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La grande freddezza

Disegno di legge sui nuovi tribunali: audita oggi dalla Commissione Giustizia della Camera la delegazione pro Tribunale di Bassano del Grappa con l’avv. Francesco Savio, l’ex procuratore della Repubblica Carmelo Ruberto e il sindaco Nicola Finco. Ma dalle domande degli onorevoli commissari emergono più contestazioni che non richieste di approfondimento.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Lug 23, 2026

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L’audizione del sindaco Nicola Finco, collegato dal municipio di Bassano (fermo-immagine dalla diretta streaming su camera.it)

Breaking News: a Roma il progetto del nuovo Tribunale di Bassano del Grappa, per quanto la sua istituzione sia prevista dal disegno di legge del Governo ora all’esame della Camera dei Deputati, non è un terreno in discesa dove tutti sono pronti ad accoglierlo a braccia aperte.

Ne abbiamo conferma all’audizione informale della Commissione Giustizia della Camera che nel primo pomeriggio, proseguendo il fitto calendario di audizioni sul ddl governativo da convertire in legge, ascolta una delegazione di rappresentanti pro Tribunale della Pedemontana, collegati a distanza. Sono chiamati a parlare nell’ordine – uno alla volta e con 7 minuti a disposizione ciascuno – l’avv. Francesco Savio, referente del Comitato per il nuovo Tribunale di Bassano del Grappa; il dott. Carmelo Ruberto, già procuratore capo della Procura della Repubblica di Bassano del Grappa e il sindaco Nicola Finco.

Come tutti gli eventi e le riunioni a Montecitorio, l’incontro della Commissione viene trasmesso in diretta streaming sul canale web tv del sito della Camera: e questo non me lo perdo proprio, dotandomi di un’opportuna riserva di pop corn.

All’audizione “bassanese” nella capitale non interviene certamente una moltitudine di onorevoli commissari: sono presenti in Commissione appena quattro deputati. Oltre al presidente della Commissione on. Ciro Maschio, veronese, di Fratelli d’Italia, già noto alle nostre cronache, sono della partita l’on. Antonio D’Alessio, salernitano, di Azione; l’on. Erik Pretto, vicentino e in quanto tale ugualmente noto alla mia tastiera, già della Lega e ora di Forza Italia e l’on. Rachele Scarpa, trevigiana, del Partito Democratico, quest’ultima pure collegata a distanza come i relatori in videoconferenza: Savio e Finco dalla sala Ferracina del municipio di Bassano e l’ex procuratore Ruberto in look informale dalla sua casa di vacanza (“Scusatemi per come sono vestito, ho saputo soltanto ieri di questa audizione”).

Non starò qui ad elencare tutte le argomentazioni addotte a favore del Tribunale di Bassano, alias della Pedemontana, da parte dei tre relatori. Sono tutte cose a noi note e che scrivo da anni, occupandomi da sempre di questa interminabile vicenda. Ma un minimo sindacale di riassunto ci vuole.

L’avv. Francesco Savio, affiancato da alcuni colleghi avvocati del Comitato, illustra i contenuti dell’ormai datato studio “Il Tribunale della Pedemontana Veneta” che analizza le caratteristiche del territorio interprovinciale interessato dal progetto giudiziario e che a suo dire “ha anticipato il disegno di legge del Governo”. “Il vantaggio non è solo per il territorio – afferma Savio – ma per la giustizia regionale nel suo complesso, coi Tribunali di Vicenza, Padova e Treviso che vedranno ridotti i loro circondari e ridurranno quindi anche il contenzioso.” “Il ministro Nordio – sono ancora le sue parole – ci ha detto che il Tribunale di Bassano aprirà nel 2028. Perché raggiunga il pieno organico ci vorranno altri tre-cinque anni. In questo periodo i tribunali di Vicenza, Padova e Treviso avranno quindi un surplus di magistrati e di personale amministrativo e potranno ridurre se non eliminare il contenzioso.”

Il dott. Carmelo Ruberto, sulla base dei suoi ricordi bassanesi, punta invece sulla disponibilità delle strutture già esistenti per il servizio giustizia, compreso l’edifico del tribunale nuovo “consegnato dal Ministero il 10 settembre 2013, tre giorni prima che il Tribunale di Bassano venisse soppresso”. Ruberto dissente dalla posizione contraria dell’Anm, rimarca che esiste anche la volontaria giurisdizione “con persone anziane costrette ad andare a Vicenza da Asiago” e dichiara che “i cittadini hanno diritto a un servizio giustizia più prossimo alle loro esigenze”.

Infine il sindaco Nicola Finco – affiancato dai suoi colleghi di Marostica Matteo Mozzo, di Solagna Stefano Bertoncello e di Cassola Giannantonio Stangherlin – ribadisce i concetti già da lui espressi alla recente manifestazione e flash mob pro Tribunale della Pedemontana svoltasi alla Cittadella della Giustizi di via Marinali, che a noi sono perfettamente noti ma magari, e anzi togliendo anche il “magari”, a Roma no.

Il dato giornalisticamente più interessante dell’audizione informale è però costituito dalle domande che al termine di ciascuno dei tre interventi vengono poste agli “auditi” dai tre onorevoli della Commissione, dalle quali emergono più contestazioni, o quesiti su aspetti ritenuti negativi, che non richieste di approfondimento.

Particolarmente severo con la controparte bassanese è l’on. Antonio D’Alessio, anch’egli avvocato. Il deputato campano puntualizza: “La politica deve assumersi la responsabilità di bilanciare. La coperta è corta e c’è un interesse diffuso alla riapertura dei tribunali anche in altre zone.” D’Alessio non lo afferma a caso: è infatti un dichiarato sostenitore della riapertura del Tribunale di Sala Consilina, in provincia di Salerno, pure soppresso nel 2013. 

Al suo collega di professione Francesco Savio, il parlamentare salernitano ricorda i pareri negativi sul Tribunale di Bassano degli Ordini degli Avvocati di Vicenza, Padova e Treviso e quindi incalza: “L’opinione degli Ordini è più qualificata rispetto al parere di un rispettabilissimo Comitato.” “Il consiglio dell’Ordine – gli replica Savio – applica la legge professionale per la regolamentazione del comportamento dei propri iscritti. Per tutto quello che è fuori dalla sua competenza, non può pronunciarsi a nome di tutti i suoi iscritti senza aver convocato un’assemblea per chiedere un parere. Dei tre Ordini, nessuno ha convocato un’assemblea straordinaria sul tema delle sedi di giustizia e sulla loro opinione io ho forti perplessità.” Caspita: i due Avv del Sud e del Nord non se le risparmiano e il clima generale dell’audizione non è certamente idilliaco, per usare un eufemismo. 

L’on. Erik Pretto chiede per due volte – la prima a Savio, la seconda al sindaco Finco – che cosa ne pensino della presa di posizione dei dodici sindaci dell’Alto Vicentino che hanno chiesto di essere esclusi dalla circoscrizione del Tribunale di Bassano e che “saranno auditi da questa Commissione”. L’avv. Savio, replicando una serie di altre cose, svicola la risposta sui sindaci. Finco invece risponde: “Posso capire la loro posizione. Ma l’adesione al progetto del Tribunale della Pedemontana è passata attraverso le delibere dei consigli comunali. Se qualcuno vuole andarsene, ritorni in consiglio comunale e faccia votare una nuova delibera.”

La deputata del Pd Rachele Scarpa pone alcune domande tecniche. Degna di nota la risposta dell’ex procuratore Ruberto quando l’esponente dem gli chiede come sia possibile garantire a Bassano la specializzazione dei magistrati, requisito necessario per la giustizia di oggi. “Noi in Procura a Bassano eravamo in quattro – replica il dott. Ruberto –. Abbiamo fatto una ripartizione di compiti per aree tematiche, compreso il Codice Rosso. Un collega si occupava specificamente dei reati finanziari, particolarmente rilevanti per la zona del Bassanese.” Come dire: se lo abbiamo fatto allora, si può fare anche adesso.

Potrei continuare ancora con gli argomenti dibattuti in Commissione, tra cui l’eterna vexata quaestio degli organici, affrontata a più riprese, ma vedo che ho scritto già abbastanza e penso che possa bastare, non prima però di alcune considerazioni finali.

L’impressione che traggo dall’audizione è quella di una grande freddezza (altro che grande bellezza) della controparte romana, acuita dal vuoto cosmico della sala della Commissione. È pacifico che i commissari debbano rapportarsi agli “auditi” con l’opportuno distacco. Ma rispetto al clima caliente, soprattutto politico, che contraddistingue il confronto sui tribunali nel nostro territorio, sembra di essere in Siberia.

Ciò non significa che alla fine, con il voto della Camera, il Tribunale di Bassano del Grappa non avrà la sua legge di permesso alla resurrezione, prima che tutto l’iter passi al Senato. Eppure – e mi tocca, eccezionalmente, concludere con due frasi fatte –, se il buongiorno si vede dal mattino, non saranno rose e fiori.

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.