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Febbre a 39

Il Nicola furioso, l’Andrea pedemontano, la Mara governativa e la Morena capobanda: a Bassano il presidio-flash mob per l’apertura del Tribunale della Pedemontana.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Lug 10, 2026

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Foto di Alessandro Tich

L’appuntamento fatidico viene fissato alle ore 11 davanti al Tribunale della Pedemontana, alias Tribunale di Bassano del Grappa, alias Cittadella della Giustizia di via Marinali. Che si tratti di un appuntamento molto importante lo si capisce subito dalla presenza della Facebook Star bassanese Giuseppe Pippo Fraccaro e di un noto editore televisivo locale.

E che appuntamento, Signore e Signori: nientemeno che il presidio-flash mob a sostegno dell’apertura del Tribunale della Pedemontana, dopo una focosa settimana di diatribe politiche sul presidio di giustizia bassanese, la cui istituzione, prevista dal ddl del Governo, è attualmente al vaglio del Parlamento. Vi partecipano sindaci (alcuni dei quali provenienti anche dall’Alta Padovana e dal Trevigiano), rappresentanti delle categorie economiche e avvocati, più qualche esponente della categoria dei “comuni cittadini”. Il contabile del gruppo, il sindaco di Marostica Matteo Mozzo, alla fine quantificherà la presenza di “39 tra sindaci e amministratori pubblici”. Febbre a 39, dunque, col termometro rivolto primariamente – ma non solo – verso Vicenza.

In attesa del sindaco di Bassano del Grappa Nicola Ignazio Finco, che arriverà per ultimo come si conviene alle vere star, la situazione viene gestita dalla capobanda e Gran Maestra di Cerimonie Morena Martini, consigliera regionale leghista in forza al gruppo consiliare Stefani Presidente. È lei che coordina le operazioni preliminari (“Mando io un vigile fuori, così la gente vede che siamo qui”) ed è lei che fa distribuire da un gentile portaborse, pardon portacarte, un manifestino – chiamato “cartello” dalla consigliera regionale – da lei stessa realizzato ad hoc, articolato in 12 punti e intitolato “Tribunale della Pedemontana. Perché istituirlo a Bassano del Grappa.”

In preda all’estasi pedemontana, la Martini impartisce al microfono anche tutte le disposizioni del caso: “I sindaci vestino la fascia. Mostrate bene i cartelli, così vengono ripresi e fotografati. A Roma stanno aspettando queste immagini. E per chi oggi non è presente, ce lo ricorderemo alle prossime elezioni.” “E comunque – sobilla la Martini capopopolo, ricordando la manifestazione per il Tribunale svoltasi nel capoluogo berico – siamo già di più di quelli che erano a Vicenza. Fatevi un applauso!”.

Tra i politici che non mancano all’appuntamento, oltre alla sempiterna consigliera regionale Manuela Lanzarin, non passa inosservata la presenza del capogruppo della Lega in consiglio regionale Riccardo Barbisan, trevigiano. A un certo punto arriva anche l’europarlamentare di Fratelli d’Italia Elena Donazzan, ma fuori tempo massimo, neanche in tempo utile per intrufolarsi nella grande fotona di gruppo finale. 

“Spero sia l’ultima volta – esordisce il sindaco Finco in merito alla mobilitazione –. Siamo stanchi delle promesse.” “Il territorio si è espresso, ha mantenuto sempre alta la bandiera del Tribunale della Pedemontana e oggi noi ci attendiamo da chi ci rappresenta nelle sedi istituzionali romane una risposta chiara”, aggiunge Finco.

“Siamo stanchi dei continui attacchi che riceviamo quasi settimanalmente dal resto della nostra provincia piuttosto che da qualche Ordine del territorio – è un altro passo del suo discorso –. Ognuno difende la propria battaglia e le proprie tessere ma a differenza loro, noi difendiamo i nostri cittadini e le nostre imprese. A differenza loro, la nostra è una battaglia che è partita dal territorio. La loro è una battaglia che è partita dai salotti.”

Il Finco furioso si infervora particolarmente sulle “bugie” riguardanti il “tribunalino”: “Io vorrei sapere quanti tribunali in Italia sotto i 500mila abitanti. E sicuramente sono la gran parte dei tribunali di questo Paese. Allora chi ha il coraggio di continuare a dire che il Tribunale della Pedemontana, che rappresenta 500mila abitanti, è un “tribunalino”, lo invito a predisporre un progetto di legge che preveda la chiusura di tutti i tribunali sotto i 500mila abitanti. E poi vediamo quanti voti questi rappresentanti istituzionali andranno a prendere in certe zone d’Italia.” Applausometro alle stelle.

Il passaggio centrale dell’intervento finchiano è però dedicato ai suoi colleghi con fascia tricolore dei Comuni inseriti nel circondario del Tribunale bassanese che si sono dichiarati contrari al progetto giudiziario pedemontano. “Abbiamo visto qualche primo cittadino che si è adoperato per togliere un servizio a questo territorio, e questa la trovo una cosa folle – sono le sue parole –. Per l’unica volta che lo Stato concede qualcosa al Veneto, l’unico tribunale che verrebbe riaperto nel Nord Italia, ci troviamo una casta di persone che si mettono di traverso.” “E quello che chiedo ai contrari è di confrontarsi almeno con il territorio – incalza il sindaco di Bassano –. Gli Ordini degli Avvocati delle tre province non hanno mai chiesto un incontro col Comitato di Bassano per capire le ragioni. Qualche sindaco che si è dichiarato contrario non ha mai chiesto un incontro con noi per capire le motivazioni.”

“E ricordo ai sindaci che hanno cambiato idea che il progetto è nato grazie alle delibere fatte dai consigli comunali – prosegue SuperFink –. Quindi se qualche Comune o qualche sindaco per motivi personali e professionali vuole rivedere la posizione del proprio Comune, non basta un “no” sui giornali. Lo invito ad andare in consiglio comunale e fare approvare una delibera di consiglio contro il Tribunale della Pedemontana e poi si assumerà la grande responsabilità nei confronti dei propri cittadini e delle proprie imprese.” Applausometro alle stelle bis. Segue la sua frecciata in direzione della Castellana: “Perché è troppo facile, perché magari qualcuno ha la tessera di avvocato e fa parte di qualche Ordine, andare in Tv e dire improvvisamente “io sono contrario al Tribunale della Pedemontana”, come ad esempio la neo sindaco di Castelfranco.” Infine la notizia: “Quello che chiediamo al Parlamento è di decidere una volta per tutte. Ho delle garanzie che entro luglio saremo auditi a Roma in Commissione, quindi speriamo che sia la volta buona.”

Parlando a nome delle categorie economiche, Alessandro Bordignon del Raggruppamento di Bassano di Confindustria Vicenza si dice “scandalizzato dai sindaci contrari, perché il sindaco è eletto dal popolo e deve fare gli interessi dei cittadini, non degli avvocati”. Poi chiede di “sotterrare l’ascia di guerra, inutile per tutti”.

Andrea Nardin Nastro Azzurro, che non è una birra ma è il presidente della Provincia di Vicenza, con fascia azzurra di ordinanza, si presenta “in continuità con la delibera dell’amministrazione provinciale favorevole al Tribunale della Pedemontana, approvata ancora sotto il mio predecessore Achille Variati”. E verso la fine del suo intervento, il presidente della Provincia si trasforma in un’entità extraprovinciale: “Bassano diventa centro, per questa tipologia di servizi, della Pedemontana, che non è semplicemente un nastro di asfalto ma sempre più un fenomeno economico e sociale. Questo deve essere un punto di partenza positivo per far capire come Bassano, la Pedemontana e tutta la Provincia di Vicenza debbano assolutamente avere il rispetto e tutti i servizi che meritano in base a quella che è la realtà economica e sociale che rappresentiamo.”

Mara Bizzotto, senatrice e sottosegretario alle Imprese e al Made in Italy, rassicura, applaudita, gli astanti: “Il Tribunale della Pedemontana si farà. Perché il Governo di centrodestra è stato chiaro con tutti, avendo capito l’importanza di questo nuovo tribunale. No è una battaglia di retroguardia o di orgoglio bassanese. È molto, molto di più.” “È un Tribunale – prosegue testualmente la Bizzotto – che farà funzionare meglio i Tribunali di Vicenza, di Treviso e di Padova. Quando qualcuno si dice contrario alzando la voce, vuol dire che l’obiettivo si sta raggiungendo.” “Non rispondiamo alle provocazioni – conclude la sottosegretaria –, senza dare troppo fiato a chi vuole solo fare rumore per rallentare il tutto.”

Et dulcis in fundo, inevitabilmente, l’intervento di Morena Martini. Ha diretto tutta l’orchestra sin dall’inizio, non poteva non parlare anche lei. “Abbiamo presentato in consiglio regionale un’interpellanza sul Tribunale della Pedemontana – afferma –. Faremo la conta e vedremo chi è favorevole e chi è contrario. Siamo uniti, andiamo avanti senza paura ma facendo sentire in modo chiaro la nostra voce.”

Fine. The End. Dopo l’impegnativa grande fotona di gruppo per consegnare a futura memoria il presidio-flash mob di oggi, si sciolgono le righe. Tra un’intervista e l’altra di giornali e Tv, i convenuti all’appuntamento continuano a conversare piacevolmente in vari capannelli nella “corte” della Cittadella confortati anche dal messaggio, letto qualche minuto prima al microfono dal sindaco Finco, del governatore del Veneto Alberto Stefani che ha espresso il suo “sentimento di vicinanza e sostegno” al progetto giudiziario bassanese.

L’estasi pedemontana, introdotta dalla Martini, ha contagiato davvero tutti. E tutti vissero felici e contenti.

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.