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Bassano per la causa

“Atto di indirizzo a sostegno dell’istituzione del Tribunale della Pedemontana”: una delibera della giunta comunale di Bassano del Grappa, indirizzata al Governo e al Parlamento (ma non solo), formalizza il supporto alla rinascita dell’ottavo tribunale del Veneto.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Lug 22, 2026

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L’aula udienze del nuovo Tribunale di Bassano del Grappa (foto di Alessandro Tich)

Chiedere all’amministrazione comunale di Bassano del Grappa se sia favorevole all’istituzione del nuovo Tribunale di Bassano del Grappa è come chiedere a un tifoso spagnolo se sia favorevole alla vittoria della Spagna alla finale del Mondiale di calcio. È ovvio, anzi lapalissiano. Sia con l’amministrazione del sindaco Elena Pavan, che ha avviato l’iter politico e istituzionale per la rinascita dell’ottavo tribunale del Veneto, che con quella del suo successore Nicola Finco il sostegno alla resurrezione del presidio di giustizia in riva al Brenta è stato sempre totale e incondizionato. Una posizione ribadita pubblicamente e a chiare lettere dallo stesso sindaco Finco alla recente manifestazione e flash mob pro Tribunale della Pedemontana svoltasi alla Cittadella della Giustizia di via Marinali.

Come sanno anche i sassi del Brenta medesimo, il disegno di legge di iniziativa del Governo che prevede la resurrezione di alcuni tribunali soppressi, tra cui quello di Bassano, è attualmente parcheggiato in Parlamento per le audizioni e per l’esame delle richieste di emendamenti (che non sono poche) a scopo conversione in legge. Adesso la patata viene cucinata alla Camera, con l’esame in Commissione e quindi, quando la Camera dei Deputati lo vorrà, con il voto dell’Aula. Successivamente passerà al Senato per ripetere lo stesso iter. Comunque sia, la storia sarà ancora lunga.

Ma siccome, come dice il saggio, fidarsi è bene e non fidarsi è meglio, lo scorso 10 luglio – lo stesso giorno della manifestazione e flash mob davanti al tribunale “nuovo” di via Marinali – la giunta comunale di Bassano si è sentita in dovere di approvare una delibera che sancisce formalmente un “Atto di indirizzo a sostegno dell’istituzione del Tribunale della Pedemontana”. Deliberazione che, come stabilisce l’ultimo punto del testo, sarà trasmessa (o magari è già stata trasmessa, visto che sono trascorsi dodici giorni) a una marea di destinatari: alla Presidenza del Consiglio dei Ministeri, al ministro della Giustizia, al presidente della Camera dei Deputati, al presidente del Senato della Repubblica, al presidente della Regione del Veneto, ai presidenti delle Province di Padova, Treviso e Vicenza, ai parlamentari eletti nei territori interessati, ai consiglieri regionali e provinciali eletti nelle circoscrizioni ricadenti nelle Province di Padova, Treviso e Vicenza. Mancano solo gli amministratori di condominio dei territori interessati, e siamo a posto.

Salto le premesse della delibera, riguardanti i “precedenti” legislativi della vicenda, che considero già noti e anzi triti e ritriti. E vado subito alle considerazioni centrali dell’atto amministrativo. “La soppressione del Tribunale di Bassano del Grappa – evidenzia la giunta Finco – ha determinato una maggiore concentrazione dei procedimenti presso il Tribunale di Vicenza, competente su un territorio particolarmente esteso e caratterizzato da una popolazione complessiva di circa 860.000 abitanti. Tale concentrazione ha contribuito ad accrescere i carichi di lavoro e le difficoltà organizzative degli uffici giudiziari, con ripercussioni sui tempi di definizione dei procedimenti e sull’accessibilità dei servizi.”

“L’area della Pedemontana Veneta – prosegue il testo della deliberazione – costituisce uno dei principali poli economici e produttivi del Paese, con oltre 50.000 imprese operanti nei comparti manifatturiero, commerciale e dei servizi e un valore aggiunto stimato in circa 14 miliardi di euro, pari a circa il 10,6 per cento del prodotto interno lordo regionale.” Ergo: “L’assenza  di un presidio giudiziario nel comprensorio ha comportato un aumento dei tempi di percorrenza, nonché maggiori costi e disagi per cittadini, professionisti, imprese ed enti locali, indebolendo il principio della giustizia di prossimità.” Ricordando che: “L’efficienza dell’amministrazione della giustizia costituisce un fattore rilevante per la competitività, l’attrattività e lo sviluppo economico e sociale dei territori.”

La delibera rileva quindi che “nel Comune di Bassano del Grappa è disponibile un complesso immobiliare destinato alle funzioni giudiziarie, con una superficie complessiva di circa 11.000 metri quadrati, costituito da Palazzo Antonibon, già sede del Tribunale civile, da Palazzo Cerato, già sede della Procura della Repubblica, e dalla più recente Cittadella della Giustizia”. Si rimarca inoltre che “gli immobili sono stati interessati, nel corso degli anni, da interventi di recupero, restauro, adeguamento e riqualificazione funzionale, sostenuti mediante un investimento pubblico complessivo superiore a 20 milioni di euro”. Onde per cui: “Tale patrimonio immobiliare, già concepito e attrezzato per ospitare uffici giudiziari, costituisce una risorsa strategica immediatamente disponibile e utilizzabile senza la necessità di rilevanti nuovi investimenti infrastrutturali.” E inoltre: “La sua rifunzionalizzazione consentirebbe, inoltre, di valorizzare le risorse pubbliche già impiegate e di potenziare l’offerta dei servizi giudiziari nel territorio regionale.”

Si passa quindi ai punti “a vantaggio” del Tribunale a Bassano. Si ricorda la proposta elaborata dal Comitato pro Tribunale “il collaborazione con la Regione del Veneto” che ha individuato nel complesso della Cittadella della Giustizia “la sede naturale del nuovo ufficio giudiziario” che “sarebbe chiamato a servire un bacino di oltre 500.000 abitanti e più di 50.000 imprese, contribuendo a una più equilibrata distribuzione dei carichi di lavoro tra gli uffici giudiziari del Veneto”. La proposta “configura un Tribunale di area vasta, non rigidamente delimitato dai confini provinciali, ma definito sulla base dell’omogeneità economica, produttiva, sociale e infrastrutturale del territorio interessato”.

E dal momento che – tra le altre cose, che non cito per non abusare della vostra pazienza – “un’eccessiva concentrazione degli uffici giudiziari nei soli capoluoghi può comportare maggiori difficoltà di accesso e maggiori costi per cittadini, professionisti e imprese”, si arriva finalmente al dunque con il dispositivo conclusivo della delibera.

La giunta del sindaco Nicola Finco esprime “il pieno sostegno dell’Amministrazione comunale all’istituzione del Tribunale della Pedemontana Veneta, riconoscendone la rilevanza strategica ai fini dell’efficienza dell’amministrazione della giustizia, della prossimità ai cittadini, della tutela delle imprese e del rafforzamento della competitività economica e sociale del territorio”.

Formula quindi “specifico atto di indirizzo affinché l’Amministrazione comunale rappresenti e sostenga, in ogni opportuna sede istituzionale e, in particolare, nei rapporti con il Governo, la Regione del Veneto e le Province interessate, la proposta di istituzione del Tribunale della Pedemontana Veneta”. Sostiene inoltre “l’individuazione della Cittadella della Giustizia di Bassano del Grappa quale sede del nuovo Tribunale, in considerazione della posizione baricentrica della città, dell’accessibilità del territorio e dell’immediata disponibilità di un complesso immobiliare già destinato alle funzioni giudiziarie”.

Infine – ma è ovvio, anzi lapalissiamo nuovamente – sindaco e assessori affermano di “condividere e sostenere i principi e le finalità del disegno di legge di iniziativa governativa A.C. 2646 della XIX legislatura, recante «Disposizioni in materia di circoscrizioni giudiziarie»”, quello attualmente all’esame del Parlamento.

Questo è dunque quanto stabilisce l’atto della giunta di Bassano del Grappa da trasmettere ai quattro venti. Alla cortese attenzione di Giorgia, Carlo, Lorenzo, Ignazio, Alberto, ecc. ecc. ecc.

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.