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Bassano del Garda

Avviso a Bassano del Grappa e al Bassanese: perché non bisogna sottovalutare la candidatura di Bardolino a Capitale Italiana della Cultura 2029.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Giu 26, 2026

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Uno scorcio di Bardolino (foto da Facebook / Comune di Bardolino)

Bassano del Garda. È il nuovo toponimo che riassume efficacemente gli ultimi sviluppi della corsa al titolo di Capitale Italiana della Cultura 2029. Non l’ho ideato io ma un arguto ascoltatore di Radio Voice che oggi ha trasmesso la sua battuta al canale WhatsApp della web radio, inventandosi un’unione di intenti tra Comuni che non avverrà mai, mentre assieme al Bat stavo commentando in diretta la notizia del “Bardolino di troppo”. Vale a dire la candidatura presentata sul filo di lana al Ministero della Cultura dal Comune di Bardolino, una delle perle della sponda veronese del Lago di Garda, noto urbi et orbi per i suoi omonimi vini DOC.

Un “Bardolino di troppo”, almeno agli occhi di Bassano del Grappa, perché si tratta della seconda candidatura al prestigioso titolo nazionale di un Comune della Regione Veneto, dopo quella annunciata ancora nell’autunno dell’anno scorso – poi lanciata a gennaio alla festa di San Bassiano e quindi ufficializzata lo scorso aprile a Milano – dall’amministrazione Finco. Ci troviamo così con due galli nello stesso pollaio e quando a cantare all’alba è più di un gallo, secondo la saggezza popolare, non fa mai giorno.

In parole più esplicite, la doppia candidatura Made in Veneto dimezza in partenza le chance di selezione delle due contendenti nei confronti delle altre città concorrenti dello Stivale. Dopo la presentazione dei dossier di candidatura, a settembre la giuria del Ministero selezionerà le dieci città finaliste da cui poi, a marzo 2027, scaturirà la vincitrice: è assai difficile e anzi improbabile che in questa Top Ten vengano scelti due Comuni della stessa Regione. “Le divisioni fanno perdere”, ha dichiarato un irritato sindaco Nicola Finco al GdV. E nel sottintendere con queste parole oscuri presagi sull’esito della candidatura, il sindaco ha effettivamente ragione.

L’altro ieri, in consiglio regionale a Venezia, ha avuto intanto luogo un capolavoro del Teatro dell’Assurdo. L’assemblea veneta ha infatti approvato una mozione a sostegno della candidatura di Bassano del Grappa, presentata dalla consigliera Morena Martini del gruppo Stefani Presidente. Subito dopo, però, ha approvato anche una mozione a sostegno della candidatura di Bardolino, presentata dal consigliere forzista veronese Alberto Bozza e caldeggiata da Matteo Pressi, leghista ma dello stesso gruppo consiliare della Martini, già sindaco di Soave. In sostanza, per non voler scontentare nessuno, il consiglio veneto ha deciso di sostenere formalmente entrambe le candidature mettendo in pratica la celebre aria dal Rigoletto di Verdi: “Questa o quella per me pari sono”. E così facendo, se n’è lavato le mani.

Vorrei però consigliare agli aficionados del fronte bassanese di non sottovalutare la discesa in campo di Bardolino. Il Comune è piccolo, con poco meno di 7 mila abitanti, ma può contare sul granitico appoggio dell’intera e potente area del Garda veronese, che può vantare un PIL turistico di circa 2,7 miliardi di euro all’anno. La stessa sua candidatura, come ha affermato il sindaco di Bardolino Daniele Bertasi, intende “unire tutto il Lago di Garda”con un “progetto territoriale, in grado di mettere in rete comunità, istituzioni, scuole, imprese e operatori culturali”. “Vogliamo trasformare una delle destinazioni turistiche più note d’Europa – ha ancora detto Bertasi – in un laboratorio permanente di cultura, innovazione e partecipazione.”

“La candidatura di Bardolino è una sfida che riguarda tutto il Garda veneto – ha rincarato la dose il consigliere regionale Matteo Pressi –. Il Garda possiede un patrimonio culturale e paesaggistico straordinario che merita di essere promosso attraverso un progetto condiviso e di respiro nazionale.”

E così, nel derby tutto veneto per la conquista di un posto al sole a Roma, Bassano del Grappa si trova a gareggiare in questi preliminari di Champions con l’intera sponda orientale del Lago più grande d’Italia. Bardolino come capofila ma anche Lazise, Torri del Benaco, Peschiera del Garda (patrimonio UNESCO), Garda, Malcesine e compagnia bella. Ribadisco che si tratta di una candidatura da non sottovalutare, perché la questione è inevitabilmente anche politica e l’influenza politica di Verona, tradizionale crocevia di direttrici di traffico europee, è storicamente e notevolmente superiore a quella dell’area pedemontana.

Entrare fra le dieci finaliste per il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2029 è il primo obiettivo da raggiungere. Ma se in riva al Brenta non si riuscirà a costruire un analogo granitico sostegno di tutto il territorio, per Bassano il Bardolino potrebbe trasformarsi in Amarone.

 

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.