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La giustizia della polenta

Il sindaco di Marostica Matteo Mozzo: “Tribunale della Pedemontana: basta contrapposizioni territoriali. Se, alla fine di questa vicenda, non dovessimo ottenere né la riapertura del Tribunale di Bassano né il potenziamento del Tribunale di Vicenza, avremmo perso tutti”.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Lug 6, 2026

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Foto: archivio Seven Magazine

Eccola qua: la giustizia della polenta. E non perché la giustizia italiana, per i suoi tempi, troppo spesso è “un po’ lenta”, anzi lentissima. Ma perché, sul tema dei presidi di giustizia nel territorio, finiremmo per dare ragione a chi continua a dipingere i veneti come i “polentoni”. Ovvero quelli che sono “bravi a lavorare e a produrre ricchezza, ma incapaci di fare squadra quando c’è da difendere insieme gli interessi del territorio e conquistare servizi migliori per le nostre comunità”.

È quanto sostiene, affidando il suo pensiero ad un comunicato stampa trasmesso in redazione, il sindaco di Marostica Matteo Mozzo. Il quale, inserendosi nella perdurante querelle tra Bassano e Vicenza sulla questione del Tribunale, propone una “terza via”. E cioè e per l’appunto quella di “fare squadra” per sostenere le ragioni di entrambe le parti. E tutto questo perché, come rileva Mozzo, “se, alla fine di questa vicenda, non dovessimo ottenere né la riapertura del Tribunale di Bassano né il potenziamento del Tribunale di Vicenza, avremmo perso tutti”.

La proposta di Mozzo è certamente originale, rispetto a tutto lo “storico” della vicenda, ma non è casuale. Marostica è infatti un Comune limitrofo a Bassano del Grappa ma non è propriamente un Comune “del Bassanese”, come insegna la tradizione del campanilismo locale. Ed è sicuramente un Comune molto più “vicentino” rispetto alla Repubblica Indipendente di Bassano.

Da qui l’appello del sindaco della Città degli Scacchi ad “uscire dalla logica delle contrapposizioni territoriali” sul tema del Tribunale. Come dal testo che segue.

COMUNICATO

TRIBUNALE DELLA PEDEMONTANA: BASTA CONTRAPPOSIZIONI TERRITORIALI

Sul futuro del Tribunale della Pedemontana credo sia necessario uscire dalla logica delle contrapposizioni territoriali. In questi giorni sto leggendo prese di posizione, appelli e dichiarazioni che sembrano voler trasformare una questione di organizzazione della giustizia in una sfida tra Bassano e Vicenza.  

È una strada che non condivido e che, soprattutto, non porta alcun beneficio ai cittadini. La politica dovrebbe avere il coraggio di guardare oltre il proprio campanile. Se un territorio cresce, produce ricchezza, attrae imprese e vede aumentare la popolazione, è naturale chiedere che anche i servizi pubblici evolvano di conseguenza.  La riapertura del Tribunale di Bassano va letta in questa prospettiva: non come uno “scippo” a qualcuno, ma come una risposta all’evoluzione della Pedemontana. Allo stesso tempo, sarebbe un grave errore pensare che il rafforzamento di Bassano debba avvenire a discapito del Tribunale di Vicenza.  Al contrario, Vicenza ha bisogno di ulteriori risorse, di personale e di investimenti per continuare a svolgere al meglio il proprio ruolo. Le due esigenze possono convivere e la politica ha il dovere di trovare le soluzioni perché ciò avvenga.

Quello che mi colpisce è un altro aspetto. In troppe occasioni, nel Nord Italia, finiamo per dividerci tra territori vicini invece di presentarci uniti quando chiediamo allo Stato servizi migliori. In altre parti del Paese accade spesso il contrario: sindaci, amministratori e rappresentanti istituzionali fanno fronte comune per ottenere nuove infrastrutture, nuovi uffici e maggiori investimenti.

È un atteggiamento che dovremmo imparare anche noi, mettendo al centro l’interesse delle comunità e non quello dei singoli campanili.

Per questo rivolgo un appello a tutti: abbassiamo i toni e lavoriamo insieme. Perché il rischio è che questa sterile contrapposizione finisca per bloccare tutto. E sarebbe il risultato peggiore possibile. Se, alla fine di questa vicenda, non dovessimo ottenere né la riapertura del Tribunale di Bassano né il potenziamento del Tribunale di Vicenza, avremmo perso tutti. Avremmo dimostrato di non essere stati capaci di fare squadra nemmeno su un tema fondamentale come la giustizia e i servizi ai cittadini.

E, con un pizzico di amara ironia, finiremmo per dare ragione a chi continua a dipingerci come i “polentoni”: bravi a lavorare e a produrre ricchezza, ma incapaci di fare squadra quando c’è da difendere insieme gli interessi del territorio e conquistare servizi migliori per le nostre comunità. Io, invece, credo che il Veneto meriti di più. Meriti una politica che sappia unire, non dividere.  Che sappia rivendicare con forza ciò che serve ai propri cittadini senza trasformare ogni scelta in una guerra tra territori confinanti. Perché i cittadini non ci chiedono chi vince tra Bassano e Vicenza. Ci chiedono una giustizia più efficiente, servizi migliori e istituzioni capaci di fare squadra quando è in gioco l’interesse del territorio.

Matteo Mozzo sindaco di Marostica

 

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.