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No Tartini, No Party 

La storia di una famosa statua nella piazza di Pirano, in Istria, e del suo modello in gesso conservato al Museo Civico di Bassano. Riflettori accesi su Giuseppe Tartini, il grande violinista e compositore istriano del ‘700 a cui il 28 agosto sarà dedicato un concerto all’Abbazia Santa Croce di Campese, in collaborazione col Tartini Festival.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Ago 22, 2026

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Il modello in gesso della statua di Giuseppe Tartini, dello scultore Antonio Dal Zotto, esposto al Museo Civico di Bassano (particolare)

Giuseppe Tartini. Già, proprio lui: il grande violinista e compositore del ‘700. L’autore de “Il trillo del diavolo”, una delle sonate per violino più impegnative da eseguire.

Mi ricordo ancora, in una passata edizione di Operaestate Festival al Castello degli Ezzelini di Bassano, il concerto del sommo violinista Uto Ughi, di origine istriana come Tartini, assieme ai Solisti Veneti. Ho controllato i miei archivi: era il 2016. In quell’occasione, Ughi aveva inserito nel repertorio della serata proprio “Il trillo del diavolo”. E appena concluso questo pezzo sommitale del virtuosismo violinistico, si era lasciato andare ad un potente sospiro di liberazione, quasi a voler comunicare al pubblico entusiasta: “Ce l’ho fatta!”. Così, tanto per farvi capire di che pasta compositiva era fatto Giuseppe Tartini, nato nel 1692 a Pirano, in Istria, pittoresca cittadina sul mare allora appartenente alla Repubblica di Venezia e oggi località turistica della Slovenia.

Ma forse non tutti sanno che…(citazione da La Settimana Enigmistica) la figura di Tartini è in qualche modo collegata a Bassano del Grappa. Vedremo tra un po’ come e perché.

Ne parliamo perché il prossimo venerdì 28 agosto, all’Abbazia Santa Croce di Campese, con inizio alle 20.45 e ad ingresso gratuito, si terrà il concerto di musica barocca “Terzo Suono”. Sul palco salirà il prestigioso ensemble Il Terzo Suono di Pirano, la formazione ufficiale del Tartini Festival della cittadina istriana, la massima kermesse internazionale dedicata al grande compositore piranese, che quest’anno festeggia il suo 25° anniversario.

L’appuntamento è stato ideato e promosso dal noto musicista e direttore d’orchestra bassanese Roberto Zarpellon, originario per l’esattezza da Casoni di Mussolente e da tempo ormai residente ad Asolo, e viene proposto in sinergia con l’assessorato alla Cultura del Comune di Bassano e con il patrocinio del Ministero della Cultura della Repubblica di Slovenia.

Il progetto che ha reso possibile l’incontro ravvicinato nel nome di Tartini sancisce un vero e proprio “scambio artistico alla pari” di respiro internazionale. L’ensemble Il Terzo Suono che si esibirà a Bassano è infatti guidato dal violoncellista Milan Vrsajkov, che insieme a Jasna Nadles, che suona il flauto traversiere, è il fondatore e direttore artistico dello stesso Tartini Festival di Pirano. Completano la formazione istriana le due violiniste Greta Manzardo e Iveta Schwarz e la clavicembalista Ellen Braslavsky. 

Sull’altra sponda dell’Adriatico, proprio in occasione delle celebrazioni per il 25° anniversario della kermesse slovena, il maestro Roberto Zarpellon è stato invece ufficialmente invitato a tornare ad esibirsi al Festival di Pirano.

Lo farà proprio oggi, sabato 22 agosto, alle 20.30, al Convento dei Frati Minori di San Francesco, alla testa della sua formazione musicale, l’orchestra da camera Lorenzo Da Ponte, con Maristella Patuzzi violino solista. E tra le musiche del programma del concerto ci sarà proprio “Il Trillo del Diavolo”, nella versione per orchestra. Viene così siglato, direttamente sul palco, un patto di fratellanza culturale che supera i confini nazionali.

Ma torniamo a Campese. L’ensemble Il Terzo Suono si esibirà, come suo solito, con strumenti musicali d’epoca. Prende il suo nome dal fenomeno acustico dei “suoni differenziali” scoperto e teorizzato dallo stesso Tartini. Vale a dire, e semplificando al massimo: se si suonano insieme due note con forte intensità, l’orecchio percepisce una terza nota, più “grave” delle altre due. È il terzo suono. In altre parole: un’illusione acustica. E qui finisce questo primo paragrafo in modalità Discovery Channel.

La scaletta della serata al Monastero di Santa Croce intreccerà i giganti del barocco italiano a gemme della sponda adriatica: Giuseppe Tartini, protagonista assoluto, di cui verranno eseguite pagine che esaltano il lirismo e il funambolico virtuosismo che gli valsero il titolo di “Maestro delle Nazioni”, ma anche Antonio Vivaldi, Giovanni Battista Pergolesi e Amandus Ivančič.

Tutto ciò premesso, arriviamo quindi alla domanda attesa dall’intero globo fincacqueo: qual è la relazione, per quanto indiretta, tra Giuseppe Tartini e la città di Bassano del Grappa? Ecco a voi il secondo e ultimo paragrafo in modalità Discovery Channel.

Nell’agosto 1896 – esattamente 130 anni fa – veniva inaugurata nella piazza principale di Pirano (che si chiama ovviamente, anche oggi, piazza Tartini) la celebre statua in bronzo dedicata al compositore, opera dello sculture veneziano Antonio Dal Zotto, quello che scolpì anche la altrettanto famosa statua di Carlo Goldoni collocata in Campo San Bartolomeo a Venezia.

A Pirano, la scultura bronzea del violinista è alta 2,45 metri ed è collocata su un piedistallo di oltre 4 metri. È il vero e proprio simbolo della cittadina istriana. Raffigura un Tartini soddisfatto, col violino dietro la schiena e l’archetto sulla mano destra, ancora “preso” dalla musica appena suonata, che si inchina leggermente ad un pubblico plaudente.

Ebbene: il modello originale in gesso della statua, senza il violino e senza l’archetto ma con tutto il resto dell’effigie tale e quale al bronzo di Pirano, risalente sempre al 1896 (circa) e utilizzato come calco per quella stessa scultura, è custodito ed è visibile ancora oggi nell’androne del Museo Civico di Bassano del Grappa. Venne donato al Museo nel 1937, come si legge nella scheda dell’opera, dalla benefattrice Gemma Battaglia.

“Il fatto che proprio a Bassano sia custodito il modello in gesso della statua di Tartini realizzata per Pirano rende questo incontro ancora più significativo e ci ricorda quanto le nostre comunità siano legate da una storia artistica e culturale che merita di essere conosciuta e valorizzata”, s’illumina d’immenso l’assessore comunale alla Cultura Giada Pontarollo nel comunicato stampa di annuncio del concerto di Campese.

“Fra noi, la costa est e la costa ovest dell’Adriatico, c’è una pozza d’acqua che è appunto l’Adriatico – dichiara a Seven il maestro Roberto Zarpellon –. Quest’acqua, nei secoli, ci ha unito e anche diviso. Penso che sia giunto il momento di tentare di riabbracciarci e di condividere quello che siamo, figli della stessa radice culturale.”

E direi che in queste poche righe virgolettate è concentrato tutto il senso di questo incontro ravvicinato del Terzo Suono tra Istria e Veneto.

Si alza dunque idealmente il sipario su questo inedito gemellaggio musicale e culturale tra Bassano del Grappa e la Slovenia, che tuttavia non sarebbe stato possibile senza la straordinaria coincidenza storica e artistica collegata alla figura del grande violinista e compositore di Pirano d’Istria.

Insomma: No Tartini, No Party.

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.