Capire tu non puoi, tu chiamale se vuoi mozioni. Ma le mozioni non sono degli atti consiliari qualsiasi. Se approvate, impegnano l’amministrazione in carica ad eseguire quanto da esse stabilito.
Nel nostro caso, l’amministrazione in carica è quella della giunta regionale del Veneto, presieduta da Alberto Stefani. Alla quale è indirizzata una mozione protocollata ieri, giovedì 20 agosto, dai consiglieri regionali del Partito Democratico Chiara Luisetto e Paolo Galeano (primi firmatari) e dai loro colleghi di gruppo consiliare Maria Bigon, Monica Sambo e Gianpaolo Trevisi.
Oggetto della mozione: “La giunta regionale si faccia parte attiva per accogliere le richieste di famiglie, studenti, docenti ed enti locali, e garantire la continuità del percorso scolastico dell’Istituto Alberghiero Maffioli nel territorio pedemontano.”
Già, siamo sempre là. Rimasta “dormiente” per circa un anno, la questione dei destini della sede del Maffioli nella Pedemontana del Grappa è riapparsa nuovamente agli onori delle cronache. E altrimenti non potrebbe essere, vista la rilevanza dell’argomento che interessa centinaia di famiglie, tra cui anche non poche famiglie del Bassanese.
L’atto consiliare di Luisetto & Friends è un perfetto compendio sintetico degli ultimi sviluppi della vicenda. Potrebbe essere usato come vademecum per chi volesse farsi velocemente una cultura su quello che è accaduto.
Il testo della mozione parte col rilevare che “la sede di Villa Fietta dell’I.P.S.S.E.O.A. “Giuseppe Maffioli”, a Pieve del Grappa, rappresenta un importante polo di formazione nel settore alberghiero, oltre a costituire un presidio educativo e culturale per l’Alto Trevigiano e il Bassanese” e che “presso tale sede, al momento della sospensione del codice meccanografico in ingresso, risultavano iscritti 130 studenti, di cui 18 con disabilità certificata”.
Poi la svolta di tutta la storia: “In data 3 dicembre 2024, durante un incontro tra Ufficio scolastico provinciale, Comune e Istituto scolastico, è stata decisa la chiusura della sede dal settembre 2025, senza consultare studenti, famiglie o personale, i quali hanno appreso la notizia solo attraverso gli organi di stampa, in un quadro che appariva privo di soluzioni alternative.”
Come è noto (e questo è un passaggio che aggiungo io), la sede del Maffioli di Villa Fietta ha poi usufruito di un ulteriore anno scolastico di “sopravvivenza”, finito il quale è stata definitivamente chiusa. E per l’Alberghiero Villa Fietta non è neanche più disponibile, visti i nuovi progetti messi in atto per il complesso di Fietta di Paderno del Grappa, in Comune di Pieve del Grappa, dalla proprietà degli Istituti Filippin.
“Gli studenti riconducibili al bacino della Pedemontana – evidenzia la mozione – sarebbero stati complessivamente 242 afferenti alla sede di Pieve del Grappa; gli studenti residenti nei Comuni dell’area Pedemontana che risultavano iscritti presso le sedi di Castelfranco Veneto e Montebelluna, sono circa 112.”
Ergo: “Tale dato evidenzia l’esistenza di un bacino potenziale di utenza significativo per una sede scolastica nell’area pedemontana, sensibilmente superiore, in termini numerici, a quelli iscritti presso la sede di Montebelluna”, visto oltretutto che “negli ultimi anni la diminuzione della popolazione scolastica nelle sedi di Castelfranco e Montebelluna è stata pari al 27,55 per cento, mentre presso la sede di Villa Fietta si è attestata al 16,13 per cento”.
I firmatari del documento rilevano che “a difesa dell’Istituto “Giuseppe Maffioli” si sono mobilitati genitori, docenti e studenti, organizzando numerose iniziative, tra cui incontri con le istituzioni, manifestazioni pubbliche e petizioni, tra cui una raccolta firme ha raggiunto un totale di ben 4500 adesioni”.
“In data 13 gennaio 2025 – prosegue il testo – i Sindaci dei Comuni di Bassano del Grappa, Cartigliano, Cassola, Colceresa, Marostica, Mussolente, Nove, Pove del Grappa, Romano d’Ezzelino, Rosà, Solagna, Tezze sul Brenta, Pianezze hanno espresso, con un documento ufficiale, il loro sostegno alla necessità di garantire la continuità del percorso scolastico chiedendo il mantenimento della sede o, in alternativa, l’individuazione di una struttura provvisoria idonea. Nel medesimo documento è stata inoltre sottolineata la necessità di tutelare l’inclusione scolastica degli studenti con disabilità, per i quali l’allungamento degli spostamenti quotidiani comporterebbe ulteriori e rilevanti difficoltà.”
E non è tutto: “Il Consiglio direttivo dell’IPA Terre di Asolo e Montegrappa, in data 15 gennaio 2025, ha a sua volta riconosciuto il valore socio-economico dell’istituto alberghiero, anche alla luce della forte vocazione turistica del territorio, proponendo soluzioni condivise con la Provincia e la Regione per evitarne l’immediata chiusura.”
A questo punto la mozione passa al dunque, rimarcando che il gruppo spontaneo composto da liberi cittadini, studenti e famiglie, costituitosi a difesa della sede scolastica, “ha individuato, come possibile alternativa alla sede di Villa Fetta, l’ex scuola media di Possagno, che potrebbe consentire di ospitare l’istituto con costi stimati di gran lunga inferiori rispetto a quelli attualmente sostenuti per Villa Fietta, riducendosi da circa 175 mila euro a soli 25 mila annui”. E che “il Sindaco del Comune di Possagno si è espresso favorevolmente evidenziando come l’ex scuola media sia uno stabile di recentissima ristrutturazione, dotato di un ampio parcheggio, collocato nei pressi del Tempio del Canova e servito dal trasporto pubblico locale scolastico”.
Luisetto, Galeano & C. osservano che la mancanza di una sede del Maffioli in zona “rischierebbe di determinare un significativo impoverimento dell’offerta scolastica e formativa della Pedemontana e del tessuto sociale, culturale ed economico del territorio”. Rilevano inoltre che “la presenza di un istituto alberghiero nell’area assume particolare rilevanza anche in relazione alla vocazione turistica e agroalimentare della Pedemontana del Grappa e alla conseguente domanda di competenze professionali qualificate nei settori dell’accoglienza e della ristorazione”.
“In assenza di una sede nel territorio – ammonisce la mozione –, gli studenti sarebbero costretti a raggiungere gli istituti di Montebelluna o Castelfranco Veneto, situati a distanze superiori ai 25 chilometri per una parte significativa del bacino interessato, con conseguenti maggiori costi e disagi negli spostamenti quotidiani.” Col conseguente rischio di “incentivare la dispersione scolastica in particolare per gli studenti con disabilità, privando gli stessi delle abilità ed autonomie raggiunte in questi anni e rendendo eccessivamente gravosa ed onerosa la gestione dei trasporti per le loro famiglie”.
Morale della favola: tutto ciò premesso e considerato, la mozione – se approvata – impegnerà la giunta regionale “a farsi tramite con la Provincia di Treviso, l’Ufficio scolastico competente, gli enti locali e l’Istituto scolastico, affinché sia garantita la permanenza dell’offerta formativa d’Istruzione professionale statale, ad indirizzo turistico-alberghiero, sostenendo il mantenimento di una sede nella Pedemontana del Grappa e valutando le soluzioni già avanzate dagli enti locali e dal Comitato di studenti e famiglie, o comunque attraverso un percorso di confronto e concertazione con tutti i soggetti interessati”.
“Non possiamo permettere che l’Istituto Alberghiero della Pedemontana venga smantellato nel silenzio, e questo fatto che già dallo scorso anno stiamo seguendo, va del tutto scongiurato – commentano Chiara Luisetto e Paolo Galeano in un comunicato stampa trasmesso in redazione –. Per questo motivo abbiamo depositato una mozione in consiglio regionale per chiedere alla giunta di attivarsi immediatamente e garantire la continuità didattica della scuola.”
“Le soluzioni per evitare la chiusura esistono e sono sul tavolo – proseguono i consiglieri dem –. Le famiglie e i cittadini hanno individuato l’ex scuola media di Possagno, una struttura di recente ristrutturazione e servita dai trasporti.”
“Questa opzione – concludono – consentirebbe di abbattere drasticamente i costi: con la nostra mozione chiediamo che la Regione si faccia tramite con Provincia e Ufficio scolastico per valutare questa soluzione e aprire un vero tavolo di concertazione. Quando una comunità intera si mobilita portando soluzioni, la Regione ha il dovere di ascoltare e dare risposte.”
Riusciranno i nostri eroi a convincere l’amministrazione Stefani a prendersi carico della questione, in cui tutte le strade, nonostante le deviazioni sul percorso ancora esistenti, portano a Possagno?
Maffioli e Canova. Cottura e scultura. Come accoppiata, non sarebbe niente male.

