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Il costo della paura

È di nuovo polemica tra la comunità scientifica e il movimento no-vax, dopo la morte per difterite di una bambina di 4 anni che non era stata vaccinata contro la malattia infettiva.

Domenico Riccio Domenico Riccio
  • Ago 25, 2026

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Immagine da Pixabay

La scorsa settimana è stata registrata all’Ospedale Pediatrico “Di Cristina” di Palermo la morte di una bambina di 4 anni affetta da difterite, una grave malattia infettiva causata da un batterio in grado di attaccare il corpo umano e produrre tossine che danneggiano organi e tessuti, fino ad uccidere l’ospite. Nel caso della bambina palermitana le tossine hanno attaccato gravemente il cuore, il fegato e il colon.

Secondo i resoconti di quotidiani e agenzie di stampa nazionali, per la piccola, che presentava febbre, vomito e scarso appetito, e che era stata ricoverata e quindi dimessa da un ospedale del territorio, si era pensato all’inizio ad una forma di tonsillite. Ma visto il veloce peggioramento delle sue condizioni è stata trasportata d’urgenza nel reparto di rianimazione pediatrica del “Di Cristina”, dove è morta qualche giorno dopo. Per i medici del Pediatrico, il decesso era avvenuto per sospetta difterite. Ed è di oggi la notizia che l’Istituto Superiore di Sanità, a seguito delle analisi sui campioni biologici prelevati dalla bimba morta, ha confermato che il decesso è stato causato dalla patologia infettiva.

Negli ultimi 30 anni in Italia ci sono stati solo sei casi di infezione da difterite, tutti non letali e causati da batteri incapaci di produrre le tossine letali perché attaccati ad una persona vaccinata per la malattia.

Qui la differenza principale tra la bambina siciliana e gli altri casi: i genitori hanno scelto di non vaccinarla, nonostante il vaccino per la difterite sia obbligatorio in Italia dal 1939. Ora i genitori, come riporta l’agenzia ANSA, sono indagati dalla Procura di Palermo per l’ipotesi di reato di omicidio colposo per omissione.

Il caso ha fatto dunque scoppiare di nuovo la polemica tra la comunità scientifica e quello che viene definito il movimento no-vax.

Questo gruppo di persone, scettiche verso la scienza medica e contrarie ai vaccini per vari motivi, era arrivato alle luci della ribalta soprattutto durante la pandemia da Coronavirus, scendendo in piazza a manifestare il loro dissenso e la libertà di scelta in tutto il Paese, anche qui a Bassano.

Durante la pandemia decisero di rifiutare le vaccinazioni prodotte con un enorme sforzo dai laboratori di ricerca. Ma quella è stata solo la punta dell’iceberg.

Il movimento no-vax non è un fenomeno nuovo. Nasce infatti già alla fine del Settecento, quando il medico britannico Edward Jenner realizzò il primo vaccino contro il vaiolo. Da allora il movimento è sempre rimasto attivo, pur avendo dei numeri abbastanza esigui. 

Le cose cambiarono radicalmente nel 1998, quando il medico inglese Andrew Wakefield pubblicò un articolo sulla prestigiosa rivista medica “The Lancet” uno studio che dimostrava la correlazione tra i disturbi del comportamento dei bambini, in particolare l’autismo, e il vaccino trivalente MPR (Morbillo, Parotite, Rosolia), arrivando a presentarsi in una conferenza stampa per diffondere lo studio e chiedendo di sospendere i vaccini. I media propagano la notizia in maniera esponenziale, creando il panico tra la popolazione. Nel Regno Unito le percentuali di bambini vaccinati crollano, portando il Morbillo dai 56 casi del 1998 ai 1348 casi (con 2 decessi) nel 2008. Il Morbillo era stato dichiarato sotto controllo dalle autorità sanitarie inglesi, ma dopo 10 anni dallo studio di Wakefield tornò ad essere dichiarato endemico.

Nel frattempo però si scoprì che il dottor Andrew Wakefield aveva falsificato i dati della sua ricerca perché era stato pagato (oltre 500.000 sterline) per diffondere false informazioni e creare una base scientifica per dare sostegno ad una serie di cause giudiziarie portate avanti da un avvocato contro case farmaceutiche produttrici di vaccini.

Wakefield fu radiato dall’ordine dei medici e processato, mentre la rivista “The Lancet” ritirò lo studio scusandosi coi lettori, ma ormai il dado era tratto.

Da quella ricerca il movimento no-vax ebbe una nuova spinta raggiungendo numeri che mai aveva visto prima, alimentandosi anche con l’informazione alternativa diffusa sui social media appena nati, raggiungendo l’apice durante la pandemia da Covid-19.

Poco importa se Wakefield fosse stato indagato, condannato dopo aver confessato di aver falsificato i dati, e radiato. Nonostante gli sforzi della comunità scientifica di sviluppare nuovi vaccini per sempre più malattie che possono essere letali, i numeri dei vaccini nel mondo sono in calo.

Tutto questo movimento, basato su una paura ad oggi scientificamente non provata, arriva però a fare i conti con la realtà quando una bambina di 4 anni si spegne in un letto d’ospedale per una malattia che era stata debellata decenni fa.

Ecco il costo di quello che per alcuni è un timore altamente giustificato e che per altri è invece disinformazione.

Domenico Riccio

“Ho lavorato come Responsabile Comunicazione in ambito politico per anni, poi ho deciso di fare il salto dall’altro lato. Appassionato di politica, storia e citazioni. Vedo il giornalismo come l’arte di raccontare la verità, non formare opinioni.”