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Solidarietà ad ogni costa

Jorge Alejandro Arguello Ruiz “El Caminante”, venezuelano residente a Bassano. Dal 1° settembre parte il suo viaggio a piedi lungo le coste d’Italia, da Ventimiglia a Trieste, per sensibilizzare alla raccolta fondi per l’emergenza terremoto in Venezuela, promossa dall’Associazione Casa Italo Venezuelana N.C.S. “Lo faccio per i tanti bambini che col terremoto hanno perso i genitori”.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Ago 29, 2026

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La co-fondatrice dell’Associazione Casa Italo Venezuelana N.C.S. Lys Golia e il protagonista dell’impresa umanitaria Jorge Alejandro Arguello Ruiz “El Caminante” (foto di Alessandro Tich)

“Esco a fare due passi”. Ma Jorge Alejandro Arguello Ruiz ha un’idea tutta sua su come sgranchirsi le gambe. Non per niente è soprannominato “El Caminante”, “Il Camminatore”.

I suoi “due passi” lo porteranno infatti a girare a piedi tutta l’Italia, seguendo da terra l’itinerario del mare, giù lungo la costa ligure e tirrenica e poi su attraverso le coste dello Ionio e dell’Adriatico, dalla partenza da Ventimiglia fino al traguardo definitivo a Trieste. E lo farà a scopo benefico. Come dice il titolo stesso dell’azione solidale itinerante che si accinge ad affrontare: “Ogni passo può diventare aiuto”.

Jorge, 54 anni, è venezuelano e risiede a Bassano del Grappa. Vive in Italia da 15 anni anche se non ha ancora richiesto la cittadinanza italiana. Camminare per lui non è un hobby ma una scelta di vita. Cinque anni fa ha venduto la macchina e da allora si sposta solo a piedi. Anche al lavoro: quando faceva l’operaio in aziende metalmeccaniche della zona, compresa una ditta di Rosà che distava da Bassano oltre 6 chilometri, camminava da casa per raggiungere la fabbrica e per tornare indietro alla fine del turno, con qualsiasi condizione meteo.  

Attualmente “El Caminante” è disoccupato. E ha deciso di dedicare il maggiore tempo libero a sua disposizione all’impresa di percorrere a piedi l’intera fascia litoranea del nostro Bel Paese, isole escluse. Ci impiegherà tre mesi, giorno più giorno meno.

Il suo obiettivo è quello di raccontare gli avvenimenti e le sensazioni del suo lungo cammino sul suo profilo Facebook, con aggiornamenti quotidiani, e di sensibilizzare alla raccolta fondi a favore del Venezuela terremotato, dopo il devastante sisma dello scorso 24 giugno che ha sconvolto il nord del Paese sudamericano.

La raccolta di fondi, attraverso un Iban dedicato, e di aiuti alla popolazione terremotata è stata promossa nel nostro territorio dall’Associazione di Promozione Sociale Casa Italo Venezuelana N.C.S. (Nord Centro Sud), costituitasi nel 2020 e composta da volontari di entrambi i Paesi.

Incontro Jorge a Bassano, davanti al Centro Giovanile. E come vedete dalla foto, il protagonista di questa storia è già “attrezzato” per l’impegnativa trasferta, alla vigilia della sua partenza per la grande avventura umanitaria.

Assieme a lui c’è Lys Golia, co-fondatrice della Casa Italo Venezuelana N.C.S., che sta dedicando anima e cuore alle iniziative di sostegno ai terremotati del suo Paese d’origine e che è già stata intervistata in un mio precedente articolo su Seven Magazine. E non a caso: proprio l’Associazione di cui Lys fa parte patrocina la lunga passeggiata a scopo benefico di “El Caminante” per tutta l’Italia, assieme ad un’altra Associazione di venezuelani in Svezia, chiamata “Angels for a Better World”.

E oramai ci siamo. Dopodomani, lunedì 31 agosto, il viandante venezuelano partirà in treno da Bassano del Grappa per raggiungere Ventimiglia. E martedì 1° settembre alle 6 di mattina, zaino in spalla, dalla cittadina quasi al confine con la Francia comincerà la prima tappa del suo Giro d’Italia senza maglia rosa ma che si prefigge di far conquistare tanti traguardi volanti, sotto forma di donazioni liberali, al cuore delle persone.

“Cammina, cammina…”, si scrive nelle fiabe. Ma la camminata di Jorge Alejandro Arguello Ruiz lungo le coste dello Stivale non è una favola: è la realtà.

Jorge, come è nata questa idea del viaggio a piedi lungo le coste d’Italia a sostegno del Venezuela terremotato?

Fondamentalmente sono un avventuriero, mi piace tanto viaggiare. Ho girato già tutta l’Italia e ho raggiunto almeno quattro posti per ogni regione italiana. Sono cinque anni che non uso più la macchina, quindi la mia filosofia è quella di camminare. Mi muovo in un raggio di 6 chilometri, pertanto tra andata e ritorno percorro a piedi tra i 12 e i 15 chilometri al giorno. Così vivo, come appassionato, e devo dire che questa filosofia di vita mi piace. Visto che sono disoccupato, avevo già questa intenzione, questo piano di fare il giro delle coste d’Italia, ma in futuro. Poi però, sono successi i terremoti che hanno colpito tanto il posto in cui sono nato, La Guaira. La città è stata distrutta del tutto e io non riesco ad andare avanti con il mio stile di vita, a viaggiare, ad avventurarmi, senza pensare ai tanti bambini che col terremoto hanno perso i genitori.

Da qui, allora, la decisione di “anticipare” l’impresa per questo scopo umanitario?

Sì. Mi sono messo in contatto con l’Associazione Casa Italo Venezuelana Nord Centro Sud, che è un’organizzazione locale, di cui conosco la fondatrice, e mi sono messo a collaborare, a fare del volontariato con loro. Ho visto che lavorano, che si danno da fare, anche ovviamente per sostenere questo aiuto umanitario al Venezuela, per il quale servono delle risorse. Mi sono quindi messo a disposizione per fare questa avventura.

Quanti chilometri percorrerai in tutto, a piedi?

Praticamente faccio il giro di tutta la penisola italiana per le vie litorali. Sono circa 3.500 chilometri. Parto da Ventimiglia, faccio tutto il bordo vicino al mare, fino ad arrivare a Trieste.

E quanti chilometri pensi di fare al giorno, in media, come tabella di marcia?

Io stimo, come tabella personale, di arrivare ad almeno una quarantina di chilometri al giorno. Fra i 35 e i 40 chilometri al giorno.

Come ti sei organizzato per dormire e per mangiare?

Come puoi vedere, ho la tenda, un materassino, lo zaino e le cose indispensabili. Perché lungo il tragitto mi fermo ogni 10-12 chilometri, mi riposo un po’, mi idrato e mangerò quello che trovo nei supermercati, cose molto veloci, al volo. E ogni 35-40 chilometri, che già ormai saranno otto ore di camminata, più o meno, mi fermo in un posto, cerco dove mettere la tenda, ceno, mi idrato di nuovo e poi vado a dormire fino alle cinque del mattino del giorno dopo.

Quando sarai in cammino, come pensi di raccogliere aiuti per il Venezuela?

Ho il mio profilo Facebook. Non è che mi seguano ancora tante persone, però cerchiamo che almeno quelli che mi seguono si coinvolgano in questa missione. Io farò ogni giorno un aggiornamento, su dove sono partito, dove andrò e su come stanno andando le cose sul mio profilo Facebook e sulla pagina che si chiama “El Caminante”.

E allora una persona che vuole aiutare, seguendo sui social la tua camminata cosa deve fare?

Il volantino di “Ogni passo può diventare aiuto” dà l’informazione diretta dell’Associazione con cui collaboro e dell’Iban a cui destinare le donazioni. Io non percepisco soldi. Tutti i soldi che le persone coinvolte vorranno donare, vanno al 100% all’Associazione Casa Italo Venezuelana Nord Centro Sud.

Jorge, un’ultima domanda. Chi te lo fa fare?

I bambini che non hanno più i genitori. È la verità, di cuore. Se domani la terra trema e io come adulto perdo la casa, nel bene e nel male, per due mesi andrò al centro di emergenza e mangerò lì. Dopo vedi che non c’è più possibilità per te e scappi, te ne vai via, in un altro Paese. Ma i bambini cosa fanno? Si alzano e dicono: “Il mio papà e la mia mamma dove sono?”. E gli adulti che sono lì e che li stanno sostenendo in questo momento, se non arrivano gli aiuti, scappano anche loro. È questa la mia preoccupazione.  

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.