Guerre Ostellari – Il ritorno del PD.
Neanche fatto in tempo a pubblicare il precedente articolo “Cocktail Martini” ed ecco che è pervenuto in redazione un comunicato stampa dei tre consiglieri regionali del Partito Democratico Antonio Dalla Pozza, vicecapogruppo, Giovanni Manildo, capogruppo, e Andrea Micalizzi, vicepresidente del consiglio regionale. Oggetto: “Tribunale della Pedemontana”.
Come è ormai noto, questa mattina a Palazzo Ferro Fini a Venezia si è svolta la conferenza stampa della consigliera regionale Morena Martini, del gruppo Stefani Presidente, per la presentazione della sua Risoluzione che chiede in sostanza al Parlamento di darsi una mossa nell’iter di approvazione del disegno di legge del Governo che prevede, tra le altre cose, l’istituzione del nuovo Tribunale di Bassano del Grappa. Il tutto con la benedizione del sottosegretario alla Giustizia sen. Andrea Ostellari, che nell’occasione ha ribadito il suo totale appoggio al progetto giudiziario bassanese, e del presidente della Commissione Giustizia della Camera on. Ciro Maschio, il quale ha assicurato che avrà in agenda “lo spazio per accelerare il lavoro sulle audizioni e sull’esame degli emendamenti per portare in aula il più velocemente possibile il disegno di legge sul riordino della geografia giudiziaria”.
Ed è proprio dalla conferenza stampa di Martini & Friends che trae spunto l’intervento congiunto dei tre consiglieri regionali dem.
“Appare abbastanza grottesco – affermano – che gli esponenti della maggioranza al governo della Regione e del Governo nazionale presentino per l’ennesima volta la richiesta di accelerare i tempi per portare a termine un progetto di legge sull’istituzione del Tribunale della Pedemontana da loro stessi proposto. Il tutto, peraltro, con un tempismo sospetto, visto che ci avviciniamo nuovamente alla campagna elettorale per le Politiche e che è evidentemente forte la tentazione di illudere amministrazioni locali, imprese e cittadini, lasciando tuttavia irrisolti i nodi fondamentali che riguardano il sistema giudiziario.”
“Rispettiamo la preoccupazione espressa delle categorie economiche del vicentino – afferma il dem vicentino Antonio Dalla Pozza – ma riteniamo che la re-istituzione del Tribunale di Bassano del Grappa non sia la soluzione ai problemi di efficienza del sistema giudiziario che frenano le imprese, mentre lo sarebbe il ripristino degli organici del Tribunale di Vicenza: sia dal punto di vista del personale di cancelleria che per i magistrati in servizio, cosa che garantirebbe una maggior celerità nella presa in carico della cause e nella definizione dei contenziosi.”
“In un mondo nel quale il processo telematico occupa sempre più spazio, non è con i campanilismi che si migliora l’amministrazione della giustizia in Italia – aggiunge Giovanni Manildo –. Gli ordini degli avvocati delle province interessate l’hanno ribadito in più occasioni, e trovarsi oggi a commentare l’ennesimo atto politico con cui la maggioranza dice a sé stessa cosa fare suona come un chiaro segnale del fatto che questa non è una battaglia per portare efficienza, ma per andare a caccia di consensi, con una modalità che abbiamo visto in più occasioni, dalla sanità al sociale, dalla sicurezza all’ambiente.”
“Il Partito Democratico – dichiara Andrea Micalizzi – è unito nel chiedere al governo della Regione e a quello nazionale di mettere maggiori risorse a disposizione della giustizia, con un piano straordinario di assunzioni per reintegrare gli organici, per potenziare i tribunali esistenti, per dare ai cittadini ed alle imprese le risposte che chiedono. Al momento invece le uniche risposte che giungono sono quelle di moltiplicare i centri, non dicendo con quali risorse questo avverrà.”
“Risoluzioni come quella presentata oggi a Venezia ci vedranno sempre prendere le distanze perché frutto di una narrazione propagandistica – proseguono i tre esponenti dem –. La realtà dice che, a partire dai Tribunali di Vicenza, di Treviso e di Padova, gli organici sono in enorme sofferenza, col rischio di essere ulteriormente ridotti per rincorrere la promessa di un ulteriore presidio bassanese. La realtà è che mentre il ‘medico ministeriale’ di via Arenula studia, il ‘paziente giustizia’ è in agonia, con sofferenze che hanno pesantissime ricadute nella vita quotidiana di cittadini ed imprese.”
Concludono Dalla Pozza, Manildo e Micalizzi: “Si abbandoni dunque questa strada e si apra immediatamente un confronto in cui il Governo metta nero su bianco le cifre di questa riforma e dimostri non solo che non vi saranno tagli ai tribunali esistenti, ma che gli stessi verranno messi nelle condizioni di lavorare a pieno organico: solo allora potremo ragionare assieme in merito alla sensatezza di un nuovo tribunale in Veneto.”
Guerre Ostellari: la saga continua. C’è qualche spada laser nei paraggi?