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Codice a sbarre

L’eterno problema della viabilità di Rosà: i passaggi a livello. Il gruppo di minoranza Riparte Rosà richiama l’amministrazione: “Cittadini ancora in coda dopo cinque anni di tavolo tecnico”.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Lug 16, 2026

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Fila di auto in attesa al passaggio a livello di via Garibaldi

Dice il saggio, e non da oggi: tutte le strade portano a Rosà. Un’impresa non da poco per chi si trova al volante, considerando l’eterno problema del semaforo lungo la Statale, all’incrocio del municipio, che nelle ore di punta genera code infinite soprattutto provenendo da Bassano e che è rimasto a tutt’oggi irrisolto, nonostante le varie bretelle est e bretelle ovest proposte negli anni e mai realizzate.

Ma c’è un altro problema, altrettanto eterno, che affligge la viabilità rosatese: quello dei passaggi a livello. A Rosà passa infatti in linea retta la linea ferroviaria Padova-Bassano del Grappa che interseca vari punti del territorio comunale. Per diversi minuti del giorno, che sommati tutti insieme diventano ore, Rosà si trova quindi divisa in due e la formazione di code di attesa è inevitabile. Insomma: la viabilità del Comune è un vero e proprio codice a sbarre. 

Nel 2021 è stato istituito un tavolo tecnico tra Comune di Rosà, Regione Veneto e RFI per cercare di trovare qualche soluzione. Ma dopo cinque anni “i cittadini continuano a convivere con gli stessi problemi segnalati da anni” e “sono ancora in coda”. È quanto lamenta il gruppo consiliare di minoranza Riparte Rosà, che tramite un comunicato stampa trasmesso in redazione dalla consigliera Giulia Vanin chiede all’amministrazione Mezzalira quali siano i “risultati concreti prodotti dal tavolo tecnico”, quali “sono state le opere progettate” e quali sono “i tempi previsti per la realizzazione di soluzioni alternative”. Come dal testo che segue. 

COMUNICATO

Passaggi a livello: cittadini ancora in coda dopo cinque anni di tavolo tecnico 

Da decenni il problema del traffico e dei passaggi a livello della linea ferroviaria Padova–Bassano del Grappa è al centro del dibattito pubblico a Rosà.

Nel 2021 è stato avviato un percorso istituzionale che coinvolge Comune di Rosà, Regione Veneto e RFI per individuare soluzioni concrete ai problemi di viabilità causati anche dalla presenza della linea ferroviaria e dei numerosi passaggi a livello che attraversano il territorio comunale.

Fra gli obiettivi dichiarati c’era quello di migliorare la permeabilità tra la parte est e la parte ovest del paese e ridurre i disagi causati dalle frequenti chiusure delle sbarre. Ancora oggi, la chiusura dei passaggi a livello determina complessivamente diverse ore di interruzione della circolazione nell’arco della giornata, con pesanti ripercussioni sugli spostamenti dei cittadini.

A distanza di cinque anni è legittimo chiedersi quali risultati abbia prodotto quel percorso.

Ad oggi, infatti, l’unico intervento concretamente realizzato è stato la soppressione del passaggio a livello tra via Villa e via San Marco, avvenuta nel 2022. Una scelta che non ha risolto il problema generale della viabilità e che, anzi, ha interrotto un collegamento diretto tra due parti del territorio comunale. Da allora residenti, pedoni, ciclisti e mezzi agricoli sono costretti a percorsi più lunghi per attraversare la linea ferroviaria, con la necessità di utilizzare anche tratti stradali stretti e poco adatti alla mobilità dolce, come via Campagnola.

Per il resto, i cittadini continuano a convivere con gli stessi problemi segnalati da anni: lunghe attese ai passaggi a livello, traffico congestionato e difficoltà negli spostamenti tra le diverse zone del paese.

In questo periodo estivo, la situazione diventa ancora più critica: le lunghe attese ai passaggi a livello, che possono arrivare anche a 15–20 minuti, si svolgono spesso sotto il sole e con temperature elevate, creando disagi significativi soprattutto per le persone anziane, i bambini e i cittadini più fragili. Non si tratta più soltanto di un problema di viabilità, ma di una vera e propria questione di salute pubblica.

A peggiorare il quadro, l’installazione recente di nuove sbarre integrali impedisce qualsiasi transito a pedoni e ciclisti durante la chiusura. Se da un lato questa misura è fondamentale per garantire la massima sicurezza ed evitare attraversamenti imprudenti, dall’altro costringe i soggetti più vulnerabili a soste forzate e prolungate sotto la calura, obbligandoli a cercare ripari di fortuna o, nei casi peggiori, a rinunciare ai propri spostamenti.

La domanda che poniamo all’Amministrazione è semplice: quali risultati concreti ha prodotto il tavolo tecnico avviato con Regione Veneto e RFI? Quali opere sono state progettate? Quali finanziamenti sono stati richiesti? Quali sono i tempi previsti per la realizzazione di soluzioni alternative?

Dopo anni di annunci e dichiarazioni di intenti, i cittadini hanno il diritto di conoscere lo stato reale del percorso avviato e di sapere se esiste una strategia concreta per risolvere una delle principali criticità della viabilità comunale.

Rosà non ha bisogno di nuove promesse. Ha bisogno di risultati, tempi certi e risposte concrete. 

Gruppo Consiliare Riparte Rosà

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.