Diciamolo subito: che l’Associazione Nazionale Magistrati sia fortemente contraria all’istituzione di nuovi tribunali e in particolare di quello di Bassano del Grappa, per varie motivazioni e non certo da oggi, è ampiamente risaputo. Oltretutto, l’Anm continua a chiamarli “piccoli tribunali”. Un termine meno ironico di “tribunalini” ma il significato è lo stesso. La qual cosa fa inviperire i sostenitori del tribunale bassanese ovvero pedemontano, portatori della consolidata retorica – che in base alle notizie più recenti andrebbe tuttavia aggiornata in difetto – del circondario giudiziario “con 72 Comuni e oltre 500 mila abitanti”.
Lacuna istruttoria del disegno di legge del Governo in merito agli organici, profili di incongruenza territoriale, effetti negativi sugli equilibri organizzativi degli uffici giudiziari già esistenti, indefinitezza della dotazione organica dei nuovi tribunali, insostenibilità economica dell’operazione. Sono alcune delle ragioni della contrarietà dell’Anm riguardo all’istituzione di nuovi tribunali e segnatamente alla rinascita dell’ottavo tribunale del Veneto, come espresso dall’Anm medesima all’audizione dello scorso 9 giugno in Commissione Giustizia alla Camera sulle disposizioni in materia di circoscrizioni giudiziarie. Ma adesso anche un’importante notizia di cronaca porta acqua al mulino degli oppositori togati del presidio di giustizia Made in Bassano.
Nelle prime ore di oggi, attorno alle 6, si è verificato un crollo al Palazzo di Giustizia di Bolzano. Come riferisce il Corpo Permanente dei Vigili del Fuoco di Bolzano, una parte dell’area interna dell’edificio è crollata, per cause ancora in fase di accertamento, trascinando con sé ingenti quantità di muratura e altri elementi strutturali. Le macerie si sono riversate nell’area dell’ingresso principale e sulla scalinata del palazzo.
Al momento del grave cedimento strutturale, che è partito da un’area interessata da lavori di ristrutturazione, erano presenti solo tre operatori di un’impresa di pulizia, uno dei quali è rimasto lievemente ferito dai detriti. Ma possiamo immaginare che cosa sarebbe potuto succedere se il crollo fosse avvenuto nell’orario di lavoro degli uffici e delle aule giudiziarie. La Procura di Bolzano ha aperto un fascicolo d’inchiesta contro ignoti per l’ipotesi di reato di crollo colposo di costruzione. Per tutto il resto e per tutti gli sviluppi dell’accaduto, vi lascio ai resoconti delle testate giornalistiche online del Trentino Alto Adige e nazionali che in queste ore stanno pubblicando aggiornamenti continui.
Ne scrivo qui su Seven Magazine perché, come ho anticipato prima, il crollo di un’intera porzione del Tribunale di Bolzano ha dato modo all’Associazione Nazionale Magistrati di commentare la notizia collegandola ai “movimenti in corso” nel campo della revisione della geografia giudiziaria.
Tramite un comunicato stampa diffuso alle redazioni (intitolato “Il crollo del Tribunale di Bolzano ennesimo allarme: è a rischio l’incolumità dei lavoratori della giustizia”), la Giunta Esecutiva Centrale dell’Anm esprime innanzitutto “profonda preoccupazione” per quanto è successo. “Solo l’orario in cui si è verificato il cedimento, le 6 del mattino – osserva la nota –, ha impedito che le conseguenze fossero ben più gravi. La nostra vicinanza va al personale del Tribunale e alle maestranze impegnate nel cantiere.”
“Quanto accaduto a Bolzano questa mattina non può essere considerato un episodio isolato – prosegue il comunicato –. È l’ennesimo allarme sul drammatico stato in cui versa l’edilizia giudiziaria italiana. Troppi palazzi di giustizia presentano da anni gravi criticità strutturali che mettono a rischio la sicurezza di magistrati, personale amministrativo, avvocati e cittadini.” “Denunciamo con fermezza da tempo questa situazione – continua il testo –, per questo abbiamo consegnato al Governo un dossier fotografico con oltre 500 immagini che documentano le condizioni di degrado di numerosi uffici giudiziari. Quel dossier non può più restare senza risposta come finora accaduto.”
Ed ecco il passaggio del comunicato stampa che più ci interessa:
“È incomprensibile che si continui a discutere dell’apertura o della riapertura di piccoli tribunali quando lo Stato non è ancora in grado di garantire condizioni di sicurezza e dignità negli uffici giudiziari già esistenti – dichiara l’Anm –. Le priorità devono essere chiare: prima si mettano in sicurezza le strutture in cui ogni giorno si amministra la giustizia, destinando risorse immediate e adeguate all’edilizia giudiziaria. Ogni scelta diversa rappresenta una grave inversione delle priorità.”
Questo, egregi lettori, è quanto. Nella nota stampa dell’associazione di rappresentanza dei magistrati italiani il nome di Bassano del Grappa non viene fatto, ma il riferimento (“dell’apertura o della riapertura”) è quanto mai esplicito.

