Il governo Meloni ha deciso di sospendere (non abolire) per il 2027 il bollo di auto e moto. A rientrare in questa sospensione saranno le auto sotto gli 80kW e i motocicli. Ai cittadini spetta però una sola esenzione a persona, quindi chi possiede più auto oppure auto e moto risparmierà su un solo veicolo, quello con l’importo più basso.
Secondo le stime del governo, saranno coinvolti in questa manovra circa 14,5 milioni di veicoli, poco meno del 35% di quelli che girano oggi per le strade italiane.
Nella conferenza stampa in cui annunciava questa misura, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato che: “il governo ha deciso di abolire in modo strutturale il bollo auto, una delle tasse più odiate dagli italiani”.
Ma la misura scelta dal consiglio dei ministri prevede la sospensione per un solo anno, il 2027. La spiegazione fornita dal governo è che questa decisione verrà inserita in un decreto-legge, quindi un provvedimento (in teoria) di emergenza, ma che verrà resa permanente nella prossima legge di bilancio di fine anno. Quindi sarà un problema del prossimo governo, che sia ancora con la guida di Meloni o meno, trovare le coperture finanziarie a questa manovra. E non c’è certezza che decida di mantenerla.
Il governo infatti deve fare i conti col fatto che il bollo è una tassa regionale, quindi questi soldi verranno sottratti alle regioni. Il consiglio dei ministri ha previsto una compensazione di 2,3 Miliardi da distribuire alle regioni per sopperire al mancato introito del bollo, ma non ha ancora spiegato come finanzierà questa misura. Questa esenzione dovrebbe andare a contrastare il rincaro dei carburanti legato alla guerra in Iran.
Da giorni il ministro dell’economia Giorgetti aveva fatto trapelare che lo Stato stava facendo grande fatica a racimolare qualche centinaia di milioni per continuare a prorogare il taglio delle accise, che sarà in vigore fino al 5 Ottobre. E nelle stesse ore dell’annuncio dell’esenzione del bollo, l’ISTAT ha certificato che l’inflazione nel mese di Agosto è salita al 3,3% rispetto al 2,9% del mese di Luglio. In parole povere, il prezzo dell’energia e dei carburanti sta divorando il salario degli italiani.
Il governo, di tutta risposta, annuncia ora una misura che costerà alle casse statali qualche miliardo di euro. Il ministro Giorgetti ringrazia, sentitamente.
Non sono ovviamente mancate dichiarazioni contrastanti da parte di maggioranza e opposizioni. Secondo il vicepremier Antonio Tajani: “l’abolizione del bollo è una scelta strutturale che cancella una tassa invisa agli italiani. Era una ferma e pressante richiesta di Forza Italia che l’esecutivo ha accolto e fatta propria. Una misura coerente con la nostra visione liberale”.
Sulla stessa falsariga l’intervento del capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami: “il governo con grande pragmatismo ha approvato l’abolizione del bollo auto. A godere del beneficio sarà il 70% degli italiani (numeri alla mano saranno meno della metà, ndr). Tutte quelle famiglie per le quali l’automobile non è un lusso ma strumento fondamentale per andare a lavoro o per accompagnare i propri figli a scuola”.
Di tutt’altro avviso le opposizioni. Per Silvio Lai, deputato Pd della commissione bilancio: “Siamo di fronte all’ennesima, ingannevole, operazione di propaganda del governo. Parliamo di una misura che, per molti cittadini, vale al massimo uno o due pieni di carburante”. Eugenio Giani, governatore della Toscana in quota PD, parlando delle compensazioni destinate alle regioni, ha dichiarato: “Si afferma falsamente che si tratta di compensazioni. Basta leggere il decreto per rendersi conto che si prevede, facendo l’esempio della Toscana, un rimborso per poco più di 100 milioni, privandoci però di entrate per circa 350 milioni”.
Come ogni proposta del governo, insomma, ci sono favorevoli e contrari. Tutto nella norma.
In queste ore però qualcuno ha tirato fuori un video della Presidente Meloni alla conferenza Atreju del 2025, in cui dichiarava che “L’esenzione del bollo auto in Calabria? Roba che Cetto La Qualunque in confronto era Ottone di Bismarck”.
Perché, in fondo, “Dio perdona, internet no”.

