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La spedizione dei mille

All’azienda iMilani di Rosà l’Assemblea Generale di Confindustria Vicenza, con una platea di mille persone. Tema conduttore: “Oltre gli ostacoli”. La presidente Barbara Beltrame Giacomello lancia una proposta alla premier Meloni: “Facciamo di Vicenza un laboratorio nazionale della libertà di fare”.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Set 19, 2026

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L’intervento della presidente di Confindustria Vicenza Barbara Beltrame Giacomello (foto di Alessandro Tich)

Un intero capannone produttivo trasformato in sala congressi per mille persone, mega palco, riprese in diretta con maxischermi sopra la platea, organizzazione capillare e perfetta, forze dell’ordine concentrate in grandi forze all’esterno per garantire la sicurezza. Quando si muove Confindustria Vicenza, non ce n’è per nessuno. Il capannone è quello dell’azienda iMilani Srl Società Benefit di Rosà, produttrice di contenitori in plastica, migliaia dei quali, impilati uno accanto e sopra all’altro, formano le grandi pareti dell’atrio d’ingresso e di un fronte laterale della sede della convention.

E che convention: tutto questo rutilante ambaradan è stato predisposto per l’Assemblea Generale Pubblica di Confindustria Vicenza. Vale a dire gli Stati Generali dell’associazione degli industriali della provincia più manifatturiera d’Italia, che rimane una potenza di fuoco nonostante tutte le difficoltà della congiuntura economica globale. Ed è proprio il superamento delle difficoltà il filo conduttore dell’affollata adunanza, a cominciare dal titolo stesso dell’assemblea: “Oltre”. Sottotitolo: “Con i fatti superiamo gli ostacoli”. E la metafora degli ostacoli da oltrepassare ritornerà più volte nel corso dei lavori.

C’è persino un intermezzo di spettacolo con i danzatori acrobatici di Kataklò, la compagnia di danza atletica di Giulia Staccioli, già esibitasi negli anni che furono ad Operaestate. Gli atleti danzanti eseguono le loro coreografie con delle barre luminose che alla fine formano un ostacolo. Uno di loro prende la rincorsa, esita simbolicamente un attimo ma poi con un balzo supera la barriera: applausi. “Quell’attimo in cui ti trovi davanti all’ostacolo, ti fermi ma poi decidi di saltare, noi lo viviamo tutti i giorni”, dirà poi la presidente di Confindustria Vicenza Barbara Beltrame Giacomello. 

Le prime file della platea sono riservate agli ospiti istituzionali, in primis ai rappresentanti (molto pochi per la verità) di quella politica a cui da sempre gli industriali si rivolgono per l’eterna richiesta di migliorare le condizioni di sistema, a partire dalla semplificazione della burocrazia, a favore del fare impresa. Assenti in blocco gli esponenti politici di Fratelli d’Italia, ma di questo particolare mi occuperò in un prossimo articolo. In rappresentanza del governo è presente una politica di casa: la sottosegretaria alle Imprese e al Made in Italy Mara Bizzotto. Uscirà dall’assemblea con una lunga serie di appunti da portare a Roma. 

Non manca nemmeno la rockstar della situazione, per la gioia dei tanti giornalisti accreditati. È Luca Zaia, che non è più il governatore più amato d’Italia e oggi fa il presidente del consiglio regionale. Ma al suo arrivo viene subito attorniato dalla solita selva di microfoni, telecamere e telefonini che pendono dal suo Verbo, come ai vecchi tempi. C’è anche la rockstar n. 2 e cioè l’attuale governatore Alberto Stefani, pure braccato al suo ingresso dai raccoglitori di dichiarazioni. Ma Stefani è un po’ come The Edge rispetto a Bono negli U2: che gli piaccia o meno, il front-man della Regione Veneto rimane sempre Zaia.

L’assemblea degli industriali di quella che è anche la prima provincia italiana per peso del manifatturiero sul valore aggiunto si svolge in un momento di congiuntura comunque positivo, in confronto ai dati dei trimestri precedenti.

Nel secondo trimestre 2026 la produzione industriale è aumentata del 1,1%. Una netta inversione di tendenza rispetto al -1,7% registrato nel primo trimestre dell’anno. Sotto il profilo qualitativo, il 35% delle imprese dichiara un aumento dei livelli produttivi. Scende invece al 31% la percentuale di aziende che segnalano una riduzione della produzione. Rimane, tuttavia, un elemento di cautela: il 44% degli imprenditori ritiene che il livello della propria capacità produttiva non sia ancora pienamente adeguato alle attese del mercato.

Sul fronte commerciale, il recupero più marcato interessa il mercato interno, con un fatturato realizzato in Italia che da aprile a giugno 2026 è aumentato del 3,7%  rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nel secondo trimestre 2026, indicazioni favorevoli riguardano anche l’export nei mercati dell’Unione Europea (+2,3%) mentre permane negativa la dinamica delle vendite verso i mercati extra-UE (-1,5%).

Tra gli altri indicatori di rilievo, il mercato del lavoro manifatturiero vicentino si mantiene stabile. Il 61% delle imprese registra una situazione invariata, il 20% dichiara un aumento del numero degli addetti, mentre il 18% rileva una diminuzione. È dunque una congiuntura trimestrale con più luci che ombre, anche se con uno scarto di percentuali minimo. Tuttavia le ombre sono sempre in agguato ed è su queste che bisogna essere pronti a “superare gli ostacoli”.

L’intervento di apertura dell’assemblea, moderata sul palco dal giornalista e conduttore di Tgcom24 Dario Donato, è affidato al padrone di casa. Roberto Milani, CEO di iMilani, dopo un video introduttivo illustra i principi attorno ai quali ruota l’attività della sua impresa, fulgido esempio di welfare aziendale, con attenzione primaria rivolta al benessere fisico e psicologico dei collaboratori, e di relazioni con le altre aziende del circondario e con il territorio in generale, missione sociale di “un’azienda che deve crescere all’interno della comunità che la circonda”.

Musica per le orecchie della presidente di Confindustria Vicenza Barbara Beltrame Giacomello, che nel suo discorso è l’immagine della fiducia per il futuro che si vuole infondere nell’occasione. “Il petrolio italiano è la manifattura – sono le sue parole –. Il nostro è un Paese che prende la materia prima che non ha e la trasforma. Questa è l’Italia e questa è in particolare Vicenza.”

“Non dobbiamo però trasformare questa forza in nostalgia – continua –. Dobbiamo crescere, condividere capitali e tecnologie su scale diverse per competere in un mondo completamente diverso.” Servono però “regole comprensibili” per favorire la libertà d’impresa. Da qui il punto giornalisticamente centrale dell’intervento della presidente, direttamente rivolto alla premier Giorgia Meloni: “Facciamo di Vicenza un laboratorio nazionale della libertà di fare. Sperimentiamo qui una Zes, Zona speciale di semplificazione, che non significa scorciatoie ma velocità, certezze, procedure digitali.”

È quindi il turno sul palco del governatore Alberto Stefani, che “imbeccato” dal conduttore dell’incontro Donato e dalla presidente Beltrame Giacomello, parla innanzitutto della recente cabina di regia (Asse del Nord) tra Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Liguria, che producono da sole il 52% del Pil italiano, per creare un unico distretto manifatturiero in cui coordinare le politiche industriali, economiche ed energetiche. Una piattaforma comune per chiedere innanzitutto al governo di sburocratizzare il sistema, a favore di un territorio del Nord “che chiede di essere libero di lavorare”.

Altro argomento centrale dell’intervista con Stefani è la Valdastico Nord. “È un’infrastruttura importante non solo per il Veneto e il Trentino ma per tutto il Paese – dichiara –. Col presidente Fugatti il dialogo è aperto, c’è un progetto al Ministero e prossimamente saremo a Roma per discuterne.” Se son rose, asfalteranno.

All’assemblea di Rosà c’è anche il presidentone: il leader nazionale di Confindustria Emanuele Orsini, appena rientrato dalla trasferta confindustriale in Argentina e in Brasile per incentivare l’ulteriore sviluppo dei rapporti con l’area economica del Mercosur, che già oggi vale un interscambio di 7 miliardi con l’Italia.

Il suo è un intervento a ping pong su diverse questioni, per riportare le quali servirebbe un articolo a sé stante. Sull’Europa, l’europeista Orsini è tranchant: “Io voglio un’Europa che funziona. Quando i 27 Paesi devono decidere, i portavoce impiegano 18 giorni solo per incontrarsi.” Con l’anomalia dell’ETS, il sistema europeo di scambio delle quote di emissione di gas a effetto serra: “Da quando nell’ETS sono stati fatti entrare i mercati finanziari – afferma –, qualcuno ci sta speculando sopra.” Energia: “In Italia abbiamo 1.100 concessioni di rinnovabili, perché rimangono bloccate?”. Cari politici vicini e lontani, prendete nota.

A seguire, ulteriori aspetti delle prospettive attuali e future del fare impresa vengono affrontati dagli interventi di Andrew Spannaus, analista politico, scrittore e docente universitario e di Elena Zambon, presidente del colosso farmaceutico Zambon Spa. Per concludere con un volo ad alta quota sul panorama odierno, ma soprattutto sui sorprendenti scenari futuri da qui a pochi anni, del settore automotive con l’intervento di Alfredo Altavilla, già top manager della Fiat ai tempi di Sergio Marchionne e oggi special advisor per il mercato europeo di BYD, piccola aziendina automobilistica cinese, che ha ormai invaso anche il mercato europeo, con un milione e 50mila dipendenti.

A margine della convention confindustriale, la sottosegretaria alle Imprese e al Made in Italy Mara Bizzotto assicura che il governo sta lavorando alla Legge di bilancio e al Decreto imprese, con l’intento di estendere a tutto il Nord i benefici e le agevolazioni del Zes (Zona Economica Speciale nel Mezzogiorno d’Italia) assieme ad ulteriori provvedimenti per semplificare la burocrazia e abbattere i costi dell’energia per le imprese e, visto che ci siamo, anche per le famiglie. Come dice il saggio: staremo a vedere. 

Questi, e non solo questi, sono i messaggi di fondo di positività operativa di un’assemblea che regala anche degli scampoli di filosofia di vita, che vanno “oltre” (per l’appunto) alle dinamiche specifiche del mondo economico e produttivo. Come la frase, appuntata sul mio bloc notes, di Elena Zambon: “Le migliori idee vengono quando hai le spalle al muro”. Sacrosante parole.

Relatori di spicco, contributi diversificati e ritmi “televisivi”, favoriti dal moderatore Dario Donato che la televisione la fa di mestiere: non si sono di certo annoiati i mille convenuti all’appuntamento, tra cui anche 50 studenti del Quadriennale “Economia Circolare e Sviluppo Sostenibile” dell’ITET Einaudi di Bassano del Grappa, accompagnanti dalla dirigente scolastica Miriam Avila e da alcuni docenti. Perché non si possono coniugare al futuro le sfide dell’economia senza una rappresentanza tra il pubblico della generazione interessata.

 

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.