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Se l’eclissi si eclissa

Due o tre cose sul “non spettacolo” dell’eclissi di sole, dalle nostre parti coperta dalle nubi.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Ago 12, 2026

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Fonte immagine: Facebook / Lido di Venezia Isola d’Oro

Ragazzi, che delusione. Non è che peraltro mi aspettassi chissà che. Io abito a Solagna, il paese dove a causa delle alture dirimpettaie dell’Altopiano di Asiago, che s’innalzano ad ovest, il sole al tramonto non si vede. In più, il cielo era nuvoloso, condizione necessaria e sufficiente per non tentare di avventurarmi in aperta pianura oppure su in montagna, nella speranza di assistere all’eclissi totale (ma parziale in Italia) della nostra stella, munito degli occhialini anti-abbaglio che non ho neppure comprato. E col gasolio a oltre 2 euro al litro, per essere sinceri, il gioco non valeva le candele della mia auto.

Volendo ancora rincarare la dose, la concomitanza dell’orario dell’eclissi con quello del crepuscolo, quando il cielo già si oscura di suo, non era il massimo della condizione ideale per godere, nel caso, dello spettacolo celeste. E in effetti, quando sulle dirette video su YouTube si vedeva la luna coprire ormai quasi completamente il sole, non è avvenuta alcuna alterazione delle residue condizioni di luminosità del cielo estivo dopo le otto di sera. Praticamente, almeno a queste latitudini pedemontane, l’eclissi si è eclissata.

Le cronache di questi minuti raccontano di un autentico assalto alle montagne del Veneto per conquistare un posto al sole dove osservare il sole, messo in ombra dal nostro satellite. Non ha fatto eccezione il Monte Grappa, considerato uno dei migliori luoghi – se non il migliore – per l’osservazione del fenomeno dalle nostre parti e ovviamente dalla cima, dove l’orizzonte verso ovest non ha ostacoli.

Su Facebook, i gruppi dedicati al Grappa hanno postato foto di lunghe file di auto parcheggiate ovunque sulla strada Cadorna, bloccando il traffico. Un vero “disastro”, come ha commentato qualcuno. Un maxi ingorgo lungo i tornanti che ha reso oltremodo proibitiva la discesa del “dopo eclissi”, con attese anche superiori all’ora prima di ritornare giù verso la pianura, oramai con l’oscurità naturale. Ed è stato tutto inutile, dal momento che a causa del cielo nuvoloso, come confermano altri commenti, si è visto poco e poi dopo non si è visto niente.

È andata invece di lusso a chi per ammirare l’eclissi nella nostra regione è andato o era già al mare, dove non ci sono problemi di alture che nascondono la visione di un sole comunque già vicino, per l’orario crepuscolare del fenomeno, a sparire dietro l’orizzonte. Anche se a Chioggia, proprio a pochi minuti dall’inizio dello spettacolo, una coltre di nuvole ha rovinato tutto. Ma in gruppi Facebook come ad esempio “Sei di Jesolo se…” oppure “Jesolo in photo” o “Lido di Venezia Isola d’Oro” le foto dell’eclissi scattate questa sera fanno già bella mostra di sé. Per quanto le splendide immagini dal Lido di Venezia colte dall’amministratore del gruppo Fb Andrea Rizzo siano state comunque scattate prima dell’arrivo delle nubi. 

Niente da fare, dunque. Per quanto mi riguarda, nel grande giorno dell’“Eclissi del secolo”, come l’hanno pompata su YouTube, non mi sono trovato nel posto giusto. Per colpa anche della mia pigrizia che in questi giorni torridi, in cui non sono ancora in vacanza, mi sconsiglia di muovermi oltre i confini del circondario del Tribunale della Pedemontana. Al netto del costo al litro del gasolio, che è già un deterrente per conto suo. Non ho provato nessuna emozione, non ho colto nessuna stranezza, neanche il cielo che al momento clou del fenomeno celeste alle 20:20, ora italiana, si oscurasse un po’ più del solito. E allora?

E allora non mi resta che guardare al futuro, ricordando le chewing gum di quando ero bambino che ti facevano anche vincere dei piccoli premi (tipo un’altra confezione di chewing gum) ma che il più delle volte, quando ovviamente non vincevi nulla, ti facevano trovare all’interno dell’incarto un biglietto con la scritta “Ritenta, sarai più fortunato”. La prossima eclissi totale di sole visibile dall’Italia, condizioni meteo permettendo, avverrà il 3 settembre 2081. Io ho 67 anni, da poco compiuti. Che non sono poi neanche tanti, per la verità. Ho già iniziato il conto alla rovescia…  

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.