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Trodoi/Trails l’emozione sale di quota

È uscito il terzo volume della guida gratuita Trodoi/Trails, una raccolta di trenta itinerari ad anello fra percorsi, trekking, camminate ed escursioni per conoscere la Valbrenta fatta di borghi dimenticati, malghe d’alpeggio, creste vertiginose e grandi panorami. A corollario un video anch’esso made in Valbrenta.

Michela Cola Michela Cola
  • Lug 22, 2026

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Promuove se stessa la Valbrenta e lo fa mostrando il meglio di sé. 

Ad essere messa in evidenza dalle tre guide Trodoi/Trails è ancora una volta la ricchezza della sua natura incontaminata rotta qua e là dai segni di un’antropizzazione iniziata lontano nel tempo e fatta di sudore e fatica.  

È il Comune di Valbrenta, con i suoi 100 km quadrati di territorio dalle fredde acque del fiume Brenta agli oltre 1.000 metri dell’Altopiano e del massiccio del Grappa, a voler promuovere la propria valle che “nel 2019, quando c’è stata l’unione dei Comuni, era considerata soltanto come poco soleggiata e sfiancata dal traffico della Valsugana” afferma Michela Gabrielli, ideatrice del progetto nato nel 2020 su iniziativa dell’Amministrazione comunale.  “Ma noi siamo ben altro e le tre guide, strutturate con un linguaggio semplice ed una grafica immediata, con descrizioni, mappe dettagliate e indicazioni tecniche nonché punti di interesse storico, naturalistico e panoramico, oggi offrono la possibilità di scegliere fra 30 diversi percorsi ad anello per un totale di 255 km di percorsi, 107 ore di cammino e circa 7.000 metri di dislivello, per far scegliere ad ognuno il percorso più adatto alle proprie capacità” continua Michela Gabrielli. 

“Guide, che si presentano scritte sia in lingua che in inglese per dare non solo agli italiani ma anche ai turisti stranieri che soggiornano in Valbrenta e nel Bassanese, la possibilità di apprezzare le bellezze naturali e la cultura locale attraverso l’hiking, il trekking e le passeggiate in montagna” a cui vanno aggiunti il free climbing sulle pareti di roccia e gli sport d’acqua quali la canoa, il kayak ed il rafting oltre alle visite alle grotte di Oliero, la subacquea e la speleologia nella grotta dell’Elefante Bianco, sotto il laghetto Subiolo o ai Fontanazzi.

E, a distanza di sei anni, Trodoi/Trails è risultato essere il progetto di valorizzazione del territorio, attraverso attività outdoor, più ambizioso e ben riuscito del Canal di Brenta. 

“Era stato lanciato con l’obiettivo di raccontare la valle a chi non l’aveva ancora scoperta e di stimolare un turismo attivo, curioso ma soprattutto responsabile – precisa il sindaco Luca Ferazzoli – ma quella che inizialmente sembrava solo una sfida, oggi è diventata una comunità, un metodo di lavoro che vede coinvolte diverse associazioni locali, che ha sensibilizzato e attivato molti cittadini e ci permette non solo di far conoscere le nostre amenità, ma anche di conservare il territorio e le sue peculiarità attraverso una costante manutenzione”. “Non ci fermeremo certo qui – aggiunge ancora il sindaco –, stiamo già guardando al futuro attraverso progetti più ampi che includano la collaborazione con altri Comuni e Province. La montagna non ha confini”. 

Ai due precedenti volumi, oggi si aggiunge la terza guida che propone dieci nuovi itinerari ad anello, selezionati e sicuri, anch’essi dotati di segnaletica personalizzata, i cartelli gialli con il logo Trodoi/Trails, che spaziano da qualche ora di percorrenza a mezza giornata e che, come nei precedenti venti, comprendono tre diversi livelli di difficoltà: turistico, escursionistico e per esperti. 

Rispetto al primo volume, che prevedeva la partenza e l’arrivo a fondovalle, nel terzo volume i tracciati iniziano anche da località più lontane e rimangono generalmente a quote più elevate. 

“La vera novità però – precisa Michela Gabrielli, ideatrice come si è detto e presidente del Consiglio Comunale – è ciò che è cresciuto attorno ai tre libretti, ossia un vero e proprio network fatto di persone, associazioni e istituzioni che condividono la stessa filosofia. Trodoi/Trails, che ripeto ha debuttato come guida cartacea, oggi conta una community di oltre 4.000 followers e contenuti che raggiungono regolarmente decine di migliaia di persone sui canali social del progetto (@trodoitrails su Instagram, Facebook e YouTube) e dai quali noi organizzatori traiamo suggerimenti e segnalazioni”.

Ma non solo. In questi anni l’iniziativa ha fatto attivare anche escursioni guidate, realizzate in collaborazione con il gruppo “Guide Valbrenta”, serate di formazione sulla sicurezza in ambienti naturali, incontri dedicati alla micologia e alla flora locale e collaborazioni strutturate con enti pubblici, Pro loco, sezioni Cai, soccorritori volontari, associazioni culturali e realtà private.

Una sinergia che, a corredo del terzo volume, ha consentito di creare pure un video emozionale che racconta l’ambiente e l’anima del progetto, disponibile all’indirizzo https://youtu.be/nXApEh3Xv30. Per realizzarlo il Comune di Valbrenta si è affidato unicamente a professionisti e interpreti nati o che vivono nella valle ottenendo così regia e video firmati Matteo Mocellin, fotografie di Michele Zanotto, musica composta in esclusiva e suonata da Marco Crivellaro, testi e voci di altrettanti autori locali. Come dire: è tutto made in Valbrenta.

Le tre guide cartacee, gratuite e inserite nell’espositore dedicato, si possono trovare nei punti d’informazione turistica, come lo Iat di Bassano, negli hotel e nelle attività ricettive del territorio, nei negozi dedicati all’equipaggiamento sportivo e alle attività outdoor, nelle attività commerciali del Canal di Brenta e del Bassanese, ma si possono altresì scaricare in formato pdf all’indirizzo https://www.trodoitrails.com/ oppure sono consultabili direttamente dal proprio cellulare nelle piattaforme web Outdooractive e Veneto Outdoor. 

La quarta guida, per ora, rimane nelle intenzioni dell’Amministrazione che punta al lodevole lavoro di ripristino dell’Alta via del tabacco da parte della locale sezione Cai, Canal di Brenta, e sta valutando l’idea di formulare nuove proposte concatenando gli anelli che si intersecano tra loro. Cosa, quest’ultima, che di fatto l’escursionista può già fare personalizzando la propria uscita in montagna. 

Di certo, si tratta di escursioni che offrono la possibilità di scoprire nuovi paesaggi, anche quelli rimasti finora ai margini del racconto turistico, fatti di pascoli del Grappa, delle alte contrade di Enego, dei borghi semi-abbandonati sopra Valstagna e intorno al Lago di Arsiè, delle creste vertiginose dei torreggianti Loke. E nel cammino ci si potrà imbattere in casare di mezza costa, terrazzamenti rubati alle asperità della montagna, malghe d’alpeggio che profumano di latte, gallerie e tracce della Grande Guerra, fontane che alimentavano economie e stili di vita ormai scomparsi. 

Michela Cola

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