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Quadro Futurista

Perché l’avvicinamento tra il sindaco leghista Finco e Futuro Nazionale non è un “consolidamento” della maggioranza di centrodestra che governa la città.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Ago 26, 2026

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Foto da Facebook / Bof Gianangelo

Fatemi capire una cosa. Perché io sono un ragazzo ingenuo e proprio non la capisco.

Ho visto resoconti su alcuni media locali secondo i quali l’avvicinamento di Futuro Nazionale alla Lega a Bassano del Grappa – suggellato dal “patto dello spritz” di sabato scorso in un bar del centro – è stato concepito per “consolidare la maggioranza Finco”, al centro in queste settimane di continue diatribe, per il momento ancora a distanza, coi fratelli coltelli di Fratelli d’Italia.

Il focus del gemellaggio bassanese non sarebbe quindi l’appoggio dei vannacciani al progetto di Finco della Casa dei Comuni per la Provincia di Vicenza, come dichiarato sui social dagli stessi diretti interessati, Joe Formaggio in primis, ma l’intenzione di fornire al sindaco di Bassano e alla sua maggioranza una sorta di “laboratorio politico” che faccia da puntello ai sempre più traballanti rapporti con l’ala destra della coalizione.

Ma è proprio sul concetto del “consolidamento della maggioranza” che non mi ritrovo e di conseguenza non riesco a capirlo.

Perché anche prima dell’aperitivo di sabato scorso con i futuristi, e con tanto di cocktail Martini (Morena), e prima ancora del precedente incontro di Finco col coordinatore regionale di Futuro Nazionale Veneto Guido Giacometti, la “testa di ponte” del partito di Vannacci in maggioranza c’era già.

Mi riferisco ovviamente a Gianluca Pietrosante, che dopo i suoi tempestosi trascorsi con Fratelli d’Italia, il partito con cui è stato eletto in consiglio comunale, è transitato nelle file del partito del generale, di cui oggi è il coordinatore cittadino. Il bandolo della matassa, dunque, è sempre Pietrosante: il Gian Burrasca della destra destra, nonché l’uomo che ha la rara capacità di fare notizia a sua insaputa, come dimostra il fatto che è da giorni che di riffa o di raffa scriviamo di lui.

E anche dopo la dichiarazione di affetto reciproco tra alcuni esponenti del partito di Vannacci e di quello di Salvini, sancita e celebrata dai quattro amici al bar, la situazione rimarrà la stessa. Finco avrà sempre e solo un vannacciano a corte, che è appunto il Pietrosante medesimo. Numericamente e politicamente non cambia nulla. Ditemi voi, quindi, questo presunto “consolidamento della maggioranza” dove sta.

L’attuale consigliere del Gruppo Misto avrà magari più libertà di parlare in consiglio comunale “a nome di Futuro Nazionale”, come già faceva ogni tanto quando a suo tempo era iscritto al partito della Meloni. Ma Fratelli d’Italia ha una sua rappresentanza eletta a Palazzo. Futuro Nazionale invece no. I vannacciani hanno “offerto un sostegno leale” al governo cittadino, che Finco ha accolto a braccia aperte, ma considerarli oggi un elemento organico della maggioranza di centrodestra è una autentica forzatura.

FN potrebbe avere un effettivo peso politico nella cosa pubblica bassanese solo nel caso in cui avvenisse un rimpasto di giunta, con l’innesto di un soldato del generale, interno o esterno, nella squadra degli assessori. Ma per un assessore che entra deve esserci un altro che esce: e le conseguenze in maggioranza sarebbero devastanti.

Attenzione, adesso, alle parole. Più sopra ho scritto che il cosiddetto accordo di Bassano è stato sancito da “alcuni esponenti” del partito di Vannacci e di quello di Salvini. E non dai due partiti in quanto tali, come talune semplificazioni giornalistiche tenderebbero a presentare. Da parte di Futuro Nazionale c’è stato sicuramente l’avallo dei vertici regionali, come comprovato dalla visita a Finco dello scorso 6 agosto del coordinatore veneto del partito Giacometti. Non si può dire altrettanto, invece, per la Lega.

A tutt’oggi, la Lega è rimasta spettatrice esterna e silenziosa del “sabato del Formaggio” in centro a Bassano. Sia a livello cittadino, che provinciale, che regionale. Non si registrano commenti o dichiarazioni al riguardo, a cominciare dalla sezione del partito di Bassano del Grappa. E allo spritz dei quattro amici al bar Finco – Formaggio – Bof – Pietrosante (più due amiche, la consigliera regionale leghista Morena Martini e l’avvocato Cristina Zanini di Futuro Nazionale) Andrea Viero, da poco riconfermato segretario politico della Lega di Bassano, nonché fido assessore di Finco, non c’era.

La modalità di avvicinamento a FN appare pertanto essere, al momento, più un’iniziativa autonoma di “alcuni esponenti” della Lega che non una strategia di partito preventivamente concordata con le alte sfere e quindi col direttivo cittadino.

Sui reali motivi di cotanta corresponsione di affetto politico reciproco è ancora prematuro fare analisi e approfondimenti. Anche se qualche prima ipotesi l’ho già buttata là. Pregasi leggere i miei articoli e editoriali precedenti. 

Si aggiunge alla valutazione della questione un dato di fatto: secondo tutti gli ultimi sondaggi nazionali, il partito di Vannacci ha superato la Lega. 6,8% contro 5,9%, nella rilevazione di luglio della media dei sondaggi elaborata da BiDiMedia. Addirittura, secondo le intenzioni di voto rilevate da SWG e diffuse lo scorso 3 agosto da Tg La7, Futuro Nazionale si attesta al 7,2% mentre la Lega cala al 5,5%. “Futuro Nazionale sale ancora – si legge in un post sulla pagina Instagram ufficiale di FN –. 7,2%, con un altro +0,3 in una sola settimana. Siamo ormai a soli 0,2 punti da Forza Italia e, continuando così, possiamo diventare la seconda forza della compagine di centrodestra dopo Fratelli d’Italia.”

Forse è proprio questo uno dei motivi che hanno portato “alcuni esponenti” della Lega bassanese a tendere la mano ai loro amici vannacciani. È un quadro Futurista, dipinto soprattutto in prospettiva.

 

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.