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Di tutti i colori

Bilancio della movimentata estate politica del centrodestra bassanese. Intanto, domani e venerdì…

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Set 9, 2026

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Foto di FulBicildrone

Si riparte. Dopo il tradizionale nulla cosmico del mese di agosto, la vita cittadina e del territorio ritorna ai suoi consueti ritmi e riti. Le scuole riaprono i battenti e già in questi primi giorni di settembre c’è stata un’infiorescenza di eventi, inaugurazioni, cerimonie di intitolazione, conferenze stampa, manifestazioni e quant’altro, in un’ansia da recupero del dolce far niente del tempo estivo.

Fosse dipeso da quello che accade in città e nel circondario nel mese più caldo e più impigrito dell’anno, capace di ridurti alla catalessi vacanziera anche se non sei al mare, avrei scritto ben pochi articoli. Forse quasi nessuno.

Ma per fortuna che a Bassano del Grappa esiste la coalizione di centrodestra. Che dalla vigilia di Ferragosto e fin oltre allo scoccare di questo mese che ci porterà all’equinozio di autunno, e quindi in sole due settimane o poco più, ci ha regalato una serie di attacchi, contrattacchi, diatribe e polemiche a cascata, tali per cui ne abbiamo davvero viste e scritte di tutti i colori.

Non so sinceramente quale regia occulta, se mai ci sia stata, ha deciso di agitare le acque proprio nel periodo più tranquillo e più fermo dell’anno, ai limiti dell’immobilismo della cosa pubblica. Fatto sta che quanto è successo in estate potrebbe trascinare la politica bassanese verso un “autunno caldo” senza precedenti almeno recenti. E le scorte di popcorn non devono mancare perché a Palazzo – stando così le cose e al netto di nuovi possibili colpi di scena – tira aria di resa dei conti.

Il protagonista politico di tutto questo ambaradan agostano e anche settembrino è uno solo. Mi riferisco ovviamente a Fratelli d’Italia, il partito di maggioranza relativa del Governo e Parlamento nazionale e anche della compagine amministrativa cittadina, che si sta separando dal resto della coalizione bassanese di centrodestra. Non è ancora staccato dal resto del “corpo”, beninteso, e un suo distacco definitivo non è implicito e non è automatico. Ma i lacerti che lo tengono ancora legato alla maggioranza Finco sono sempre più tenui.

Tutto, nei giorni delle polemiche a 40 gradi all’ombra, è ruotato attorno a FdI. Che ha iniziato per primo le danze delle diatribe interne alla coalizione con l’improvviso attacco a mezzo stampa del 14 agosto dell’eurodeputata Elena Donazzan nei confronti del sindaco Nicola Finco, accusando il “tentativo politicamente sconsiderato” di voler isolare Fratelli d’Italia dalla sua maggioranza ed entrando a gamba tesa nel dibattito politico cittadino in modalità alla Russel Crowe “al mio segnale scatenate l’inferno”.

Da lì sono seguite le ulteriori puntate di questa nuova sitcom “Fratelli d’Italia contro tutti”, puntualmente riportate dai nostri articoli. Qui non serve ricordarle in dettaglio, basterà fare il riepilogo degli episodi.

Eccoli qua, in ordine cronologico: l’altrettanto dura replica di Finco alla Donazzan; i distinguo degli altri capigruppo di centrodestra su Fratelli d’Italia e la conferma del loro niet al reintegro nel gruppo di maggioranza di Elena Pavan che invece ha annunciato di voler finalmente partecipare alle riunioni della maggioranza medesima; la polemica Gianni Castellan vs FdI; la violenta diatriba Morena Martini vs FdI e infine (per il momento, perché la storia ovviamente avrà un seguito) il capogruppo FdI Stefano Giunta “sfiduciato” dagli altri capigruppo perché “non più considerato parte del perimetro politico della maggioranza che sostiene il sindaco Nicola Finco” e l’immediata replica del coordinatore provinciale FdI Silvio Giovine che ha ammonito: “Se esiste un problema politico con il capogruppo di Fratelli d’Italia, esiste inevitabilmente un problema politico con Fratelli d’Italia e come tale deve essere affrontato, nelle sedi opportune”.

In mezzo a tutto questo casino (senza accento sulla “o”) municipale, come se non bastasse, in agosto c’è stato anche spazio e tempo per raccontare il flirt estivo del sindaco Finco con una rappresentanza di Futuro Nazionale, consumato sul tavolo di uno spritz in un bar del centro storico, in vista delle elezioni per la Provincia di Vicenza e in onore del progetto elettorale della premiata ditta Lega + Pd (Finco + Possamai) della Casa dei Comuni, dichiaratamente sostenuto dai vannacciani de noialtri. 

È proprio vero: io ne ho viste di cose che noi umani… eccetera eccetera, ma qui si rischia davvero di non ritrovare più il bandolo di quello che resta della matassa.

Adesso a Bassano riprende la vita politica, anche in vista del prossimo consiglio comunale, e il centrodestra dovrà presentarsi in pubblico cercando di nascondere gli occhi pesti, i cerotti e le fasciature. Ma non sarà facile e già nei prossimi due giorni la coalizione Finco è attesa da una doppia prova della verità.

La prima è in programma domani sera, giovedì. Si terrà infatti la nuova riunione di maggioranza. E la grande incognita è la partecipazione dei quattro consiglieri di Fratelli d’Italia, Elena Pavan (che vuole spezzare il “divieto” impostole di prendere parte alle riunioni) e Stefano Giunta (che nel frattempo è stato cancellato dalla chat di maggioranza) compresi. Ma la cosa molto insolita è che la riunione di maggioranza si terrà nell’abitazione di una consigliera comunale. Onde per cui, se i due Fratelli “scomodi” si presentassero alla porta, potrebbero anche essere invitati ad andarsene dalla padrona di casa, trattandosi di un domicilio privato. Popcorn mio, fatti capanna.

Dopodomani, venerdì, si terrà invece in mattinata ciò che le minoranze hanno richiesto alcuni giorni fa: una riunione urgente e straordinaria dell’Ufficio di Presidenza del consiglio comunale, con tutti i capigruppo di maggioranza e di opposizione, “affinché venga chiarito formalmente se a Bassano del Grappa esista ancora una maggioranza politica e, soprattutto, da chi sia composta”. E a quella riunione Stefano Giunta ci sarà.

Morale della favola: ne abbiamo già viste e scritte di tutti i colori ma a Bassano lo spettro dei colori è senza fine.

 

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.