Centrodestra a Bassano sull’orlo di una crisi di nervi? Di più: i nervi sono già saltati. E con loro sono saltati tutti i riferimenti logici di una “alleanza” di governo che dovrebbe pensare solamente ad amministrare la città.
Ormai scrivere che la cronaca di questa estate impazzita della politica bassanese è una sorta di “Fratelli d’Italia contro tutti” non è più una novità. E nell’ultimo mese abbiamo visto cose che noi umani…eccetera eccetera. L’attualità di agosto, ma anche quella dei primi vagiti di settembre, ha offerto una vasta gamma di tensioni e polemiche degne di un romanzo di cappa e spada.
Non ci siamo fatti mancare nulla. Elena Donazzan che sulla stampa attacca Nicola Finco e Finco che sulla stampa le risponde per le rime; il resto della maggioranza che appoggiando Finco prende le distanze da Fratelli d’Italia e prende di mira la “separata in casa” Elena Pavan; la Pavan che denuncia la sua esclusione dalle riunioni di maggioranza e annuncia l’intenzione di prendervi finalmente parte; Nicola Finco che simpatizza, corrisposto, con Futuro Nazionale, suscitando la stizza dei Fratelli; il consigliere di maggioranza Gianni Castellan che sempre sulla stampa dice peste e corna di Fratelli d’Italia e FdI che gli rende Castellan per focaccia con altrettanta durezza, chiedendo alla fine al resto della maggioranza se “si vuole ancora governare insieme”. Molto più di una crepa su un muro già traballante per conto suo.
Ciliegina al curaro sulla torta: la violenta polemica di fine agosto e inizio settembre tra Fratelli d’Italia e la consigliera regionale della Lega Morena Martini. Ma di questa mi occuperò in particolare tra poche righe.
Non c’è che dire: ai Fincopolis Cinemas la programmazione dei film di azione (alla quale, come insegna la fisica, corrisponde sempre una reazione uguale e contraria) è straboccante e si stanno oramai esaurendo le scorte di popcorn. Ma bisogna procurarne altre perché mi sa che non è ancora finita, anzi.
Arrivo adesso al caso Martini versus FdI e viceversa, che merita alcune considerazioni a parte perché rappresenta, per il momento, il punto culminante di questa crisi di nervi conclamata nel centrodestra locale.
Ridotta all’osso, la querelle tra la consigliera regionale leghista e i rappresentanti cittadini del partito della Meloni si è svolta – salvo eventuali ulteriori strascichi – in tre momenti. Prima lei attacca loro in Tv accusandoli di “incoerenza” per le attuali vicissitudini interne alla maggioranza e in merito al progetto della Casa dei Comuni di Finco per le prossime elezioni alla Provincia di Vicenza. Poi loro attaccano lei, mettendo alla berlina i suoi trascorsi amministrativi a Rossano Veneto e la sua storia politica ondeggiante da un partito all’altro, affermando di “non prendere lezioni da lei” e chiedendole, a lei che non è di Bassano, di “lasciare le vicende bassanesi a chi vive e amministra questa città”. Infine lei che replica a loro, nel comunicato stampa in modalità “fiume in piena” riportato nel mio articolo di ieri, intitolato “Martin Mystère”.
Ebbene: su questa continua lotta (e per fortuna che non ho scritto lotta continua) tra la leghista eletta a Venezia e i meloniani eletti a Bassano vanno dette ancora alcune cose.
Va innanzitutto notata la figura di riferimento di Fratelli d’Italia in questa polemica. Il comunicato stampa avverso alla Martini è stato infatti firmato dal capogruppo consiliare Stefano Giunta, che ci ha messo quindi il nome e la faccia. Un dettaglio non scontato, perché sono molto rare le occasioni in cui Giunta esce allo scoperto nelle comunicazioni alla stampa. Se la firma fosse stata del portavoce di FdI Bassano Nicola Giangregorio, non sarebbe stata la stessa cosa. La firma di Giunta è un chiaro segnale politico: è un intervento che parte da un capogruppo di maggioranza in consiglio comunale – e a capo del gruppo consiliare di maggioranza relativa – e che pur replicando alla Martini lancia indirettamente dei messaggi al sindaco e al resto della coalizione. In un momento nel quale, per… giunta, sembra che anche la convivenza politica dello stesso Giunta con il sindaco e con il resto della “alleanza” di centrodestra non sia troppo pacifica.
Va poi sottolineata la foga con la quale Morena Martini, tra i massimi supporter di Finco sindaco sin dal primo minuto, ha voluto entrare a gamba tesa nelle questioni della città di Bassano.
A onor del vero, io concordo con il fatto che, come forèsta da Rossano Veneto, non sarebbe opportuno che lo faccia. Avete mai visto la sempiterna Manuela Lanzarin, forèsta da Rosà e leghista da molto più tempo della Martini, mettere direttamente e pubblicamente il naso, in oltre dieci anni da assessore regionale e da consigliere regionale, sulle vicende specifiche di Bassano del Grappa? No di certo. Questione di stile.
Tuttavia è la stessa Morena Martini che conquista un punto a suo favore ricordando la responsabile del peccato originale, pur senza nominarla, quando nella sua replica a FdI scrive: “Il non intervenire su questioni bassanesi vale anche per gli eletti regionali o europei che vivono a Pove o in altri paesi del bassanese o vale solo per chi vive a Rossano?”.
Ecco, appunto. E così, in questa crociata della consigliera regionale leghista contro i Fratelli di Bassano e dintorni, condivisa dai loro contrattacchi ma iniziata da lei, la frittata è fatta anche con la Donazzan da Pove. Aggiungi un posto a tavola.
Ma quello che più colpisce dell’exploit polemico dell’ex sindaca di Rossano Veneto è l’astio politico nei riguardi di Elena Pavan, oggetto del passaggio più duro del suo comunicato di replica a FdI. E qui devo fare una necessaria distinzione.
Che la Pavan sia una presenza “non gradita” alle frange più intransigenti della maggioranza cittadina, in gran parte donne come lei, è cosa ormai ampiamente risaputa. Ma nel mai lineare e spesso inquieto gioco delle parti all’interno di una qualsiasi coalizione, obbligata alla convivenza forzata per cinque lunghi anni, sono atteggiamenti da mettere in preventivo.
Che sia invece una consigliera regionale a sparare a zero contro una consigliera comunale, e per di più tramite comunicato stampa, è una cosa fino ad oggi mai accaduta ed è un precedente quanto meno insolito. Arrivando ad accusare l’ex prima cittadina di “pretendere di partecipare alla maggioranza dopo aver portato avanti un programma elettorale contro Nicola Finco non risparmiando allo stesso continui rimproveri”. Mai avrei pensato che un politico navigato come Nicola Finco avesse bisogno di un avvocato difensore esterno.
Nella sua trance agonistica contro la Pavan, oltretutto, la Martini ha detto una cosa errata. Ha affermato che dopo l’esito delle comunali l’ex sindaca di Bassano è stata “espulsa dalla Lega”. Niente di tutto ciò. È stata Elena Pavan ad andarsene dalla Lega, per poi aderire a Fratelli d’Italia. È meglio ricordarlo perché basta un niente a fornire una narrazione fuorviante delle cose.
In definitiva, io non so quanto l’elettore bassanese medio di centrodestra gradisca tutte queste sterili pantomime all’interno – ma anche all’esterno, come abbiamo visto – della coalizione che col suo voto ha fatto eleggere a Palazzo, seppure in un risicato ballottaggio. Se va avanti così, dovremo fare i conti ancora una volta con il paradosso di Bassano del Grappa: la città senza un teatro, ma con un teatrino permanente.

