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Friûl degli Ezzelini

50 anni fa il terremoto del Friuli. A San Zenone degli Ezzelini piantati quattro tassi dagli alunni delle classi terze delle scuole primarie nel Parco San Tomaso di Majano, dedicato alla frazione friulana devastata dal sisma e gemellata con San Zenone nel ricordo degli aiuti dei volontari sanzenonesi all’indomani della catastrofe

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Mag 3, 2026

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La piantumazione degli alberi attorno al cippo del Parco San Tomaso di Majano

Fuarce Friûl! ”. “ Forza Friuli! ”. Quanta voglia di rinascere c’era in questa frase, scritta ovunque sui muri del Friuli nei mesi della ricostruzione dalle macerie dopo il disastro. Chi all’epoca già c’era e viveva nel Nord Italia, ma anche nel Nord della allora Jugoslavia, si ricorda benissimo dov’era il 6 maggio 1976 alle ore 21 in punto: la data e l’ora della prima terrificante scossa, di magnitudo 6.5 della scala Richter, del terremoto del Friuli. Durò un minuto, sembrava eterna.

Io personalmente mi trovavo a casa a Mestre, il lampadario della cucina ondeggiava paurosamente e nel condominio dove abitavo ci riversammo tutti immediatamente giù in strada. Numerose altre scosse sarebbero seguite, toccando nuovamente magnitudo elevate nel mese di settembre. 990 morti, più di 100 mila sfollati, 45 Comuni rasi al suolo, altri 52 Comuni fortemente danneggiati. Gemona del Friuli, Osoppo, Venzone, Majano, Buia, Artegna, Trasaghis: questi ed altri nomi diventarono tristemente familiari a noi tutti nei titoli dei giornali e nei servizi dei telegiornali sulla catastrofe provocata dal sisma. Mi ricordo ancora il titolo a caratteri cubitali del Gazzettino, sopra una foto della devastazione: “Fu Osoppo”. E, ve lo giuro, sono quelle cose che ti restano per sempre nella memoria.

Il 2026 è l’anno del 50° anniversario del terremoto del Friuli. Il 6 maggio la significativa ricorrenza sarà celebrata con un consiglio regionale straordinario a Gemona del Friuli a cui interverrà anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, seguito il giorno dopo sempre a Gemona da un concerto gratuito di Andrea Bocelli a ricordo delle vittime del terremoto.

Ma c’è anche chi ha anticipato l’omaggio di memoria alla terra friulana nel cinquantennale di quel cataclisma. È il caso del Comune di San Zenone degli Ezzelini, gemellato con San Tomaso di Majano, frazione del Comune di Majano, nel segno di un’amicizia nata proprio cinquant’anni fa quando San Zenone portò aiuto immediato a San Tomaso dopo il devastante terremoto. Nel Parco San Tomaso di Majano, nel centro del paese, le classi terze delle scuole primarie dei tre plessi comunali hanno infatti messo a dimora quattro giovani alberi, ovvero quattro tassi, completando così la sistemazione dell’area verde intitolata alla frazione friulana gemellata.

Il parco era stato intitolato lo scorso anno, in occasione del venticinquesimo anniversario del gemellaggio ufficiale, ma le radici del rapporto affondano molto più indietro, appunto al 1976, pochi giorni dopo il terremoto che devastò il Friuli il 6 maggio. Furono allora numerosi sanzenonesi a partire volontariamente verso San Tomaso, tra le frazioni più colpite dal sisma, per portare aiuto concreto. Da quel gesto spontaneo nacque un’amicizia che non si è mai spenta, formalizzata nel gemellaggio del 2000 e celebrata ogni anno con iniziative condivise.

Alla cerimonia erano presenti il sindaco Fabio Marin, l’assessore all’Istruzione Anita Pellizzari, l’assessore all’Ambiente Filippo Tombolato, l’assessore al Sociale, Esneda Bordignon, la dirigente scolastica Paola Zanon, il presidente dell’Associazione Sentieri Natura, Alessandro Chiappin, la presidente dell’Oasi San Daniele, Paola Simionato, e il diacono Bruno Martino da sempre in prima linea nel promuovere il rispetto dell’ambiente.

Prima della piantumazione, le classi hanno proposto canti e letture ad alta voce: pensieri, estratti di testi narrativi e racconti scritti dagli stessi alunni sul tema dell’ambiente e della sostenibilità. A ciascun rappresentante di classe è stato poi consegnato un kit omaggio composto dal fumetto “Ezzelino III del falco e della spada”, una matita e i dépliant dell’Oasi San Daniele, la spilla e la mappa dei Sentieri Natura, e un bulbo. Consegna simbolica anche alla dirigente, alle insegnanti referenti e al diacono Bruno Martino.

I quattro tassi sono stati piantumati attorno a un cippo che racconta cinquant’anni di legame tra le due comunità.

“Piantare un albero con i bambini in un parco che porta il nome di San Tomaso di Majano è un modo per tenere viva una memoria che ha radici nella generosità di chi cinquant’anni fa ha scelto di partire e aiutare – commenta il sindaco Fabio Marin –. Quei tassi cresceranno, e con loro crescerà anche la consapevolezza di questi ragazzi di appartenere a una comunità che sa prendersi cura degli altri e del territorio in cui vive.”

“Anche quest’anno abbiamo voluto coinvolgere alcune classi delle primarie per un gesto di educazione civica e ambientale convinti che niente sia più efficace che acquisire consapevolezza attraverso l’esperienza diretta – afferma l’assessore all’Istruzione Anita Pellizzari –. I bambini hanno ascoltato, letto, piantato, ricevuto. Porteranno a casa qualcosa che non si studia sui libri.”

E allora…“ Fuarce Friûl! ”. Forever.

 

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.