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L’Italia s’è desta

Disegno di legge sul ripristino del Tribunale di Bassano e di altre sette sedi giudiziarie: l’assalto degli “esclusi”. Vigevano, Alba, Lucera e Cerignola ascoltate alle audizioni della Commissione Giustizia della Camera. Anche il Gargano vuole un tribunale tutto suo. Se solo uno di questi tribunali avesse il via libera…

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Lug 22, 2026

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Striscione sulla facciata del soppresso Tribunale di Vigevano (Pavia). Fonte immagine: araldolomellino.it

Caspita: me lo ero dimenticato. Oggi, 22 luglio, è il giorno del compleanno della città di Bassano del Grappa. 1.028 candeline, secondo le scritture. A ricordarmelo è stato il sindaco Nicola Finco che ha postato un messaggio augurale sul suo profilo Instagram, poi ripreso dalla pagina Facebook istituzionale del Comune. Happy Birthday to You.

Ma allora oggi è anche il primo anniversario di quel Consiglio dei Ministri che per l’appunto un anno fa, il 22 luglio 2025, aveva approvato il disegno di legge di iniziativa del Governo “Disposizioni in materia di circoscrizioni giudiziarie”, che prevede tra le altre cose l’istituzione del nuovo Tribunale di Bassano del Grappa e che dopo dodici mesi è ancora all’esame della Camera (il voto in aula, salvo imprevisti, è atteso nella prima decade di agosto) prima di passare all’esame del Senato.

La situazione, tuttavia, è più complicata di quanto appare. Ma andiamo con ordine.

Il ddl del Governo prevede il ripristino di 8 fra tribunali e sezioni distaccate, oggetto dei tagli della famosa (o famigerata) Legge Severino sulla riforma della geografia giudiziaria del 2012. La storia dei “magnifici otto” è però molto diversificata. Li potremmo per questo ribattezzare “Bassano e gli altri sette”.

Bassano del Grappa è stato definitivamente chiuso nel 2014 e accorpato al Tribunale di Vicenza. Gli altri sette sono quattro tribunali abruzzesi  (Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto) e tre sedi giudiziarie “isolane”: la sezione distaccata di Ischia presso il Tribunale di Napoli, quella di Lipari presso il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto e quella di Portoferraio presso il Tribunale di Livorno. Ma diversamente da Bassano non hanno mai chiuso, in virtù di continue proroghe che ne hanno consentito l’apertura provvisoria da rinnovare ogni anno. Lo si legge nello stesso testo del ddl del Governo, che riguardo agli “altri sette” afferma: “Sono stati poi ricostituiti altri uffici in cui l’esigenza di mantenimento del presidio giudiziario già si era manifestata a ridosso della riforma del 2012, tanto che la soppressione degli stessi è sempre stata rinviata, sì da permetterne il funzionamento senza soluzione di continuità.”

Ricapitolando: l’unico tribunale che viene costituito (o per meglio dire ricostituito) “ex novo” dal disegno di legge del Governo è proprio Bassano del Grappa. Per gli altri sette, rimasti aperti anche se in forma continuamente provvisoria, si toglie la cappa della provvisorietà: viene pertanto stabilita la “riapertura definitiva” dei quattro tribunali d’Abruzzo e la “stabilizzazione” delle tre sedi distaccate sulle isole.

Ma colleghiamoci adesso con Houston, perché abbiamo sempre il solito problema.

Si tratta della conseguenza che un provvedimento a favore di solo otto sedi giudiziarie in tutto lo Stivale inevitabilmente comporta: l’assalto alla diligenza degli “esclusi” per cercare di aggiungersi all’elenco dei tribunali resuscitandi. L’Italia s’è desta.

Non tutti hanno conquistato un posto al sole, anche se Il Comitato Nazionale per la riapertura dei presidi di giustizia soppressi, che li rappresenta in toto, è stato audito in Commissione Giustizia della Camera lo scorso 5 giugno. Altri sono però riusciti a farsi ascoltare direttamente alle audizioni della Commissione calendarizzate in questo mese di luglio, grazie all’intercessione dei deputati di riferimento.

In prima linea, tra gli aspiranti alla riapertura, c’è il Tribunale di Vigevano, in provincia di Pavia. Lo scorso 7 luglio la Commissione ha audito una delegazione del Comune lombardo e, come scrive “Il Giorno”: “Riapertura del Tribunale, c’è speranza. La richiesta in Commissione Giustizia”. Nella stessa data, in videocollegamento, la Commissione ha ascoltato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e altri rappresentanti del territorio interessato sull’ipotesi di riapertura del Tribunale di Alba, in provincia di Cuneo. Il 14 luglio è stata invece audita la delegazione, guidata dal sindaco Giuseppe Pitta, del Comune di Lucera, già sede del secondo tribunale della provincia di Foggia. E sempre il 14, ad essere invitata in Commissione è stata persino la città di Cerignola, sempre in provincia di Foggia: il sindaco Francesco Bonito ha richiesto il ripristino di quella che nel suo Comune era la sede distaccata del Tribunale del capoluogo. 

Va notata, per curiosità cronistica, una certa “animosità” all’interno del territorio foggiano: dodici sindaci della zona del Gargano hanno firmato proprio oggi un appello per l’istituzione di un autonomo Tribunale del Gargano, sostenendo la posizione espressa in Commissione dal procuratore della Repubblica di Foggia, Enrico Infante, secondo il quale in quella provincia non bastano le sezioni distaccate, ma serve un secondo tribunale vero e proprio. Che per quelli del Gargano non deve essere Lucera. È proprio vero: come accade anche qui da noi tra Bassano e Vicenza, il campanile suona a tutte le ore.

La Commissione non potrà ovviamente accontentare tutti e dovrà fare sintesi delle richieste avanzate, prima di portare il provvedimento definitivo al voto dell’Aula.

Ma se, con gli opportuni emendamenti, anche una sola di queste sedi giudiziarie soppresse venisse reintegrata nell’elenco dei “miracolati”, una domanda sorge spontanea: riusciranno i nostri eroi a far quadrare tutti i conti, considerando che le spese per la locazione e il mantenimento dei tribunali resuscitati saranno a carico degli enti locali e delle Regioni, e a garantire la copertura delle piante organiche del personale giudiziario e amministrativo previsto? 

Già l’impianto originario del disegno di legge è stato contestato dall’Associazione Nazionale Magistrati, che in audizione alla Commissione Giustizia della Camera ha denunciato una grave mancanza di copertura economica, acuita dal “ripristino di strutture già considerate non sostenibili nel processo di revisione avviato oltre un decennio fa”. E sulla sostenibilità economica della legge che verrà, si accettano scommesse.

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.