Ma guarda un po’: il nostro Yoghi dei Sette Comuni è ancora lì. Da due mesi sta girovagando tra i boschi e le contrade dell’Altopiano, alla ricerca di sé stesso, in quanto è un orso ancora giovane, e prossimamente anche di una compagna orsa con la quale mettere su famiglia. A seguirlo però non c’è il ranger, come negli storici cartoni animati di Hanna & Barbera, ma gli agenti della Polizia Provinciale di Vicenza che ne monitorano costantemente i movimenti, pur nei limiti consentiti dalle attività di monitoraggio.
L’orso era stato avvistato per la prima volta a metà aprile al Becco di Filadonna, sull’Altopiano di Folgaria in Trentino. Successivamente, l’animale si è spostato sull’Altopiano di Asiago, fino a raggiungerne il margine a sud a a ridosso della Valle del Brenta. Fino adesso, i suoi movimenti sono stati localizzati con l’ausilio delle “fototrappole” lungo il suo percorso. Le ultime foto che riguardano il giovane plantigrado risalgono a domenica 7 giugno e lo immortalano mentre è alla ricerca di cibo in uno dei dispensatori di mais per cinghiali, attualmente non utilizzati per favorire il suo spostamento nuovamente verso il Trentino.
Attualmente sono in corso analisi sulle tracce biologiche rinvenute nei luoghi frequentati dall’orso, che permetteranno di identificarlo con una sigla, di verificarne la provenienza e di monitorarne ulteriormente gli spostamenti.
“L’orso tende a ripercorrere luoghi già frequentati in precedenza, tra l’Altopiano e Valbrenta, in particolare il luogo del primo avvistamento, dove era presente un’esca destinata ai cinghiali e dove l’animale è successivamente tornato – spiega il presidente della Provincia di Vicenza Andrea Nardin – Dai filmati si vede che maneggia con facilità un tombino di cemento che per una persona sarebbe difficile anche solo sollevare. Per questo è importante ricordare che si tratta di un animale selvatico e potenzialmente pericoloso.”
In caso di incontro, è fondamentale mantenere la calma e non provocare l’animale. Se non disturbato, l’orso tende generalmente a ignorare la presenza dell’uomo e ad allontanarsi. “Nonostante alcuni passaggi nelle vicinanze di allevamenti, fatta eccezione per il caso delle due capre uccise, non si sono verificati ulteriori episodi di aggressione – aggiunge Nardin –. Confidiamo che la situazione si stia stabilizzata e l’orso sia in cammino verso il Trentino.”
L’invito è quello di seguire alcune semplici ma importanti regole di comportamento: in primis non fare rumore nelle aree boschive poco frequentate, per evitare di sorprendere l’animale. Si consiglia inoltre di mantenere sempre la distanza e non cercare di avvicinarsi e anche di non abbandonare cibo o rifiuti che lo attirino: l’orso ha infatti un olfatto finissimo.
Ad ogni modo, sembra che il nostro amico (si fa per dire) a quattro zampe si trovi molto bene in Altopiano e al momento non sappiamo per quanto tempo ancora dovremo raccontare la storia dell’orso.