Eh già: c’è chi ciapa carne ogni giorno ma non se ne lamenta, anzi. È il caso di Flavio Battaglia, ex macellaio e ristoratore assolutamente “atipico” rispetto agli standard che conosciamo, titolare e cuoco di una trattoria il cui nome è già tutto un programma: “Gli Abusivi”, in contrada Londa a Oliero di Valstagna, Comune di Valbrenta.
Diciamo subito che il suo locale è altamente sconsigliato ai vegetariani. Qui si viene infatti per mangiare carne alla brace, che è la specialità della casa. E non la “solita bistecchina” ma generose porzioni di fiorentine, costate, filetti, tagliate e quant’altro, da carni acquistate direttamente da allevatori di fiducia (varietà Chianina, Piemontese e “Abusiva”), che in base alla cottura preferita vanno ordinate a peso, a seconda dei gusti e soprattutto della capacità dello stomaco.
Ci troviamo in un piccolo angolo di paradiso dove la Valle del Brenta sembra un po’, per davvero, la Valle dell’Eden: sulla riva del fiume, in uno dei suoi tratti più pittoreschi, di fianco alla pista ciclopedonale in destra Brenta e con una veduta spettacolare sul Massiccio del Grappa. Mentre aspetto Flavio sul suo terrazzo esterno per intervistarlo, passano sulla pista sottostante alcuni cicloturisti in direzione di Trento mentre, in direzione opposta, due gommoni di rafting solcano in discesa le acque del fiume che proprio qui regala ai rafter un passaggio con le rapide. Valbrenta allo stato puro. Non è l’unico punto in cui la Valle si apre a visioni del genere, sparse un po’ ovunque, ma anche qui se ne respira in presa diretta l’atmosfera più autentica, sospesa tra paesaggio, natura e sport all’aria aperta.
Il regno di Flavio è la sua postazione alla brace all’interno della trattoria, dove ogni sera cucina dai 25 a 30 chili di carne “stando scarsi”. L’estate è la stagione di massima frequentazione del locale, con una clientela che arriva da un raggio di una cinquantina di chilometri e anche più: dal Trentino, da Padova, da Vicenza, da Thiene, persino da Bologna e dalla Toscana. “Siamo internazionali”, scherza Battaglia. Ma neanche troppo, visto che grazie agli sport praticati in zona – cicloturismo e volo libero – si presentano anche clienti tedeschi e olandesi.
Nulla sarebbe tuttavia possibile, nell’attività de “Gli Abusivi”, senza il supporto quotidiano di Michela, la moglie di Flavio, che è la vera ed assoluta regina dell’organizzazione del locale. E mentre io e Flavio chiacchieriamo per questo articolo, sulla terrazza esterna e panoramica, dobbiamo fare anche presto perché sono quasi le sei del pomeriggio e Michela sta già preparando e apparecchiando i tavoli per la sera.
Mi piace raccontare la storia di Flavio Battaglia perché è l’insolita vicenda di un Self Made Man, in tutti i sensi, della cucina del territorio. Con un percorso del tutto fuori dagli schemi consueti. Lui prima faceva il macellaio e ha lavorato per 14 anni alla Macelleria Dal Monte che si trovava in piazza Garibaldi a Bassano. Tuttavia, da quando era un bocia e cioè da quando aveva 14-15 anni di età (oggi ne ha 49), ha sempre avuto la passione di fare le grigliate di carne. Conquistando proprio per questo una sempre crescente popolarità tra i suoi coetanei. E trasformando negli anni la sua casa di Oliero Londa, dove oggi è ubicata anche la trattoria, in una sede molto frequentata di grigliate tra amici.
“Questo locale si chiama “Gli Abusivi” – mi racconta e mi conferma Flavio – perché inizialmente ho cominciato con gli amici, con cui ci si trovava alla domenica a grigliate. Qui d’estate, sul lungobrenta, il posto era bello. E allora dai: invita un amico, invita due, e via così. Poi un amico mi ha chiesto “posso portare altri amici?”. Ma sì, certo, amici portano amici e ci siamo trovati così. Poi qualcuno ha cominciato a dire: “ma quand’è che andiamo a mangiare su da quel tuo amico, sul lungobrenta, quello “abusivo”? È così che mi chiamavano.”
Morale della tavola: alle grigliate “abusive” di casa Battaglia partecipavano in media dalla decina e fino alla trentina di persone. A un certo punto Flavio il grigliatore ha fondato un club dove a volte confluivano anche una cinquantina di persone fino a quando, dopo circa un anno, la sua incessante passione per le feste gastronomiche è finita alla cortese attenzione…della Guardia di Finanza. “Giustamente la Finanza ci è venuta a controllare – riconosce il titolare –. E allora ho fatto di necessità virtù. Ho chiuso il club, nel 2015 ho aperto la trattoria e ho pensato: “perché non chiamarla “Gli Abusivi”, a questo punto?” E così ho fatto.”
Ma cosa vuol dire fare oggi il ristoratore in Valle? “Fare il ristoratore in Valle non è semplice – risponde Flavio – perché non siamo in una città e dobbiamo un po’ “catturare” la curiosità e l’attenzione delle persone. Dopo, quando le persone arrivano qua si accorgono della natura, della tranquillità, di tutto quello che c’è nella Valle. E allora, dopo tornano.”
La trattoria, come ho già scritto, si trova in un piccolo angolo di paradiso. Ma l’ex macellaio diventato cuoco e gestore di un locale se ne rende conto oppure a forza di cucinare carne non se ne accorge? “No, no – ribatte di getto –. Ogni mattina quando ci alziamo e ogni sera ce ne rendiamo conto, perché questo ambiente proprio ti ricarica, ti rilassa, stacchi la testa dai problemi della mente. È un posto che è inimmaginabile.”
In conclusione, gli basta così oppure gli piacerebbe che la Valle del Brenta offrisse ancora qualcosa in più? “In Vallata c’è già tanto – afferma il guru valligiano della carne alla brace –. Non c’è nulla di cui ci si può lamentare e siamo anche fortunati, sotto certi aspetti, perché il turismo c’è, l’affluenza c’è e anzi negli ultimi anni è anche aumentata. La pista ciclabile aiuta tanto, perché è comoda e perché hai una valvola di libertà lungo il Brenta. Questa zona è riconosciuta, proprio perché si è tornati molto di più a stare a contatto con la natura. Si sta bene, qua a Valstagna.”
Così parlò Flavio Battaglia, ex macellaio e ormai da più di una decina d’anni anche ex “abusivo”, testimone sincero della bellezza della sua Valle e ristoratore sempre contento de ciapar carne, per cucinarla e farla gustare agli altri.

