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Strali PDmontani

Flash mob a Bassano pro Tribunale della Pedemontana. I consiglieri regionali del Partito Democratico Dalla Pozza, Manildo e Micalizzi attaccano il governatore Stefani per il suo messaggio di appoggio e il presidente della Provincia Nardin. “È evidente che questa battaglia è fumo negli occhi dei cittadini”.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Lug 11, 2026

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Foto di Alessandro Tich

Diciamo subito una cosa, a scanso di equivoci. A Bassano del Grappa il consenso politico per il Tribunale della Pedemontana è unanime. Abbraccia cioè sia la maggioranza che l’opposizione. E non a caso, alla manifestazione-flash mob di ieri a sostegno dell’apertura del presidio giudiziario bassanese c’era anche Maria Di Pino, avvocato e segretario del Circolo cittadino del Partito Democratico.

Ma quando si passa ai livelli di rappresentanza politica superiori, dalla Regione in su, le cose cambiano. L’ennesima conferma è il comunicato dei consiglieri regionali del Pd Antonio Dalla Pozza (vicecapogruppo), Giovanni Manildo (capogruppo) e Andrea Micalizzi, inviato ieri in redazione a seguito del presidio-flash mob svoltosi in mattinata alla Cittadella della Giustizia di via Marinali a sostegno dell’apertura del Tribunale della Pedemontana.

Nella nota stampa, i tre esponenti dem prendono particolarmente di mira il governatore Alberto Stefani – che impossibilitato a presenziare a Bassano, ha trasmesso un “messaggio di appoggio” al progetto giudiziario pedemontano, letto al microfono dal sindaco Finco – ma ancora di più il presidente della Provincia di Vicenza Andrea Nardin, che ha deciso di intervenire alla manifestazione bassanese “tradendo ancora una volta il territorio che lo ha espresso e probabilmente con finalità elettorali”. Come dal testo che segue. 

COMUNICATO

Tribunale della Pedemontana. Dalla Pozza, Manildo e Micalizzi (Pd): “Il Presidente della Regione è favorevole alla paralisi dei Tribunali di Vicenza, Treviso e Padova”.

“Giù la maschera! La Regione, attraverso il messaggio letto oggi a firma del Presidente Stefani, intende avallare lo svuotamento dei Tribunali di Vicenza, Padova e Treviso, per rincorrere promesse elettorali che il Governo non è riuscito a mantenere e che si ripropongono a pochi mesi dall’inizio della campagna elettorale per le elezioni politiche: questa è la verità.”

Questo il commento è del vicecapogruppo del Pd in Consiglio regionale, Antonio Dalla Pozza, assieme al capogruppo dem Giovanni Manildo, e al collega dem Andrea Micalizzi, in merito al flash mob organizzato a sostegno del Tribunale della Pedemontana a Bassano del Grappa.

“Per l’ennesima volta è andato in scena il teatrino della politica, con un paio di elementi di chiarezza in più, ovvero che la maggioranza al governo della Regione è spaccata, con la Lega su posizioni opposte a quelle di Forza Italia, e che c’è un Presidente di Provincia che, tradendo ancora una volta il territorio che lo ha espresso e probabilmente con finalità elettorali, decide di prendere parte ad una manifestazione dopo aver costantemente disertato quelle davanti al Tribunale di Vicenza, per il rafforzamento del quale non ha mai speso una parola.”

“È evidente che questa battaglia è fumo negli occhi dei cittadini. Se realizzato, questo progetto porterà ad un’unica conseguenza, ovvero all’apertura di un Tribunale di dimensioni ridotte, con spese di gestione e di manutenzione degli immobili e costi del servizio di custodia e vigilanza delle strutture a carico del bilancio della Regione Veneto, e al depauperamento ulteriore dei Tribunali di Vicenza, Treviso e Padova, che già operano in situazione di sofferenza di organico.”

“Lo studio di fattibilità per la riapertura del Tribunale di Bassano – concludono Dalla Pozza, Manildo e Micalizzi – è antecedente al Covid: da allora è cambiato il mondo, e nelle aule dei tribunali ci sono molte meno persone e avvocati, con i processi civili che oggi sono essenzialmente telematici. La battaglia è quindi evidentemente strumentale e se l’è intestata una sola parte politica, ma non risolverà certo i problemi della giustizia nelle province di Vicenza, Treviso e Padova.”

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.