Si chiamano “Barchette”. Ma non fraintendete: non si tratta di piccoli natanti utilizzati per andare a pesca di orate. Sono automobili storiche da competizione prive di capote e di finestrini laterali, con parabrezza di minime dimensioni, la cui esperienza di guida all’aria aperta equivale a quella di un motoscafo, con il vento sulla faccia. Da cui il nome con il quale sono conosciute nella storia del motorismo.
Sono loro le protagoniste de “La Leggenda di Bassano – Trofeo Giannino Marzotto”, l’evento internazionale dedicato alle iconiche Barchette storiche, vetture Sport Competizione costruite tra il 1920 e il 1960, in programma dal 18 al 21 giugno prossimi, giunto quest’anno alla 31° edizione e organizzato come sempre dal C.V.A.E., Circolo Veneto Auto Moto d’Epoca.
Sono tutte vetture con i loro anni sulle spalle, pardon sul motore, ma ancora perfettamente funzionanti e pronte a fare la loro bella figura sulle strade della manifestazione. Come la vettura che viene esposta alla conferenza stampa di presentazione de La Leggenda di Bassano 2026, ospitata al Boutique Hotel Ca’ Apollonio Heritage di Romano d’Ezzelino, con gli interventi del presidente C.V.A.E. Stefano Chiminelli, dell’assessore allo Sport del Comune di Bassano del Grappa Mariano Scotton e del due volte campione del mondo di Rally Miki Biasion. È un’Alfa Romeo 412 Superleggera carrozzata Touring, del 1939, progettata dall’ing. Gioachino Colombo, di cui oggi esistono solamente tre esemplari e il cui proprietario è Gianni Tesauro, braccio destro di Stefano Chiminelli nell’organizzazione de La Leggenda.
Tesauro la mette anche in moto, a beneficio del cronisti, e il motore romba ancora che è un piacere. È la conferma che queste vetture non sono solo da ammirare, ma anche da “ascoltare” e persino da annusare. “Sono auto in cui senti l’odore della benzina e per fortuna non senti l’odore della batteria”, dichiara Miki Biasion, con una piccola frecciata sulla mobilità elettrica. E sono soprattutto auto storiche da competizione ancora oggi pronte a competere. Insomma, parafrasando Orietta Berti: fin che la Barchetta va, lasciala andare.
Gli oltre 180 concorrenti su 95 macchine partecipanti alla Leggenda di Bassano di quest’anno arrivano da 15 Paesi (tra cui le lontanissime Argentina e Australia), con 101 persone al seguito (per la serie: la carica dei 101), molti di loro sono alla loro 22sima partecipazione consecutiva e sono ovviamente tutte persone con fiorenti possibilità economiche. Non a caso, per loro sono stati prenotati pernottamenti esclusivamente in hotel a 4 e a 5 Stelle.
E a proposito di hotel a 5 Stelle, a fare gli onori di casa alla conferenza stampa è Massimo Vallotto, co-titolare assieme alla moglie Maria Pia Viaro di Ca’ Apollonio Heritage, che dall’anno scorso si fregia della classificazione 5 Stelle Lusso, prima e fino adesso unica struttura alberghiera inserita il tale prestigiosa categoria in Provincia di Vicenza. “La classificazione ha riconosciuto il livello di qualità di questo hotel rivolto agli altospendenti”, afferma Vallotto. “Altospendenti”? Caspita, questa parola me la segno. “Con Stefano Chiminelli, con il quale ci conosciamo da più di quarant’anni, ci unisce la passione per le auto storiche”, continua il padrone di casa che in passato è stato anche presidente del Museo dell’Automobile Bonfanti Vimar di Romano d’Ezzelino. “Noi siamo uno degli sponsor tecnici della Leggenda di Bassano e ci unisce il concetto del lusso condiviso – continua Vallotto –. Il lusso non è esibizione ma è avere del tempo per poterlo vivere, godere e anche condividere.”
L’edizione 2026 de La Leggenda di Bassano si preannuncia particolarmente prestigiosa grazie a un parco partenti di eccezionale qualità. Dietro a una sportivissima Dallara Barchetta Stradale, affidata alle sapienti mani del testimonial della manifestazione Miki Biasion, spicca il numero record di ben undici Bentley anteguerra, costruite tra il 1924 e il 1937. Ci saranno anche due rarissime Maserati A6GCS degli anni ‘50 e una altrettanto rara Ferrari 121 LM del 1954, costruita in soli 4 esemplari dalla Casa del Cavallino Rampante. Di assoluto rilievo anche la presenza di un’Alfa Romeo 6C 2500 SS Ala Spessa del 1939, una delle più celebri interpretazioni sportive della produzione Alfa Romeo prebellica, oltre all’Alfa Romeo 412 Recreation del 1939, una delle più affascinanti e rare creazioni della Casa del Biscione milanese.
“La Leggenda di Bassano non è solo una manifestazione motoristica internazionale ma è anche un evento turistico-culturale – afferma Stefano Chiminelli –. È un museo itinerante che va visto e assorbito per capire la storia della più importante invenzione del ventesimo secolo, perché l’automobile ha consentito alle persone e alle idee di muoversi.” “Questa – rivela il presidente C.V.A.E. – sarà probabilmente l’ultima edizione sulle Dolomiti, che ormai abbiamo attraversato dappertutto. Faremo gli ultimi due passi che non abbiamo ancora fatto, il Passo del Redebus e il Passo delle Erbe. Da un paio d’anni abbiamo contatti col Friuli Venezia Giulia e dalla prossima edizione potremmo allargare lì il nostro percorso.”
È il segno di una “grande capacità organizzativa e di una grande originalità”, come riconosce al C.V.A.E. l’assessore bassanese allo Sport Mariano Scotton. Il quale, riferendosi al turismo in città e alla capacità economica del partecipanti, aggiunge: “A Bassano mancava il target alto che arriva grazie a questa manifestazione.”
“Sono due le cose che emergono ne La Leggenda di Bassano: l’immagine di cosa sappiamo fare noi e il livello organizzativo e tecnologico”, sottolinea Miki Biasion anche nella sua veste di vicepresidente di ACI Vicenza. “Quando correvo io trattavo male le automobili – aggiunge il due volte campione del mondo di Rally –. Finito di correre, ho capito che le automobili vanno amate, per far capire alle nuove generazioni la storia del motorismo e del design italiano. Noi non siamo come la Mille Miglia, che è business allo stato puro dove regnano il caos e la maleducazione. Questo alla Leggenda di Bassano non succede. I partecipanti sono tutte persone che amano l’automobile e amano le belle cose.”
Come sempre, Bassano del Grappa e il suo territorio – ovviamente, visto il nome dell’evento – saranno l’Alfa e l’Omega, l’inizio e la fine dell’evento motoristico internazionale. Giovedì 18 giugno la manifestazione prenderà il via con le verifiche sportive a Villa Caffo Navarrini di Rossano Veneto e venerdì 19 giugno, sempre a Villa Caffo, gli equipaggi partiranno per affrontare la prima tappa di 170 chilometri, con soste a Cavalese e a Laives e con destinazione Bolzano. Sabato 20 giugno sarà la giornata del “tappone” di 208 chilometri che attraverserà alcuni dei luoghi simbolo delle Dolomiti – Passo Costalunga, Canazei, Passo Pordoi, San Martino in Badia, Passo delle Erbe, Gudon e Laion – prima del rientro a Bolzano. Domenica 21 giugno, infine, la carovana farà ritorno in Veneto passando per Trento, Passo Vezzena e Asiago, per poi raggiungere nel pomeriggio piazza Libertà a Bassano e quindi il Chiostro del Museo Civico dove si svolgeranno le premiazioni. Tutti gli equipaggi riceveranno un piatto commemorativo in porcellana, realizzato appositamente per l’evento dalla storica manifattura veneziana di porcellane Geminiano Cozzi Venezia 1765. Attenzione: fragile.
Quello che salta all’occhio de La Leggenda di Bassano 2026 – che sarà seguita anche da due noti influencer per il pubblico più giovane e dai microfoni di RAI Radio Tutta Italiana – è la particolare concentrazione del programma sulle strade e sui passi dell’Alto Adige. A Bolzano, dove gli equipaggi sosteranno per due notti consecutive, venerdì sera le Barchette da competizione arriveranno in piazza Tribunale e sabato sera saranno le protagoniste di una attesa passerella in piazza Walther. Al rifugio del Passo delle Erbe è previsto invece il pranzo di sabato. Ma il rifugio alpino, come rivela Chiminelli, è gestito da indiani che nel menù proponevano la “Ammatriciana” con due emme. Che cosa mangeranno alla fine i facoltosi partecipanti alla Leggenda? Canederli al curry? Attendiamo aggiornamenti. Comunque sia, una buona e significativa parte della manifestazione motoristica internazionale si svolgerà nella Provincia Autonoma di Bolzano.
Eh, già: da una parte gli altoatesini, e dall’altra gli altospendenti.

