Vicenza? Per il sindaco di Bassano del Grappa Nicola Finco, è “non pervenuta”. Ma anche Padova e Treviso. Nel senso che, come da lui stesso testualmente affermato nel suo intervento alla manifestazione e flash mob di ieri mattina a sostegno del Tribunale della Pedemontana, “gli ordini degli Avvocati delle tre province non hanno mai chiesto un incontro col Comitato di Bassano per capire le ragioni”. “Quello che chiedo ai contrari – sono sempre le sue parole – è almeno di confrontarsi con il territorio”.
È quanto ho riportato in virgolettato già nel mio articolo di ieri “Febbre a 39”, col resoconto del presidio pubblico in via Marinali, e confermo che Finco ha dichiarato queste cose, avendo registrato integralmente il suo discorso.
Ma, Houston, abbiamo un problema. Il Comitato per una Giustizia di Qualità a Vicenza, tramite un comunicato stampa trasmesso oggi in redazione, contesta la sopra citata dichiarazione del sindaco di Bassano bollandola come “un’affermazione semplicemente falsa”. E questo perché da Vicenza è stato chiesto “in tutte le sedi, pubblicamente attraverso gli organi di informazione e privatamente con comunicazioni istituzionali” di favorire “un confronto pubblico con chi sostiene il progetto del Tribunale della Pedemontana”. Ma “a quella richiesta non è mai stata data alcuna risposta” e i referenti degli avvocati vicentini stanno “aspettando ancora il confronto” sul Tribunale bassanese.
“Al di là della legittimità dell’iniziativa – spiega il presidente del Comitato berico avv. Gaetano Crisafi nel testo di accompagnamento della mail inviata in redazione, riferendosi alla manifestazione di ieri a Bassano –, il Comitato richiama l’attenzione su due aspetti che ritiene centrali: la persistente indisponibilità ad un confronto pubblico sulle ragioni del progetto e l’esigenza che le istituzioni rappresentino l’intero territorio, soprattutto su una questione che continua a dividere amministrazioni comunali, operatori del diritto e cittadini.”
Insomma: gli incontri ravvicinati del terzo Finco, per quanto già richiesti a più riprese dalle toghe del capoluogo berico, non sono ancora avvenuti. È quanto puntualizza il comunicato del Comitato di Vicenza, che nella sua seconda parte, dedicata alla rappresentanza delle istituzioni, punta il dito sulla figura politica più discussa di tutta questa vicenda: il presidente della Provincia di Vicenza Andrea Nardin, che in quanto tale dovrebbe essere “super partes” e che è invece apertamente schierato a favore del progetto di Bassano del Grappa. Come dal testo che segue.
COMUNICATO
Sul Tribunale della Pedemontana aspettiamo ancora il confronto
Abbiamo letto i resoconti giornalistici della manifestazione svoltasi ieri a Bassano, organizzata dalla Lega e da Fratelli d’Italia a sostegno della riapertura del Tribunale di Bassano. L’impressione è quella di un vero e proprio “copia e incolla” delle manifestazioni organizzate nei mesi scorsi davanti al Tribunale di Vicenza. Con una differenza, però, tutt’altro che secondaria.
Le manifestazioni svoltesi a sostegno dei Tribunali di Vicenza, Padova e Treviso sono nate dall’iniziativa degli avvocati e dei rispettivi Consigli dell’Ordine, cioè di chi ogni giorno vive la realtà degli uffici giudiziari e conosce le conseguenze che questa riforma produrrebbe sul sistema della giustizia.
Quella di Bassano, invece, è stata una manifestazione promossa e sostenuta da precise forze politiche.
Abbiamo poi letto con stupore le dichiarazioni del Sindaco di Bassano, secondo cui chi è contrario alla riapertura del Tribunale dovrebbe confrontarsi con il territorio, perché – a suo dire – gli Ordini degli Avvocati non avrebbero mai chiesto un incontro con il Comitato di Bassano.
Si tratta di un’affermazione semplicemente falsa.
In tutte le sedi, pubblicamente attraverso gli organi di informazione e privatamente con comunicazioni istituzionali – da ultimo anche con una mail indirizzata alla Consigliera regionale Martini – abbiamo chiesto un confronto pubblico con chi sostiene il progetto del Tribunale della Pedemontana. A quella richiesta non è mai stata data alcuna risposta.
Per questo, se oggi il Sindaco Nicola Finco ritiene davvero utile un confronto, non deve fare altro che indicare luogo e data. Il Comitato sarà presente. Noi siamo pronti a discutere pubblicamente di numeri, carichi di lavoro, geografia giudiziaria, costi, organici e interesse dei cittadini. Perché una riforma della giustizia si valuta sui dati e non sugli slogan.
Non possiamo poi non esprimere il nostro stupore per la partecipazione del Presidente della Provincia con la fascia istituzionale.
È del tutto legittimo che un sindaco partecipi ad una manifestazione per sostenere una posizione che ritiene favorevole al proprio Comune. Ben diverso è il ruolo del Presidente della Provincia.
La Provincia rappresenta tutti i Comuni del territorio, non soltanto quelli favorevoli al Tribunale della Pedemontana. E proprio su questo tema non esiste alcuna posizione unitaria. Anzi, molti sindaci, appartenenti a schieramenti politici diversi, hanno espresso pubblicamente la convinzione che questo progetto rischi di indebolire ulteriormente il Tribunale di Vicenza.
Non ricordiamo, invece, un solo intervento altrettanto deciso del Presidente della Provincia per chiedere il rafforzamento degli organici del Tribunale di Vicenza, che oggi serve l’intero territorio provinciale.
La partecipazione con la fascia istituzionale ad una manifestazione che sostiene una sola delle posizioni in campo appare quindi una scelta quanto meno inopportuna nei confronti di tutti quei Comuni che sostengono una posizione diversa. Viene spontaneo chiedersi se il Presidente della Provincia abbia scelto di rappresentare l’intera comunità provinciale oppure soltanto una parte di essa.
Da parte nostra continueremo questa battaglia esclusivamente nell’interesse dei cittadini delle province interessate e della qualità del servizio giustizia. Non nell’interesse di tre partiti, né di trentadue sindaci.
Continueremo a chiedere ciò che chiediamo da mesi: un confronto pubblico, serio e trasparente, affinché siano i dati, e non gli slogan, a orientare le scelte del Parlamento.
Comitato per una Giustizia di Qualità a Vicenza

