Sono trascorsi più di sei anni da quando ci ha lasciati il prof. Vittorio Andolfato, illustre figura di Bassano del Grappa, docente di Storia e Filosofia al Liceo Brocchi, Premio Cultura Città di Bassano nel 2025, uomo di incontro fra culture e religioni, fondatore dell’associazione “26 Settembre” (la data dell’Eccidio di Bassano del 1944) a tutela del ricordo della Resistenza e dei valori fondamentali della nostra Costituzione. Ma la sua memoria, e soprattutto la sua eredità spirituale, è sempre viva grazie all’attività dell’associazione rinominata “26 Settembre 1944 – Vittorio Andolfato” che ne ha raccolto il testimone di impegno sociale, in un ponte ideale fra il passato della Liberazione, a cui l’associazione si ispira, e le sfide civili del nostro presente.
L’ultima e direi anche imponente fatica del sodalizio bassanese è una ricerca, intitolata “Adolescenti e sentimenti democratici”, il cui “Quaderno di sintesi” è stato presentato oggi nella sede consiglio regionale a Palazzo Ferro Fini a Venezia dalla consigliera regionale del PD Chiara Luisetto, vicepresidente della Quinta commissione (politiche sociosanitarie). L’obiettivo principale dell’iniziativa è stato quello di captare i segnali, delle nuove generazioni in particolare, sulla “percezione” della democrazia e dei valori ad essa correlati.
È stata compiuta al riguardo una articolata indagine campionaria, condotta dal 15 settembre al 10 ottobre 2025, suddivisa in due gruppi: adulti e adolescenti, prendendo quale popolazione di riferimento l’area del Bassanese e dell’Altopiano dei Sette Comuni. Sono stati intervistati in presenza 1660 studenti e studentesse dei dodici Istituti di istruzione superiore e delle Scuole di formazione professionale, con un campione statisticamente rappresentativo di genere, scuola, indirizzo e classe dell’Ats Veneto 03 – Bassano del Grappa e Altopiano. Inoltre, la società demoscopica Demetra ha intervistato, con metodologia cati e cami (telefono fisso e mobile), 1001 maggiorenni, residenti sempre nel Bassanese e nell’Altopiano, con un campione statisticamente rappresentativo di genere, classe di età, aree di residenza.
“Si tratta di un lavoro – ha affermato Chiara Luisetto introducendo la conferenza stampa – che offre uno spaccato chiaro e significativo sul pensiero degli adolescenti del territorio: sui valori della democrazia, sul “sentimento” che essa suscita, ma anche sul livello della partecipazione giovanile attiva e su quanta strada resti ancora da percorrere, soprattutto rispetto a resistenze di natura culturale e ai temi della parità di genere.” “Credo che questa ricerca rappresenti una fotografia fondamentale – ha sottolineato la consigliera –. Un passaggio, un tassello importante, non solo per fare memoria e per rapportarsi agli ideali e ai valori della Resistenza, ma soprattutto per riuscire a supportare e a sostenere i nostri giovani nel comprendere come vivere la democrazia da protagonisti.” “La ricerca rappresenta dunque un contributo prezioso – ha concluso l’esponente regionale –. È scrupolosa, fondata su dati che possono risultare utili a chiunque, nelle istituzioni e nelle associazioni, è ispirata dalla voglia di conoscere più a fondo i ragazzi e le ragazze del nostro territorio.”
Ai numerosi intervistati sono state poste domande come “esiste un ‘sentire’ democratico?”; “esiste una memoria della Resistenza?”; “quali i valori di riferimento, di fiducia?”; “quale il livello di informazione, di interesse e di partecipazione politica?” oltre a domande su argomenti come “la socialità, le relazioni e il senso di appartenenza” e “la democrazia di genere e la cittadinanza”. Si è cercato di comprendere come funzionano, per i ragazzi e le ragazze, i meccanismi di integrazione sociale, il grado di coinvolgimento nella società locale, la forza della memoria della Resistenza e il grado di interesse verso la politica e l’associazionismo.
Tra i tanti dati raccolti, si sottolineano alcuni di particolarmente significativi. I termini più ricorrenti sono stati: “popolo, libertà, uguaglianza, diritti”. Nello specifico, il termine “democrazia” è stato descritto dal 31% degli adolescenti come “popolo” mentre come “libertà” dal 38% degli adulti. E attenzione, attenzione: alla domanda “dove vivere dopo gli studi”, il 44% dei ragazzi si pensa all’estero. Percentuale che sale a 63% tra quanti sono impegnati in politica. Del resto, i partiti politici hanno raccolto solo il 20% di piena fiducia da parte dei giovani.
Quanto alla partecipazione politica visibile e invisibile, il 57% degli adolescenti ha dichiarato di informarsi, il 10% di partecipare, a fronte rispettivamente dell’81% e del 17% degli adulti, ma l’impegno concreto scende al 3% negli adolescenti e al 6% negli adulti. Sulla partecipazione a incontri o attività di associazioni o gruppi, il 42% ha optato per il ‘settore sportivo’, il 22% ha dichiarato la partecipazione a scout, club giovanili e studenteschi. Alla domanda: “Quanto è importante oggi parlare e ricordare i fatti della Resistenza e le vittime dei fascisti/nazisti”, il 77% dei giovani ha dichiarato “molto/abbastanza”. E sul diritto al voto, il 73% dei ragazzi ne ha sottolineato “l’importanza/l’influenza’” mentre, in merito al voto a 16 anni alle Comunali, ha detto “No” il 54%.
Sono solo alcune inquadrature della complessa fotografia generazionale emersa dall’indagine. “La domanda principale che è stata rivolta – ha spiegato il sociologo Valerio Bellotti – riguardava se, nella mente e nei pensieri degli adolescenti, esistesse una sorta di ‘narrazione’ della democrazia: se cioè essa evocasse sentimenti positivi oppure negativi. Dai risultati è emerso con chiarezza che il termine democrazia suscita sentimenti molto positivi e profondamente radicati. Questo orientamento trova riscontro anche in un’elevata partecipazione attiva da parte dei ragazzi, sia nelle attività di volontariato e di aiuto gratuito agli altri, sia nell’interesse verso la politica attiva.” Anche se, come ha rilevato il sociologo, “permangono alcuni stereotipi”, con nette differenze tra ragazzi e ragazzi soprattutto in relazione agli stereotipi di genere. “Il dato forse più sorprendente – ha rimarcato Bellotti – è che circa un quarto dei ragazzi ritiene che, in caso di maltrattamenti, la donna abbia una parte di responsabilità; un orientamento che, invece, tra le ragazze risulta del tutto assente. Questo, ci porta a riflettere su un duplice livello: da un lato, la necessità di continuare a lavorare per il pieno raggiungimento della parità di genere; dall’altro, l’importanza di accompagnare anche i percorsi di costruzione della maschilità, oggi attraversati da profondi cambiamenti nei riferimenti culturali. Un accompagnamento che deve avvenire senza in alcun modo compromettere o rallentare il cammino verso una piena uguaglianza di genere.”
“La ricerca – ha evidenziato Giada Nicolini, presidente dell’associazione “26 Settembre 1944 – Vittorio Andolfato” – è stata fatta per lasciarci stupire, per ascoltare davvero i nostri giovani, per apprendere le domande, le attese, le frustrazioni di chi sta vivendo all’interno di questa democrazia che spesso sente lontana da sé. Dalla ricerca emerge non indifferenza: i giovani vogliono essere ascoltati, vogliono partecipare davvero, pretendono una democrazia reale, vera, autentica, capace di essere vissuta.”
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