Bassano del GrappaCulturaEvidenza
  • 4 min lettura

Olivetti e l’arte di comunicare 

Aperta al pubblico dal 24 aprile al 27 settembre a Palazzo Sturm a Bassano, “Olivetti. L’arte di comunicare” è la mostra sulla storia della comunicazione visiva dell’azienda di Ivrea. Una sapiente esposizione di manifesti, manuali e pezzi iconici accanto alle collezioni permanenti del Museo della Stampa Remondini.

Michela Cola Michela Cola
  • Apr 24, 2026

magzin magzin
Foto: Seven Magazine

“Bisogna fare bene le cose e farlo sapere”: è la frase che Adriano Olivetti, figlio di Camillo fondatore nel 1908 della nota fabbrica nazionale di macchine per scrivere, usava ripetere per non far mai abbassare la guardia sulla qualità di tutto ciò che sarebbe uscito dalla sua azienda. 

Un’azienda che ha fatto la storia dell’Italia imprenditoriale per essere stata un modello di innovazione tecnologica, visione sociale e avanguardia nelle strategie comunicative, o per meglio dire, “per aver saputo andare al di là del profitto e aver adottato come valore quello di mettere al centro la persona umana” secondo quanto dice Enrico Bandiera, responsabile dell’Archivio Storico Olivetti di Ivrea.

E questo è anche l’obiettivo a cui ambisce la mostra “Olivetti. L’arte di comunicare” aperta al pubblico dal 24 aprile al 27 settembre nelle sale affrescate di Palazzo Sturm a Bassano: far percepire al visitatore la vera anima dell’azienda piemontese attraverso un percorso espositivo che offre oltre 130 artefatti grafici tra brochure, manifesti, libretti di istruzioni, libri, documenti e oggetti provenienti da collezioni private, accanto ai pezzi più iconici della sua produzione storica. 

Un percorso che ripercorre la storia della comunicazione visiva dell’azienda, che mette in evidenza la nascita di uno “stile Olivetti”, riconosciuto a livello internazionale, che va ben oltre la pubblicità e coinvolge ogni aspetto dell’impresa fino al rapporto con la cultura e la società. 

“E’ uno stile in cui ha creduto in particolare Adriano che, dagli anni Trenta, ha promosso un modello di azienda in cui innovazione, responsabilità sociale e attenzione all’estetica si sono strettamente legate tra loro – analizza sempre Bandiera – e la comunicazione era lo strumento capace di unire linguaggi diversi in un unico stile”.

Un’esposizione, curata da Fiorella Bulegato e Giorgio Cedolin, che ben si lega alle collezioni permanenti del Museo della Stampa Remondini, testimoni della celebre famiglia di imprenditori grafici bassanesi che ha saputo varcare i confini continentali per arrivare fino alle Americhe. 

“Due aziende del made in Italy che condividono una storia di straordinario successo fatto di innovazione, responsabilità sociale, passione per la cultura e la bellezza – ribadisce Giada Pontarollo, assessore alla Cultura di Bassano –, un modo curato di fare comunicazione che cattura il visitatore e lo fa entrare nel ritmo lento e di qualità del modello olivettiano”.  

“Un modello che, accanto ai Remondini, ha trovato terreno fertile nel nostro Veneto, terra a vocazione produttiva, un modello che caratterizza il fare impresa oggi e che ci permette di immaginare il nostro futuro” afferma il sindaco di Bassano, Nicola Finco.

“E’ la prima mostra in Italia sulla comunicazione d’impresa – precisa inoltre Barbara Guidi, direttrice dei Musei Civici di Bassano –. Una mostra che mette insieme impresa, arte e comunicazione capace di raccontare alcune delle pagine più significative della storia del design, della grafica e della comunicazione visiva del Novecento. L’azienda Olivetti è stata pure un cenacolo di creativi, poeti, designer e artisti, un luogo di cultura, fucina di uno stile divenuto simbolo del Made in Italy”. 

Il percorso espositivo si articola in cinque sezioni che approfondiscono altrettanti ambiti del modello olivettiano che vanno dal “Narrare l’impresa” al “Comunicare il prodotto”, dallo “Scandire il tempo” al “Costruire la comunità” e sarà accompagnata dalla pubblicazione di pregio “Olivetti. Storie da una collezione” edita da Ronzani Editore, in cui emerge che “la comunicazione in stile olivettiano non è puro marketing ma è espressione di una identità culturale”: è la riflessione di Giuseppe Cantele, direttore di Ronzani Editori.  

Accompagnerà il pubblico l’audioguida gratuita realizzata in collaborazione con Audiogiro con la straordinaria voce di Andrea Chimenti, cantautore e attore. 

A corollario della mostra inoltre, a partire dal 29 aprile, si terrà un ciclo di cinque incontri “Imprese di visione” che approfondirà i temi della rassegna in chiave contemporanea, pensati nell’ottica della collaborazione fra Museo e Impresa, i quali avranno luogo in Sala Chilesottti e presso alcune aziende del territorio e, in aggiunta, sono previsti due distinti laboratori didattici rivolti alle scuole. 

Infine il 16 maggio al Museo Civico si terrà la speciale masterclass “Paesaggio: il viaggio delle forme”, condotta da Riccardo Guasco e rivolta a studenti e appassionati di illustrazione, grafica e arti visive. 

Alla mostra “Olivetti. L’arte di comunicare” sono inoltre previste visite guidate a partenza fissa alle ore 11 ogni domenica dal 26/04 al 27/09 con l’aggiunta di venerdì 1° maggio allo stesso orario.  

Michela Cola

Il mio principale obiettivo? Riferire la verità. È per la qualità del racconto, approfondito e equilibrato, che la mia coscienza e l’etica mi chiedono di lavorare così da fornire a voi lettori un giornalismo puntuale, imparziale e sempre attendibile. L’essere correttamente informati è un diritto fondamentale di ciascuno di noi soprattutto oggi nel mare magium delle notizie che il web ci propone. Impegno e passione sono il mio humus, per un’informazione autentica.