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Tgcom Mezzalira

Risposte negative in Comune a Rosà alle richieste dalla minoranza di un confronto sugli sviluppi del progetto del maxi impianto agrivoltaico nell’area destinata al Parco Rurale Comprensoriale di Travettore. “Non si possono anticipare i tempi”. Ma poi la sindaca Mezzalira ne parla in dettaglio ad un Tg locale. Riparte Rosà: “Se se ne può parlare in tv, perché non in commissione?”.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Ago 12, 2026

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L’area interessata dal progetto agrivoltaico

Ci sono questioni di attualità che continuano a covare sotto la cenere dei carboni ardenti delle temperature di questi giorni. Agosto, del resto, è sempre stato il mese delle bronse cuerte (o querte, a seconda della grafia): apparentemente tutto è bloccato per ferie e rimandato a settembre, ma proprio questo è invece il periodo in cui la politica continua a lavorare sottotraccia in vista delle manovre amministrative della stagione autunno-inverno.

Non mi sorprende per nulla, quindi, che ritorni all’improvviso in auge il tema del progetto del maxi impianto agrivoltaico “Rosa AFV”, di circa 73 ettari di estensione e di oltre 50 MWp (Megawatt di picco) di potenza, che è stato presentato oltre un anno fa in Regione dalla società Tonello Energie Srl di Fara Vicentino e che il proponente è intenzionato a collocare a Travettore di Rosà all’interno della zona destinata al Parco Rurale Comprensoriale “Civiltà delle Rogge”. 

Sulla questione ho già scritto rogge d’inchiostro, seguendo le tappe dell’istruttoria in Regione tra cui il parere negativo dell’amministrazione di Rosà di cui avevo dato notizia nella mia precedente vita giornalistica proprio un anno fa, il 13 agosto 2025. Poi però l’iter dell’impianto agrivoltaico è rimasto sospeso nel limbo del “restiamo in attesa degli sviluppi”: l’ultimo nostro articolo sull’argomento –  realizzato da Michela Cola, dedicato alle osservazioni in Regione e pubblicato qui su Seven Magazine – risale allo scorso gennaio.

La cappa di silenzio discesa da mesi sul discusso progetto non riguarda solo le comunicazioni alla stampa e sulla stampa. Interessa anche i rapporti amministrativi all’interno del Comune di Rosà.

Come leggerete più avanti, il gruppo di minoranza Riparte Rosà ha più volte chiesto alla sindaca Elena Mezzalira e all’amministrazione di favorire un confronto tra consiglieri, amministratori e tecnici comunali sul procedimento ancora in corso e suscettibile di ulteriori sviluppi. Un confronto di approfondimento che fino ad oggi non c’è mai stato perché, come sostenuto dall’amministrazione, non si possono “anticipare i tempi” prima del termine dell’istruttoria tecnica sul progetto. In altri termini, parlare degli sviluppi dell’intervento prima che l’iter in Regione giunga alla sua conclusione sarebbe prematuro.

Senonché, lo scorso sabato 8 agosto, la sindaca Mezzalira ha rilasciato d’emblée un’intervista a un telegiornale locale, nella quale è entrata in dettaglio nel merito del procedimento agrivoltaico in corso. Da qui la reazione di Riparte Rosà, che Riparte all’Attacco perché la questione venga approfondita, come più volte richiesto, con i consiglieri comunali: “Se se ne può parlare in tv, perché non in commissione?”.

Ed è proprio questo il titolo di un comunicato stampa trasmesso oggi in redazione dal gruppo di opposizione rosatese, che pubblichiamo di seguito. 

COMUNICATO

Agrivoltaico di Travettore, Riparte Rosà: «Se se ne può parlare in tv, perché non in commissione?». Il parco rurale diventi una priorità

Il procedimento relativo al maxi impianto agrivoltaico previsto a Travettore torna al centro del dibattito politico a Rosà. Il gruppo consiliare Riparte Rosà interviene dopo l’intervista rilasciata dalla Sindaca di Rosà, Elena Mezzalira, a Rete Veneta l’8 agosto, richiamando la necessità di un pieno coinvolgimento del Consiglio comunale e rilanciando il percorso del Parco Rurale Comprensoriale – Civiltà delle Rogge.

La richiesta di confronto di Riparte Rosà non nasce oggi. L’8 giugno il gruppo ha chiesto formalmente la convocazione congiunta della Seconda e della Quarta Commissione consiliare per approfondire alcuni dei principali procedimenti urbanistici e ambientali in corso nel territorio, tra cui quello dell’agrivoltaico di Travettore.

Il 2 luglio è arrivata la risposta: essendo il procedimento sospeso per consentire al proponente di presentare le integrazioni richieste, non vi sarebbero stati ulteriori elementi da approfondire in Commissione.

Il 5 luglio Riparte Rosà ha quindi ribadito per iscritto la richiesta, precisando di non chiedere semplicemente informazioni, ma un confronto tra consiglieri, amministratori e tecnici comunali su procedimenti ancora in corso e suscettibili di ulteriori sviluppi.

Il 27 luglio, durante il Consiglio comunale, la consigliera Giulia Vanin di Riparte Rosà ha ribadito la richiesta di un confronto in Commissione proprio sul procedimento agrivoltaico. La risposta è stata che non si potevano “anticipare i tempi”, che bisognava attendere e che si trattava di una materia particolarmente delicata.

Infine, il 30 luglio, è stato nuovamente comunicato per iscritto che la Commissione potrà essere convocata soltanto al termine dell’istruttoria tecnica, quando sarà disponibile una documentazione completa e puntuale, per evitare un confronto “parziale e limitato”.

Otto giorni dopo, l’8 agosto, Elena Mezzalira è intervenuta a Rete Veneta sullo stesso procedimento.

Nell’intervista la Sindaca è entrata nel merito del procedimento, esprimendo valutazioni molto precise sul suo iter e sostenendo che, venuti meno i requisiti dell’agrivoltaico avanzato, la pratica avrebbe dovuto essere chiusa e il progetto eventualmente ripresentato da capo come nuova pratica, anziché essere integrato.

Riparte Rosà precisa di non contestare il diritto della Sindaca di informare i cittadini su un tema così importante.

«Poniamo però una domanda molto semplice – afferma Vanin –: se su un procedimento ancora in corso è possibile esprimere pubblicamente valutazioni tecniche e giuridiche così precise attraverso un’intervista televisiva, perché quelle stesse questioni non possono essere approfondite con i consiglieri comunali nella Commissione competente? Non comprendiamo perché il rischio di un confronto “parziale e limitato” valga per una Commissione consiliare, ma non impedisca di affrontare pubblicamente gli stessi aspetti attraverso un’intervista».

Per Riparte Rosà, tuttavia, la questione va oltre il progetto agrivoltaico: occorre una visione di lungo periodo per l’intera area rurale in cui l’impianto dovrebbe inserirsi.

«Il progetto agrivoltaico interessa 73 ettari nel cuore di un’area rurale molto più vasta, di circa 250 ettari, che si estende nel territorio di tre Comuni. È proprio su quest’area che da oltre vent’anni esiste il progetto del Parco Rurale Comprensoriale – Civiltà delle Rogge – prosegue Vanin –. Lo scorso gennaio il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità la nostra mozione per sollecitare Bassano del Grappa e Cartigliano a compiere i passaggi urbanistici necessari per arrivare poi alla definizione del Piano Ambientale comprensoriale o, qualora il percorso con gli altri Comuni non risultasse praticabile, avviare la predisposizione del Piano Ambientale limitatamente al territorio comunale di Rosà. A sei mesi di distanza abbiamo presentato un’interrogazione per conoscere quali passi siano stati compiuti».

«La tutela del nostro territorio non può dipendere solo dall’esito di una singola pratica o dal mutare delle norme. Serve una prospettiva chiara e condivisa per quest’area rurale, che ne tuteli il paesaggio e ne valorizzi il sistema delle rogge e il patrimonio storico e ambientale. Attendiamo la risposta dell’Amministrazione: l’obiettivo deve essere tradurre l’indirizzo approvato all’unanimità dal Consiglio comunale in un percorso concreto per il futuro del Parco Rurale».

Gruppo Consiliare Riparte Rosà

 

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.