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Non sfruttate questi giovini

Gita scolastica degli alunni di Marostica dai migranti della rotta balcanica a Trieste: gli “irriducibili”. Dopo “l’assoluzione” della scuola del ministro Valditara, Silvio Giovine ed Elena Donazzan (Fratelli d’Italia) replicano a Chiara Luisetto (Pd): “Confonde la regolarità delle procedure con il giudizio su un’iniziativa educativa assurda”.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Ago 1, 2026

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Il deputato di Fratelli d’Italia Silvio Giovine (archivio Seven Magazine)

Allora: facciamo un po’ d’ordine. Per il Ministero dell’Istruzione e del Merito, come comunicato in Parlamento dal ministro Giuseppe Valditara, la gita scolastica di due classi quinte della scuola primaria ‘Arpalice Cuman Pertile’ di Marostica dai migranti della rotta balcanica a Trieste non ha fatto riscontrare alcuna irregolarità. Ergo: le ispezioni ministeriali hanno validato la bontà dell’iniziativa scolastica.

Da qui, come riferito nel nostro articolo di ieri, il comunicato stampa della consigliera regionale del Partito Democratico Chiara Luisetto che ha dichiarato: “Attendiamo le scuse da Anna Maria Cisint, Elena Donazzan e Silvio Giovine per la becera campagna di propaganda”. Il riferimento è ai tre esponenti della Lega (Cisint) e di Fratelli d’Italia (Donazzan e Giovine) che hanno fatto esplodere il caso a livello nazionale con i loro pesanti attacchi nei confronti della scuola primaria sia sui media che sui social.

Ed è arrivata, puntuale, la replica congiunta alla Luisetto di Silvio Giovine e di Elena Donazzan. I quali non solo non si scusano, come richiesto dalla consigliera dem, ma rilanciano le loro accuse. La tesi dei due esponenti di FdI è che l’esito positivo delle ispezioni ministeriali sulla gita d’istruzione a Trieste ha riguardato solo gli aspetti “procedurali” della trasferta scolastica e non “un giudizio su un’iniziativa educativa assurda”. 

Avviso ai naviganti: Giovine e Donazzan continuano a sostenere il loro mantra sull’aver fatto provare ai bambini l’esperienza di immigrati “clandestini” simulando il loro percorso e “il tentativo di sottrarsi ai controlli delle forze dell’ordine”.

Oramai ho scritto in tutte le salse, al punto da avere esaurito tutti i sughi a disposizione, che lo status dei migranti di Trieste non è quello di “clandestini” ma di richiedenti asilo e che in Italia questi reietti dal mondo non sfuggono ai controlli delle forze dell’ordine, a cui sono invece costretti a sfuggire in alcuni Paesi della rotta balcanica dove l’arresto equivale al rischio di maltrattamenti e di tortura, se non peggio.

Ma tant’è. Ciascuno è libero di rimanere nella sua bolla mediatica per raccontare a coloro che vivono nella stessa bolla ciò che vogliono sentirsi dire. Come dal testo che segue. 

COMUNICATO

SCUOLA MAROSTICA, GIOVINE E DONAZZAN (FDI): «LUISETTO CONFONDE LA REGOLARITÀ DELLE PROCEDURE CON IL GIUDIZIO SU UN’INIZIATIVA EDUCATIVA ASSURDA»

«È inutile che la consigliera Luisetto continui a confondere una questione procedurale con la valutazione di merito di un’iniziativa che riteniamo profondamente sbagliata. Nessuno ha mai messo in discussione la verifica amministrativa svolta dall’Ufficio scolastico regionale. Ma un conto è accertare che date, autorizzazioni e documenti siano formalmente corretti, un altro è valutare se sia educativo far vivere a bambini di quinta elementare l’esperienza di immigrati clandestini, simulando il loro percorso e il tentativo di sottrarsi ai controlli delle forze dell’ordine», dichiara Silvio Giovine, deputato e coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Vicenza.

«La verifica richiamata dal Provveditorato – prosegue Giovine – riguarda esclusivamente il corretto iter amministrativo e, come lo stesso Ufficio scolastico ha precisato, non entra nel merito dell’iniziativa. È esattamente quel merito che ho chiesto al Governo di valutare tramite formale interrogazione. Riteniamo che la scuola debba formare cittadini liberi e consapevoli, non coinvolgere bambini di dieci anni in attività che rischiano di trasmettere una lettura ideologica di un fenomeno complesso come l’immigrazione irregolare o, peggio ancora, di rappresentare le forze dell’ordine come un ostacolo da eludere. Le famiglie hanno il diritto di sapere quali contenuti vengono proposti ai loro figli e di discuterne apertamente, senza essere accusate di alimentare odio o xenofobia».

«La sinistra tenta di liquidare la questione come una polemica artificiale perché non vuole affrontare il nodo centrale: l’inopportunità educativa di quel progetto», afferma Elena Donazzan, europarlamentare di Fratelli d’Italia. «Nessuno mette in discussione il valore della solidarietà, ciò che contestiamo è la scelta di far immedesimare bambini della scuola primaria nell’esperienza dell’immigrazione clandestina attraverso attività immersive che veicolano inevitabilmente una precisa impostazione culturale. La scuola deve fornire strumenti critici, non costruire percorsi che rischiano di orientare il giudizio degli alunni su temi tanto delicati e divisivi».

«Le dichiarazioni di Luisetto – concludono Giovine e Donazzan – dimostrano la volontà di spostare il dibattito su un piano che nessuno ha mai contestato. La vera domanda resta senza risposta: è opportuno proporre a bambini di dieci anni un’esperienza di questo tipo? Noi continuiamo a ritenere di no».

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.