Dunque, dove eravamo rimasti? …ah, sì: al consiglio comunale di Bassano del Grappa dello scorso 28 aprile. Quello nel quale, con una spaccatura interna alla maggioranza, l’assemblea cittadina ha bocciato lo schema di convenzione che era stato presentato dall’assessore all’Urbanistica Andrea Zonta per la demolizione, ricostruzione e ampliamento di un fabbricato residenziale alla Ss. Trinità.
Per giorni, su questo discusso intervento di riconversione urbanistica e edilizia, sono state scritte brentane d’inchiostro. Oggetto di discussione: una proprietà privata ubicata all’angolo tra via Santissima Trinità e via Contrà San Giorgio, di fianco alla Pizzeria Bella Napoli. Il proponente privato, la ditta Progetto Intercasa Srl, usufruendo di alcune “premialità” consentite dalla legge, aveva avviato l’iter presso il Comune per realizzare qui un nuovo fabbricato residenziale plurifamiliare. L’attuale edificio di 170 mq di superficie utile e 7 metri di altezza sarebbe stato abbattuto per costruire al suo posto un residence composto da 5 abitazioni, di oltre 500 mq di superficie utile e di 10 metri e mezzo di altezza “con un incremento più che duplicato sulla capacità edificatoria in superficie”, più 140 mq di parcheggi ad uso pubblico e un beneficio pubblico quantificato in 26 mila euro.
La discussione in consiglio comunale si era concentrata, anche dal fronte di maggioranza, sull’inopportunità di un simile intervento “di massimizzazione edilizia” e qualcuno era persino arrivato a contestare “una speculazione da Far West” in questa zona paesaggisticamente pregevole della città. Alla fine, lo schema di convenzione del Comune col privato, finalizzato al permesso di costruire, era stato respinto con 9 voti contrari (8 delle minoranze più il consigliere di maggioranza Pietrosante), 8 favorevoli (tutti di maggioranza) e 5 astenuti (tutti di maggioranza). Per il consiglio comunale di Bassano del Grappa, questa riconversione edilizia non s’ha da fare.
Ma ecco che, di punto in bianco, arriva la svolta della vicenda. Il proponente privato dell’intervento Progetto Intercasa Srl ha impugnato la delibera del consiglio comunale di Bassano del Grappa “per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia” presso il TAR del Veneto e il Tribunale Amministrativo Regionale, Sezione Seconda (presidente Grazia Flaim, consigliere Elena Garbari, estensore Andrea Rizzo), riunitosi in camera di consiglio lo scorso 9 luglio, ha emesso un’ordinanza con la quale ha accolto la domanda cautelare e, di conseguenza, ha sospeso la delibera impugnata.
Attenzione ai verbi: la delibera è stata “sospesa” nell’efficacia, come richiesto dal ricorrente, ma non ancora “annullata”. Tutto è rinviato all’udienza pubblica del 18 marzo 2027, per la trattazione di merito del ricorso e per la sentenza definitiva. Intanto l’amministrazione comunale di Bassano del Grappa è stata condannata al pagamento delle spese di questa prima fase istruttoria del ricorso.
Non vi tedierò, in questa sede, con l’illustrazione approfondita e in dettaglio delle motivazioni che hanno indotto la Sezione Seconda del TAR del Veneto ed emettere l’ordinanza favorevole al privato. Nessuno di noi, non addetti ai lavori, ha uno stomaco sufficientemente forte per digerire le arzigogolate formule giuridiche e amministrative riportate nel dispositivo del provvedimento.
In sintesi e in sostanza, i giudici amministrativi hanno ritenuto che il progetto in questione fosse conforme alla legge regionale in materia e hanno rilevato che l’operazione aveva già acquisito il parere favorevole dell’Area Lavori Pubblici del Comune e della relazione istruttoria tecnica dell’Area Urbanistica.
Onde per cui “la deliberazione impugnata non risulta sorretta da un adeguato apparato motivazionale idoneo a porre in evidenza le ragioni sottostanti la mancata approvazione della convenzione prodromica al rilascio del permesso di costruire richiesto dalla ricorrente”. Per questo motivo, sempre secondo il TAR, “la deliberazione impugnata determina un arresto procedimentale che impedisce il rilascio del permesso di costruire richiesto dalla ricorrente, con conseguente nocumento all’attività imprenditoriale pianificata tenendo conto della conclusione favorevole dell’istruttoria relativa allo stesso permesso”.
Traduco tutto in italiano, riduco all’osso e semplifico: la delibera del consiglio comunale non è stata sufficientemente motivata nell’opporsi a un intervento che aveva già ottenuto il riscontro favorevole dei pareri tecnici.
Ergo: tutto è sospeso e tutto è rinviato, con i tempi al rallenty della giustizia amministrativa, alla prossima primavera.

