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Maggioranza disGiunta

Caso Giunta. Le minoranze chiedono che venga convocato d’urgenza un Ufficio di Presidenza del consiglio comunale con tutti i capigruppo “per chiarire se a Bassano esista ancora una maggioranza politica e, soprattutto, da chi sia composta”. “È arrivato il momento di prendere atto che una crisi politica a Bassano esiste”.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Set 4, 2026

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Maggioranza di Bassano? Se ci sei batti un colpo. Anche se di colpi, all’interno della coalizione del sindaco Nicola Finco, ce ne sono stati già tanti e la cartucciera non è ancora esaurita.

Ieri per l’amministrazione bassanese è stata la data dell’inizio di una nuova era. Quella della maggioranza disGiunta da Stefano Giunta. Come ampiamente riportato nei nostri precedenti due articoli, il capogruppo di Fratelli d’Italia è stato “sfiduciato” dagli altri capigruppo di centrodestra in quanto “non più considerato parte del perimetro politico della maggioranza che sostiene il sindaco Nicola Finco”.

Da parte sua Fratelli d’Italia, per voce del coordinatore provinciale Silvio Giovine, ha ammonito che “se esiste un problema politico con il capogruppo di Fratelli d’Italia, esiste inevitabilmente un problema politico con Fratelli d’Italia e come tale deve essere affrontato, nelle sedi opportune”.

Da qui la domanda che sorge spontanea: “Bassano ha ancora una maggioranza?”. È quanto chiedono i consiglieri comunali di minoranza, in un comunicato stampa trasmesso oggi in redazione, a fronte dell’innegabile rottura nel centrodestra conseguente all’“estromissione” dalla maggioranza del capogruppo FdI.

Le opposizioni dichiarano che “è arrivato il momento di prendere atto che una crisi politica a Bassano esiste” e chiedono “che venga convocato con urgenza un Ufficio di Presidenza del Consiglio comunale con tutti i capigruppo, affinché venga chiarito formalmente se a Bassano del Grappa esista ancora una maggioranza politica e, soprattutto, da chi sia composta”. Come dal testo che segue.

COMUNICATO

BASSANO HA ANCORA UNA MAGGIORANZA?

Quanto accaduto ieri certifica una crisi politica che ormai nessuna dichiarazione di circostanza può più nascondere.

Cinque capigruppo delle forze che sostengono il sindaco Nicola Finco hanno dichiarato pubblicamente venuto meno il rapporto fiduciario con Stefano Giunta, capogruppo di Fratelli d’Italia, affermando che non fa più parte del perimetro politico della maggioranza.

Poche ore dopo, il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia l’on. Silvio Giovine ha sostanzialmente respinto quella decisione, ricordando che Giunta rappresenta il partito e chiedendo al sindaco di chiarire se condivide o meno la posizione dei suoi capigruppo.

Tradotto politicamente, Fratelli d’Italia chiede oggi al sindaco di smentire i rappresentanti di praticamente tutte le altre forze della sua maggioranza e di riconfermare la fiducia al capogruppo FDI che quelle stesse forze hanno appena dichiarato incompatibile con la permanenza nella coalizione.

Una situazione che, se non riguardasse il governo di Bassano, avrebbe ormai i contorni del ridicolo.

Non sappiamo quanto di ciò che sta accadendo sia legato ai rapporti tra Lega e Fratelli d’Italia, agli equilibri provinciali, alle prossime scadenze elettorali o ai riposizionamenti interni al centrodestra. Sono tatticismi che possono forse avere un significato sui tavoli dei partiti, dove spesso si incontrano o si scontrano la sete di potere di una fazione o dell’altra e le ambizioni personali, ma che nulla hanno a che vedere con il governo della nostra splendida Città.

Ed è questo che ci preoccupa.

In questi due anni, pur nel ruolo che gli elettori ci hanno assegnato come consiglieri di minoranza, abbiamo sempre cercato di interpretare la nostra funzione di opposizione mettendo davanti a tutto l’interesse di Bassano. Abbiamo avanzato proposte, ci siamo opposti con determinazione alle scelte che non condividevamo e, allo stesso tempo, non abbiamo avuto difficoltà a sostenere e votare i provvedimenti che ritenevamo utili per la città. Per noi fare opposizione non ha mai significato essere contro a prescindere, ma esercitare fino in fondo una responsabilità politica e istituzionale. Questo è stato e continuerà ad essere il nostro modo di stare in Consiglio comunale: prima vengono Bassano e i bassanesi, poi le appartenenze e le convenienze politiche. Ed è proprio con questo spirito che oggi guardiamo con preoccupazione a una maggioranza che sembra invece sempre più assorbita dai propri disequilibri interni e dalle dinamiche tra partiti.

Perché mentre i dirigenti provinciali e regionali del centrodestra regolano i propri rapporti, Bassano ha bisogno di essere amministrata.

Non siamo più di fronte a qualche normale divergenza all’interno di una coalizione. Da mesi assistiamo ad accuse pubbliche, veti incrociati, richieste di dimissioni di assessori, astensioni su atti fondamentali, interventi esterni dei vertici provinciali e regionali dei partiti e giudizi sempre più pesanti tra esponenti della stessa maggioranza.

È quindi arrivato il momento di prendere atto che una crisi politica a Bassano esiste.

E non riguarda più soltanto la condivisione di un programma amministrativo. Dalle parole utilizzate pubblicamente in queste settimane emerge qualcosa di ancora più grave: persone che dovrebbero governare insieme la città sembrano avere perso reciprocamente fiducia e, in alcuni casi, persino la stima personale.

La domanda allora è molto semplice: come possono persone che non condividono più una linea politica, che pubblicamente si accusano di slealtà e che evidentemente non si fidano più le une delle altre pretendere di governare insieme una città complessa come Bassano?

Forse la risposta sta proprio nel modo in cui questa maggioranza è nata.

Lo ricorda, paradossalmente, lo stesso Giovine nella sua replica di oggi. Al primo turno delle elezioni amministrative del 2024 il centrodestra bassanese si presentò diviso, con candidati e progetti politici alternativi. Soltanto al ballottaggio quelle forze decisero di convergere per non perdere le elezioni.

I nodi che allora furono accantonati oggi vengono al pettine.

Serve chiarezza nelle sedi istituzionali.

Chiediamo pertanto che venga convocato con urgenza un Ufficio di Presidenza del Consiglio comunale con tutti i capigruppo, affinché venga chiarito formalmente se a Bassano del Grappa esista ancora una maggioranza politica e, soprattutto, da chi sia composta.

Il Consiglio comunale, le opposizioni e soprattutto i cittadini hanno il diritto di sapere quale sia oggi il perimetro politico che sostiene il sindaco e sulla base di quale progetto comune questa maggioranza intenda continuare ad amministrare Bassano.

Nel 2024 si sono messi insieme al secondo turno per vincere le elezioni. Oggi emerge con sempre maggiore evidenza che vincere insieme non significa necessariamente essere capaci di governare insieme. Chiediamo alla maggioranza di non nascondere le proprie divisioni dietro nuove dichiarazioni di circostanza. Chiediamo che ne prenda atto, faccia chiarezza e dica alla città se esistono ancora le condizioni politiche per governare Bassano.

Bassano appartiene ai bassanesi e non può diventare il campo di battaglia sul quale si scontrano personalismi politici e lotte di potere.

I CONSIGLIERI COMUNALI dei gruppi PD, BPC, BPT AVS, È IL MOMENTO

Roberto Campagnolo, Paola Tessarolo, Riccardo Poletto, Paolo Retinò, Giulia Moro, Manuel Remonato, Sonia Zonta.

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.