Nuova aria di edificazione nella zona a sud di quartiere San Lazzaro, a ridosso del casello della Pedemontana? L’ex area Campagnolo Commercio in liquidazione nonché ex area MEB-AGB-Brunello Salumi di via Riva Bianca è oramai fuori gioco: è stata comprata all’asta giudiziaria dalla Società Agricola Rivabianca ed è adibita alla piantumazione di alberi e alla coltivazione biologica di prodotti agricoli. Ma la limitrofa area Pengo di strada Rambolina, di proprietà di Pengo Spa e attualmente ancora lasciata a verde, è sempre lì ed è sempre disponibile per eventuali cambi di destinazione urbanistica d’uso. L’area Pengo rimane quindi e al momento ancora un campo largo (nulla a che vedere con il centrosinistra) di circa 160.000 mq di estensione, dove già la proprietà, come tutti ben sappiamo, era intenzionata a edificare un nuovo centro logistico.
A mettere la mosca al naso ai custodi dell’integrità del territorio sono state le dichiarazioni del sindaco Nicola Finco, ripetute in più occasioni pubbliche e riguardanti la sua volontà di “venire incontro” alle esigenze delle imprese che intendono espandersi. Considerazione da lui ribadita lo scorso 13 giugno all’inaugurazione della nuova sede di Lolato Ortopedia Sanitaria in strada Rambolina, proprio davanti all’area Pengo.
Parlando di “espansione” il pensiero vola subito proprio a San Lazzaro. Sempre lo scorso giugno, il capogruppo consiliare del Pd Roberto Campagnolo aveva lanciato sui social un messaggio di avvertimento, intitolato “San Lazzaro ritorna?”. Nel post, le considerazioni di Campagnolo prendevano spunto da un intervento in consiglio comunale del sindaco Finco che “ha richiamato la necessità di assumere decisioni per lo sviluppo del territorio” e da due dichiarazioni dello stesso Finco all’assemblea del Raggruppamento di Bassano di Confindustria: “Quando un’azienda vuole intraprendere un percorso di sviluppo si creano immediatamente dei movimenti contro” e “Se vogliamo mettere le basi per il futuro non c’è altra strada che prendere decisioni”.
Nei giorni scorsi l’allarme è stato rilanciato da un lungo ed articolato comunicato stampa di A.RI.A. bassanese, intitolato “Sulle voci di possibili progetti in area S. Lazzaro”. Nel testo, tra le numerose altre cose, si citano le parole riportate a mezzo stampa dell’assessore comunale all’Urbanistica Andrea Zonta che ha dichiarato a un quotidiano locale che “agli uffici comunali non sono arrivate proposte per la costruzione di strutture logistiche o di altro tipo nell’area verde in quartiere San Lazzaro”.
“Ma dichiarare che nessuna proposta è stata ancora presentata, e non parlare di contatti o interlocuzioni, non è affatto sufficiente a tranquillizzare i cittadini in merito a progetti che potrebbero incombere sull’area ad ovest di via Rambolina”, ha messo in guardia l’associazione A.RI.A., ricordando tutti i precedenti del caso.
Sulla questione arriva adesso la presa di posizione del Direttivo di Quartiere di San Lazzaro, affidata ad un comunicato stampa trasmesso in redazione dal presidente del Consiglio di Quartiere Stefano Facchin. Come dal testo che segue.
Comunicato in riferimento a possibili nuove costruzioni in Quartiere.
Il Direttivo di Quartiere di San Lazzaro si è riunito nella serata di martedì 14 luglio 2026 per valutare e fare le proprie considerazioni a seguito dell’incontro del 7 luglio 2026 con il Sindaco della Città di Bassano del Grappa, Nicola Ignazio Finco.
L’incontro si era reso necessario per ottenere delucidazioni e un riscontro ufficiale in merito alle voci delle ultime settimane, riportate anche dai giornali e dalle TV locali, riguardanti la possibile costruzione o riproposizione di capannoni di grandi dimensioni nel territorio di San Lazzaro.
Il Sindaco ci ha comunicato che agli uffici comunali non era ancora pervenuto nulla in merito a un potenziale nuovo piano di interventi nell’area interessata. Secondo quanto riferito dal primo cittadino, la questione nasceva probabilmente da una sua dichiarazione male interpretata durante l’Assemblea di Confindustria.
Le rassicurazioni ricevute, tuttavia, si riferiscono esclusivamente al fatto che nulla fosse stato depositato agli uffici fino al giorno dell’incontro. Resta aperto però il tema delle future scelte dell’Amministrazione.
A questa domanda ci è stato risposto che tutto dipenderà dalle richieste che verranno presentate, specificando che non si può dire “no” o “sì” a priori, che ogni elemento andrà valutato e che, in ogni caso, il quartiere verrà subito informato.
Questo scenario ci preoccupa fortemente, poiché appare evidente la mancanza di una pianificazione orientata alla tutela dell’area verde.
Il quadro si complica se sommato a quanto dichiarato dal Sindaco durante l’ultima Assemblea di Confindustria. In quell’occasione, esprimendo considerazioni generali, ha affermato di non tollerare che ad ogni richiesta di ampliamento o nuova costruzione si venga sistematicamente accusati di distruggere il territorio e l’ambiente.
Purtroppo, tutto sembra muoversi nella direzione per noi sbagliata: non emerge una volontà decisa nel voler mantenere l’area a verde. L’amministrazione, come ci è stato spiegato, deve infatti valutare anche i possibili introiti derivanti dagli oneri di urbanizzazione per realizzare altre opere.
Non possiamo accettare, tuttavia, che tutto si riduca a un mero ritorno economico. Le valutazioni economiche non possono prevalere sulla tutela del territorio, della salute e della qualità della vita.
A nostro avviso, non vengono tenuti in considerazione diversi fattori che abbiamo fatto notare durante l’incontro.
In primis la viabilità: un ulteriore flusso di traffico andrebbe a riversarsi su via Cartigliana, già ora al collasso. Da un sondaggio condotto nel quartiere, la via viene infatti descritta come uno dei problemi principali proprio a causa della sua pericolosità.
Vi è poi l’intero tema ambientale, che rappresenta probabilmente l’aspetto da tenere maggiormente in considerazione. Nelle potenziali aree in cui si vorrebbe edificare si trovano infatti le più importanti zone di ricarica delle falde acquifere esistenti in zona. A ciò si aggiungerebbe l’innalzamento delle temperature nella zona, causato
dalla cementificazione e dall’asfaltatura dei terreni. Il tutto senza contare il progetto già presentato, a meno di 600 metri di distanza, per un parco agrivoltaico di ben 73 ettari.
Chi amministra un territorio deve trovare il giusto compromesso tra le varie esigenze di chi vi abita, di chi vi lavora o vi fa impresa, prestando attenzione sia a chi ha già ricevuto molto restituendo magari poco alla città, sia a chi ha già dato un contributo notevole.
Quest’ultimo è il caso della zona sud e, in particolare, del quartiere di San Lazzaro, che ha offerto molto in termini di aree destinate alla collettività; l’amministrazione, pertanto, deve tenere conto di un equilibrio tra i quartieri e al contributo storico dato dal nostro quartiere.
Dobbiamo ricordare che: la Terra non l’abbiamo ricevuta in eredità dai nostri predecessori, ma l’abbiamo in prestito dai nostri figli.
Dobbiamo decidere cosa vogliamo lasciare alle future generazioni: già in questi giorni stiamo vivendo una situazione di caldo asfissiante e, continuando su questa strada solo per interessi economici, probabilmente renderemo la vita ancora più difficile a chi arriverà dopo di noi. Ognuno deve fare la propria parte, nel proprio piccolo.
Vorremmo evitare di trovarci di fronte a decisioni già prese a priori da persone che tengono conto solo di certi aspetti; vorremmo invece che venissero ascoltati i cittadini, con i loro desideri e i loro timori per il futuro.
Il Consiglio di Quartiere non è contrario allo sviluppo economico o all’attività d’impresa, ma ritiene che essi debbano essere perseguiti privilegiando il recupero e la riqualificazione delle aree già urbanizzate o dismesse, limitando il consumo di nuovo suolo.
Per tali motivi, il Direttivo del Consiglio di Quartiere esprime, oggi come in passato, la propria contrarietà a un intervento edilizio nella zona in discussione.
Per dare maggiore forza alla posizione espressa dal Direttivo andremo a convocare una Assemblea di Quartiere per il mese di settembre e a informare i residenti.
Il Consiglio di Quartiere San Lazzaro

