è qui che l’altro ieri sera, mercoledì 5 agosto, la allegra tavolata ha avuto luogo.

Non è la prima volta che il “risotto anticomunista” fa la sua comparsa nel menù dello scoppiettante ex consigliere veneto. Formaggio aveva infatti inaugurato la sua risposta gastronomica alla pasta della “sinistra” nell’estate dello scorso anno. Ma è indubbio che quest’anno, con la sua adesione al partito di Vannacci, la dose politica di pepe nel suo piatto è aumentata a dismisura. Del resto, nello stesso annuncio della cena (“Il risotto anticomunista è tornato”) postato su Instagram, il Joe da Albettone ha messo il simbolo di Futuro Nazionale. Quasi che il risotto al tartufo nero dei Colli Berici avesse il “patrocinio” del generale. E per non farci mancare nulla, il politico e ristoratore ha accompagnato il suo post con la musica di “Giovinezza”.

Che dire? Formaggio Scorza Nera, come lo avevo già ribattezzato nella mia precedente vita giornalistica, non si smentisce mai.

Per tutto il resto, non c’è molto da scrivere. Perché fatti salvi i presupposti politici dell’iniziativa, quella alla Torre da Formaggio è stata una cena e basta. Dal punto di vista cronistico, va tuttavia sottolineata la composizione degli entusiasti commensali convenuti all’appuntamento, come testimoniato dalla foto di gruppo, anzi di gruppone, scattata davanti al locale e postata sui social: in gran parte tutti iscritti a Futuro Nazionale, con striscioni e bandiere del partito al seguito.

E ovviamente, essendo Joe Formaggio il suo mentore già dai tempi del consiglio regionale, è stato presente all’appello anche Gianluca Pietrosante, coordinatore e referente di Futuro Nazionale Bassano del Grappa. “Risotto anticomunista: Bassano presente”, ha poi scritto Pietrosante in caratteri tutti maiuscoli sulla pagina Facebook del coordinamento vannacciano bassanese.

Passo e chiudo. Sono già giornate molto calde e non voglio abusare della vostra pazienza.

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.