AttualitàEvidenzaSeven +
  • 4 min lettura

Questa Casa non è un albergo

“Casa dei Comuni”: il patto tra le 9 città sopra i 15 mila abitanti per un listone unico alle prossime elezioni della Provincia di Vicenza. Elena Donazzan bacchetta i sindaci di Bassano e di Vicenza, Finco e Possamai, firmatari del documento: “Si occupino delle proprie città, senza distrazioni, viste le criticità che continuano ad evidenziarci i cittadini”.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Lug 18, 2026

magzin magzin
Elena Donazzan con l’on. Ciro Maschio all’evento politico di Fratelli d’Italia di ieri sera a Nove (foto da Facebook / Elena Donazzan)

Dunque, partiamo dalla premessa. Ieri, in campo politico ed amministrativo locale, è nata una nuova entità. Non sappiamo ancora se si tratti di un’entità astratta, come il megadirettore galattico di Fantozzi. Fatto sta che 9 sindaci di altrettante città sopra i 15 mila abitanti della provincia di Vicenza – sia di centrodestra, sia di centrosinistra e sia “civici” misti – hanno sottoscritto e lanciato il patto “Per una Provincia che torni ad essere la Casa dei Comuni”.

Un documento bipartisan che intende “superare gli stalli generati dalla riforma Delrio del 2014”, quella che ha trasformato le Province in “enti territoriali di secondo livello”, i cui vertici (presidente e consiglio provinciale) non vengono più eletti dai cittadini ma dai sindaci e dai consiglieri comunali dei Comuni del territorio provinciale. “Una riforma rimasta a metà – afferma un comunicato stampa dei 9 sindaci firmatari –, che ha modificato il sistema elettorale senza ridefinire con altrettanta chiarezza ruolo, funzioni, risorse e prospettive delle Province.”

Nel prossimo mese di novembre è prevista l’elezione per il rinnovo del consiglio provinciale e del presidente della Provincia di Vicenza. E in vista dell’appuntamento elettorale, il documento congiunto dei 9 Comuni vuole “rilanciare la Provincia come autentica Casa dei Comuni” ovvero “un luogo di collaborazione tra amministratori, nel quale prevalgano il confronto, la condivisione e la ricerca delle migliori soluzioni per il bene delle nostre comunità”. È insomma il manifesto di quello che potremmo indicare con la sigla G.A.A.U.: il Grande Amore Amministrativo Universale, indipendentemente dagli schieramenti politici di appartenenza.

Per questo motivo, i Magnifici Nove intendono superare la “logica dei partiti” per far sì che “le diverse sensibilità politiche e civiche trovino una sintesi attorno agli interessi comuni del proprio territorio”. Un giro di parole per esprimere la volontà di creare un listone unico e unitario, per l’appunto la “Casa dei Comuni”, con il quale presentarsi alla tornata elettorale per il rinnovo delle cariche di Palazzo Nievo.

Era già accaduto alle elezioni provinciali del 2021, con la discesa in campo di due listoni rappresentativi dell’intero territorio provinciale, “Casa dei Comuni Nord” e “Casa dei Comuni Sud”. Al voto provinciale del 2024 si era invece ritornati allo scontro tra schieramenti politici. È quello che i 9 Comuni over 15 mila vogliono evitare, nella convinzione che “il futuro della Provincia di Vicenza passi dalla capacità dei suoi amministratori di tornare a fare della Provincia la vera Casa dei Comuni”.  

Firmato: i sindaci di Arzignano (Riccardo Masiero), Bassano del Grappa (Nicola Finco), Cassola (Giannantonio Stangherlin), Lonigo (Pierluigi Giacomello), Montecchio Maggiore (Silvio Parise), Schio (Cristina Marigo), Thiene (Gianantonio Michelusi), Valdagno (Maurizio Zordan) e Vicenza (Giacomo Possamai).

Ma l’“apertura reciproca” dei sindaci di destra e di sinistra, allo scopo di ritrovare la pace dei sensi a livello provinciale, non è piaciuta per nulla all’europarlamentare di Fratelli d’Italia Elena Donazzan. La quale, fresca reduce dall’adunata generale del suo partito di ieri sera a Nove (di cui al mio precedente articolo “Donzelli Bignami Show”), ha postato oggi un intervento sui suo profilo Facebook nel quale non esita a collocare il patto fra i primi cittadini nella categoria degli “inciuci”.

“Penso alla “Casa dei Comuni” di Finco e Possamai – scrive Donazzan – e immagino il primo punto all’ordine del giorno della nostra Provincia: l’istituzione del tribunale della Pedemontana. Con il primo sulle barricate giustamente a favore e il secondo in trincea inspiegabilmente contro.” “Solo un esempio, non banale – prosegue –, che dimostra plasticamente quanto gli inciuci per ottenere ruoli, ben che vada, portano a surreali compromessi di facciata, poco virtuosi in primis per il territorio. No grazie.”

“Noi continueremo a lavorare – aggiunge l’eurodeputata FdI – per offrire a tutti i livelli istituzionali il buon governo del centrodestra che rappresenta le istanze dei cittadini e delle amministrazioni. Se qualcuno vuole sedersi al tavolo con la sinistra è libero di farlo assumendosi le sue responsabilità.”

Ed è al dem Giacomo Possamai e al leghista Nicola Finco (della cui maggioranza, lo ricordiamo anche se talvolta non sembra, fa parte anche Fratelli d’Italia) che Elena Donazzan riserva il colpo finale:

“Tra l’altro suggerirei al sindaco di Vicenza e a quello di Bassano di occuparsi delle proprie città, senza distrazioni, viste le criticità che continuano ad evidenziarci i cittadini.”

Il caustico invito dell’europarlamentare a Finco e a Possamai è dunque quello di concentrarsi sui problemi irrisolti delle rispettive città amministrate, prima ancora di trovare uno spazio “di condivisione e di collaborazione attorno agli interessi comuni del proprio territorio” nella sede dell’amministrazione provinciale.

Come dire: cari sindaci della Casa dei Comuni, questa Casa non è un albergo.

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.