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Calcolate il perimetro

Analisi senza peli sulla penna del terremoto nel centrodestra dopo l’“espulsione” da parte delle altre forze di coalizione del capogruppo di Fratelli d’Italia Stefano Giunta “non più considerato parte del perimetro politico della maggioranza che sostiene il sindaco Nicola Finco”.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Set 4, 2026

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Foto: ufficio stampa Comune di Bassano del Grappa (particolare) – archivio Seven Magazine

Piove sul bagnato. In questi giorni, il fatto di occuparmi degli sconvolgimenti della politica bassanese non solo appesantisce questi ultimi sgoccioli di estate ma mi costringe anche a ricordare i miei trascorsi studenteschi con la matematica e la geometria, due materie con le quali non ho mai avuto troppo feeling, anche se poi il destino mi ha portato a frequentare il Liceo Scientifico. Perché adesso mi tocca persino calcolare il perimetro.

Non è colpa mia. Il “perimetro” lo hanno tirato fuori i Quattro dell’Ave Finco, capigruppo dei rispettivi gruppi consiliari di maggioranza a Bassano extra Fratelli d’Italia (Arianna Lunardon della Lega, Chiara Tessarollo di Forza Italia, Giulia Bindella di Impegno per Bassano e Luca Faccio di Finco Sindaco), più il vannacciano misto Gianluca Pietrosante, per comunicare la loro decisione dell’“espulsione politica” dalla maggioranza stessa del capogruppo di FdI Stefano Giunta.  

E il Gran Giurì del centrodestra lo ha comunicato con una formula davvero originale, sentenziando che Giunta “da questo momento non è più considerato parte del perimetro politico della maggioranza che sostiene il sindaco Nicola Finco”.

Già: ma cosa significa non essere più considerato parte del “perimetro politico”, tenendo conto che il nuovo indesiderato in maggioranza di Fratelli d’Italia, dopo Elena Pavan, è il capogruppo del gruppo consiliare di maggioranza relativa all’interno della stessa coalizione? Il “perimetro” è forse un’area recintata da transenne, al di fuori della quale l’estromesso Stefano Giunta sarà costretto a guardare i lavori in corso degli altri, come un umarell pensionato? Il tutto senza un chiarimento preventivo col diretto interessato ma con un breve confronto avvenuto solamente ieri pomeriggio, a decisione presa, col comunicato stampa di Tessarollo & Friends (è stata Chiara Tessarollo ad inviarlo) già pronto ad essere trasmesso alle redazioni dopo pochi minuti? 

La modalità della decisione unilaterale di “licenziare” il capogruppo FdI dalla maggioranza mi ha fatto ricordare i tempi delle elementari, quando altri bambini ti escludevano dal gioco solo perché, a loro insindacabile giudizio, non facevi parte del loro gruppo. Del resto, lo cantava il grande Enzo Jannacci, già una sessantina di anni fa anche se sembra ieri ed è attuale anche oggi: “Vengo anch’io? No tu no”.

Ma torniamo al concetto di “perimetro”. Per calcolarlo, dobbiamo prima capire di quale figura geometrica si tratta.

Attualmente, la maggioranza di Bassano del Grappa è un pentagono irregolare e i suoi cinque lati sono composti da Lega, Forza Italia, Impegno per Bassano, Finco Sindaco e – per il momento – Fratelli d’Italia. C’è anche Pietrosante, ma il suo Gruppo Misto monopersonale non è un lato vero e proprio. Consideriamo quindi geometricamente Pietrosante come un angolo. Acuto o ottuso? Fate voi.  

Ma calcolare il “perimetro politico” di questa strana figura geometrica rischia di rivelarsi un compito inutile. Perché ormai il dado è tratto e basta veramente poco perché il pentagono irregolare della maggioranza diventi un quadrangolo, con la perdita di un lato importante come quello di Fratelli d’Italia, costringendo a rifare tutti i calcoli. E, per di più, con dirette ripercussioni sulla permanenza in giunta dell’assessore Andrea Zonta, in quota FdI.

Spetta adesso al sindaco Nicola Finco prendere in mano la situazione, nel tentativo di salvare il salvabile con i suoi mai troppo amati, per usare un eufemismo, “alleati” meloniani. Sempre che abbia la volontà politica di farlo. Ma è indubbio che trascorrere altri quasi tre anni di mandato amministrativo in queste condizioni sarebbe deleterio. 

Attenzione – adesso, e per finire – alle parole.

In tempi non sospetti, e cioè l’altro ieri mercoledì 2 settembre, nel mio editoriale “Fincopolis Cinemas” avevo scritto che gli ultimi fuochi d’artificio in seno al centrodestra (la querelle divampata tra Morena Martini e Fratelli d’Italia, e in particolare tra lei e Stefano Giunta) erano scoppiati “in un momento nel quale sembra che anche la convivenza politica dello stesso Giunta con il sindaco e con il resto della “alleanza” di centrodestra non sia troppo pacifica”.

Vari segnali provenienti dal Palazzo e pervenuti al mio telefonino attestavano infatti che tirava già aria di fronda nei confronti del capogruppo FdI, soprattutto in questo ultimo periodo. Quello di ieri non è stato pertanto il classico fulmine a ciel sereno, ma un rovescio a ciel temporalesco già da giorni. Un’iniziativa politica meditata nel tempo e sulla quale, per la logica naturale delle cose, il sindaco Nicola Finco, che è il capo dell’amministrazione, non può non essere stato d’accordo.

Vi immaginate i capigruppo di maggioranza che prendono una risoluzione così drastica e dirompente, tale da sconvolgere i già precari equilibri interni della squadra, senza aver prima chiesto un parere al primo cittadino? Non esiste proprio.

La cosa ancora più incredibile di questa vicenda è l’apertura degli altri capigruppo che nel “mettere alla porta” Stefano Giunta propongono in contemporanea una sorta di riconciliazione con Fratelli d’Italia. Una contraddizione in termini. Tessarollo & Friends confermano “la volontà e la piena disponibilità a proseguire un confronto serio, leale e costruttivo con Fratelli d’Italia nell’interesse di Bassano del Grappa”. Da qui la disponibilità dei capigruppo “ad un confronto immediato e costruttivo per proseguire la collaborazione istituzionale e politica, nella chiarezza delle rispettive posizioni e nell’esclusivo interesse della città”.

Una mossa astuta, perché invita di fatto FdI ad uscire allo scoperto: o con noi o contro di noi. Ma è una “proposta di pace” paradossale, roba che neanche il Teatro dell’Assurdo. E che possiamo parafrasare in questo modo:  

“Cari Fratelli d’Italia, noi delle altre forze di coalizione vogliamo collaborare con voi per il bene della città. Ma voi avete quattro consiglieri comunali eletti, due dei quali, Stefano Giunta ed Elena Pavan, sono fuori dai giochi perché il primo lo abbiamo appena escluso dal nostro “perimetro politico” e della partecipazione alle riunioni di maggioranza della seconda non vogliamo sentir parlare. Ma anche se restate solo in due a godere della nostra approvazione, noi vi tendiamo la mano e vi proponiamo di proseguire il percorso amministrativo assieme a noi.” 

Davvero un capolavoro di tattica politica.

 

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.