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Cocktail Martini

Presentata in consiglio regionale la Risoluzione di Morena Martini per sollecitare il Parlamento all’istituzione del Tribunale di Bassano, con la benedizione del sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari. Il presidente Commissione Giustizia della Camera on. Ciro Maschio: “Lavori rallentati in Commissione dalle richieste di altri territori, ma ci stiamo arrivando”

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Mag 4, 2026

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La consigliera regionale Morena Martini in conferenza stampa a Palazzo Ferro Fini a Venezia

Eccola qua, la press conference convocata a Palazzo Ferro Fini a Venezia, sede del consiglio regionale del Veneto. “Press” nel senso della pressa che la consigliera regionale Morena Martini, del gruppo consiliare Stefani Presidente, intende imprimere all’iter di approvazione in Parlamento del disegno di legge del Governo sulla riattivazione di alcuni Tribunali soppressi dalla riforma della geografia giudiziaria nel 2012: quattro in Abruzzo, tre nelle isole, più l’istituzione del cosiddetto Tribunale della Pedemontana a Bassano del Grappa, che per quanto ci riguarda è il vero oggetto di interesse di tutto il discorso. Il provvedimento è infatti parcheggiato in Commissione Giustizia, più o meno tra un anno ci sarà il termine della legislatura e il timore di Martini & Friends è quello che non si riesca a concludere in tempo utile il percorso parlamentare per convertire in legge dello Stato il disegno di legge governativo.

Da qui la Risoluzione n. 22, presentata dalla Martini e depositata in consiglio regionale lo scorso 27 aprile, avente ad oggetto “Istituzione del Tribunale di Bassano del Grappa e della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bassano del Grappa, detto anche Tribunale della Pedemontana Veneta: sollecito al completamento dell’iter legislativo e alla piena operatività del presidio”. Lo scopo della conferenza stampa è proprio quello di presentare la Risoluzione consiliare per sottolineare l’urgenza che si vuole dare alla questione, con l’intervento di alcuni tra i principali testimonial della causa giudiziaria bassanese e soprattutto dei due carichi da briscola presenti nell’occasione: il sottosegretario alla Giustizia sen. Andrea Ostellari, noto sostenitore del progetto di giustizia in riva al Brenta, e il presidente della Commissione Giustizia alla Camera dei Deputati, on. Ciro Maschio. Padovano e leghista il primo, veronese e meloniano il secondo. Di tutto un po’ dunque, e mescolato nelle giuste dosi, per perorare la causa della giustizia Made in Bassano: Cocktail Martini.

Introducendo l’incontro, Morena Martini porta il saluto “dei presidenti Stefani e Zaia che rinnovano il loro impegno e supporto” al progetto giudiziario pedemontano come pure “il nuovo sottosegretario Mara Bizzotto”. “La Risoluzione n.22 – afferma la consigliera regionale – ha l’unico scopo di sollecitare il Parlamento affinché il disegno di legge possa essere discusso prima della fine dell’anno. Il 2027 è vicino e non vorremmo perdere un’altra occasione.” “Chiediamo che vangano adottate le misure necessarie per garantire piena operatività al Tribunale di Bassano e risorse che non vogliamo portare via da nessun altro Tribunale. Rigettiamo l’atteggiamento che sta assumendo Vicenza su esigenze che riteniamo legittime.”

Le vengono incontro, sul palco della sala stampa “Oriana Fallaci” di Palazzo Ferro Fini, i due sindaci convenuti sul Canal Grande. Il primo è il sindaco di Bassano Nicola Finco, che questo palazzo lo conosce molto bene. Finco ribadisce le ragioni da lui già più volte espresse a favore del Tribunale di via Marinali, si dissocia quella che definisce “la guerra tra bande” sui presìdi di giustizia e dopo 14 anni dalla chiusura del vecchio Tribunale di Bassano accorpato a Vicenza, dichiara: “Se siamo ancora qui a battagliare è perché il territorio non ha mai mollato.” “Quello che chiedo – incalza il sindaco bassanese – è che il Parlamento si esprima. Lo Stato ha investito 20 milioni di euro sul Tribunale chiuso nel 2012. Oggi ci troviamo con 11 mila metri quadrati inutilizzati, per la cui manutenzione il Comune si trova a spendere 100-150 mila euro ogni anno. Quello della Pedemontana non è un “tribunalino”, ci sono oggi Tribunali con un circondario inferiore ai 500 mila abitanti. Il nostro è un territorio che produce e che merita risposte.”

L’altro sindaco folgorato sulla via di Damasco, pardon sulla via Marinali, è Luca Pierobon, che guida l’amministrazione di Cittadella. Dalle sue parole esce un ulteriore monito sulla necessità di stringere i tempi dell’iter parlamentare: “Non riusciamo a capire perché questa cosa si è arenata. Abbiamo paura che passi il tempo.”

Altra acqua al mulino bassanese viene inoltre portata da Alessandro Bordignon, presidente del Raggruppamento di Bassano del Grappa di Confindustria Vicenza, che interviene anche a nome delle altre categorie economiche del Bassanese: “Le imprese hanno bisogno del Tribunale in maniera costante. Non averlo non sarebbe competitivo. Per una causa io ho dovuto aspettare 19 anni. Non conviene perdere tempo e avere fondi bloccati per un’eternità. Bisogna mettere il cittadino a centro.”

Gli fa eco l’avv. Giulia Vigna, rappresentante del Comitato per il Tribunale della Pedemontana: “Questo ottavo Tribunale del Veneto serve a tutto il Veneto. Non è un capriccio e non è campanilismo. Non sarà un “tribunalino”: quelli della mancata efficienza e della poca specializzazione dei magistrati sono tutti discorsi che non attengono al progetto. Sollecitiamo l’urgenza di velocizzare l’iter per fare in modo che nel 2026 si arrivi alla sua conclusione.”

Ma ecco, egregi lettori, che arriva il turno dei due carichi da briscola.

Dopo aver ricordato “le sale molto piene” e “la platea enorme di richieste” dei suoi quattro incontri nel 2023 a Bassano per l’istituzione del nuovo Tribunale, il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari parla delle “nuove risorse” della giustizia, entrando in modalità Ufficio di Collocamento. “Dal 2022 ad oggi, gli investimenti volti a cercare di portare più personale e più magistrati in Veneto sono stati tanti – rimarca il sottosegretario –. L’operazione porterà ad avere, per la fine del 2026, 180 assistenti giudiziari dedicati solo a questa terra, oltre 300 UPP e cioè addetti all’Ufficio per il Processo assunti a tempo determinato col Pnrr e adesso “stabilizzati” da questo Governo. Abbiamo poi avuto assunzioni di dirigenti, assunzioni di autisti e assunzioni di funzionari UNEP, che mancavano, più 80 unità che nel Veneto possono essere assunte direttamente da graduatorie regionali.”

“Sul lato magistrati, a fine 2026, grazie ai tantissimi concorsi messi in piedi da questo Governo, avremo la quasi copertura totale della pianta organica, cosa mai avvenuta nella storia di questo Paese – continua Ostellari –. Le piante organiche, grazie al disegno di legge governativo che oggi è incardinato in Commissione Giustizia, saranno aumentate sia per quanto riguarda i magistrati, sia per quanto riguarda il personale. Quindi, quando si dice che “questo disegno di legge porta via qualcosa a qualcuno”, è una cosa non vera. A invarianza di carico dei fascicoli di ogni Tribunale, ci sarà un aumento di magistrati e di personale. Ovviamente poi il carico sarà distribuito sulla base della nuova circoscrizione. E quella di Bassano è una circoscrizione non sicuramente piccola perché, come ricordato, raggiunge i 500 mila abitanti.”

“La politica si deve misurare sul grado di credibilità rispetto agli impegni che assume – evidenzia il sottosegretario –. Noi come Governo abbiamo fatto il nostro dovere fino in fondo. Ora quel testo sarà trattato in Parlamento e quello vostro di oggi è anche un segnale alla politica che deve assumersi la responsabilità.”

Il presidente della Commissione Giustizia della Camera on. Ciro Maschio spiega invece e finalmente il motivo del rallentamento dell’esame in Commissione del Ddl del Governo. Motivo generato da una specie di…assalto alla diligenza. “Il disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri istituisce o ripristina 8 dei 31 Tribunali che erano stati soppressi nel 2012 – spiega l’onorevole –. Al Parlamento è arrivato quindi un testo nel quale molti altri territori che erano stati penalizzati dalle soppressioni di altri Tribunali in zone importanti, cercano, con emendamenti, di aggiungere anche i Tribunali dei propri territori al pacchetto complessivo. Quindi dovremo gestire le dinamiche di altri territori che a loro volta vorrebbero inserirsi, ma sappiamo che non ci saranno grandi margini per aggiungere molti altri Tribunali al quadro che è uscito dal Consiglio dei Ministri.”

Sui tempi, il presidente di Commissione in quota FdI fa la sua promessa: “Dopo aver votato il mandato di un’altra importante riforma che è la riforma dell’avvocatura, abbiamo nella nostra agenda lo spazio per accelerare il lavoro sulle audizioni e sull’esame degli emendamenti per portare in aula il più velocemente possibile il disegno di legge sul riordino della geografia giudiziaria.”

Dal canto suo, l’on. Maschio è favorevole all’istituzione del Tribunale di Bassano, anche perché gioca pro domo sua: è infatti il primo firmatario della proposta di legge collegata sull’istituzione di una seconda Corte d’Appello nel Veneto, che per legge deve essere costituita da almeno tre Tribunali e che riunirebbe i circondari giudiziari di Verona, che è il suo bacino elettorale, di Vicenza e di Bassano con la Pedemontana.

Parte infine e nuovamente ancora un siluro in direzione di Monte Berico. “Io sono basita dal fatto che ci siano delle persone a Vicenza che dicono di no – conclude Morena Martini –. Io mi aspetto invece che Vicenza si ricreda sulle posizioni prese, che legga i documenti così come sono stati illustrati oggi, che capisca che nessuno vuole portare via niente a nessuno ma che si vuole lavorare per una coesione di territorio che possa dare risposte veloci e precise a tutti i cittadini che ne hanno bisogno.”

È l’ultima shakerata del Cocktail Martini, senza mezzi termini: altro che Mezzo e Mezzo.

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.