I Carabinieri di Enego e della Compagnia di Bassano del Grappa stanno indagando sul grave atto intimidatorio, risalente alla tarda serata di ieri, che ha preso di mira Adriano Cappellari, giovane collaboratore del quindicinale “L’Altopiano”, obiettivo dallo scorso dicembre di ripetute minacce di morte da parte di ignoti. Alle 23.30 circa davanti alla porta d’ingresso dell’abitazione di Cappellari ad Enego è avvenuta un’esplosione che ha prodotto fiamme altissime, fortunatamente domate in poco tempo dai Vigili del Fuoco accorsi sul posto. Le telecamere di videosorveglianza privata hanno immortalato la figura di un individuo a volto coperto, armato di pistola, che poco prima del botto si è introdotto nella proprietà della famiglia Cappellari posizionando a terra un pacco incendiario. L’attentatore, prima di fuggire, ha lasciato sul posto una lettera di minacce. Sul posto sono state trovate anche diverse bombolette di gas, rimaste inesplose e disinnescate dai pompieri, e una foto del bersaglio dell’attentato segnata con una “X”.
Da tempo, Adriano Cappellari è impegnato a raccontare la situazione di Caivano (Napoli) e l’attività di don Maurizio Patriciello, il “parroco anti-clan” del Comune campano che si è esposto in prima persona contro il malaffare nella Terra dei Fuochi e che nell’agosto 2024 ad Enego aveva partecipato al Tavolo della Legalità. Dalla fine dello scorso anno il cronista ha ricevuto una serie di lettere anonime, con espliciti inviti a smettere di scrivere e con pesanti minacce.
Oggi il sindaco di Enego Marco Frison ha trasmesso una comunicazione alla cittadinanza di “vicinanza ad Adriano e alla sua famiglia”, condivisa nella pagina Facebook del Comune. “Quanto accaduto davanti all’abitazione del nostro Adriano è un fatto gravissimo, che colpisce profondamente non solo lui e la sua famiglia, ma tutta la nostra comunità – afferma il primo cittadino –. Come Amministrazione, e prima ancora come cittadini di Enego, condanniamo con assoluta fermezza questo gesto vile, violento e inaccettabile. Saranno le autorità competenti a svolgere tutte le indagini necessarie, con il rispetto e la fiducia che dobbiamo sempre avere verso lo Stato e le Forze dell’ordine.”
“In questo momento, però, a noi, come comunità spetta un compito importante: far sentire ad Adriano e alla sua famiglia che Enego c’è. Che non sono soli. Che un paese vero si vede proprio nei momenti più difficili – aggiunge Frison –. È in questi momenti che una comunità si dimostra tale: non con le chiacchiere nei bar, non con le mezze parole, non con i commenti detti senza pensare, ma con la vicinanza, il rispetto, con la responsabilità e con l’umanità. Chiediamo quindi a tutti di usare parole giuste, parole attente, parole che non feriscano ancora di più chi sta già vivendo ore pesanti. Davanti a fatti così gravi serve silenzio dove serve silenzio, rispetto dove serve rispetto, e forza dove serve forza.”
“A chi ha compiuto questo gesto va tutta la nostra condanna – conclude il sindaco di Enego –. Ma vogliamo anche dire con chiarezza che nessuna intimidazione, nessuna violenza e nessuna paura dovranno mai spegnere la voglia di libertà, di verità e di giustizia della nostra comunità. Enego è una comunità forte, e oggi deve dimostrarlo stringendosi attorno ad Adriano e alla sua famiglia.”
Unanime la condanna dell’accaduto dal fronte della politica. Il vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani ha telefonato al giovane giornalista per esprimergli “vicinanza e solidarietà”. “Minacciare un cronista – afferma una dichiarazione della premier Giorgia Meloni – che sceglie di fare luce su realtà difficili come quella di Caivano e sul prezioso impegno di chi, come don Maurizio Patriciello, è in prima linea al servizio della propria comunità, è inaccettabile e rappresenta un attacco irricevibile alla libertà di stampa e informazione.” “L’Italia – dichiara ancora la presidente del Consiglio – ha bisogno di giovani coraggiosi come lui, che non hanno paura di denunciare e di documentare ciò che non funziona, per tentare di cambiarlo e rendere la nostra società più giusta e forte.”
Per il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani “Cappellari era già stato oggetto di minacce inaccettabili a causa delle sue inchieste; i fatti di ieri, tuttavia, testimoniano un salto di qualità inquietante”. “Il Veneto – sono ancora parole del governatore – è una terra di legalità, libertà e rispetto delle istituzioni: ricatti e violenza qui non hanno diritto di cittadinanza.”
Nel tardo pomeriggio è giunto in redazione un comunicato stampa del deputato vicentino della Lega Erik Pretto, membro della Commissione bicamerale Antimafia. “Esprimo piena solidarietà al giornalista vicentino Adriano Cappellari, professionista stimato notoriamente impegnato sul tema della legalità, in passato già vittima di minacce”, dichiara l’on. Pretto. “Il grave atto intimidatorio subito nei pressi della sua abitazione di Enego, colpita da più bottiglie incendiarie, è un gesto gravissimo che urta profondamente la nostra sensibilità umana e politica – prosegue il parlamentare –. Come rappresentanti delle istituzioni di questo Paese non possiamo restare immobili, pertanto mi rendo fin da subito disponibile, laddove fosse ritenuto utile, all’organizzazione di una specifica audizione in Commissione bicamerale Antimafia, che possa far sentire ad Adriano Cappellari tutta la vicinanza dello Stato.”
Vicinanza al cronista eneghese viene espressa anche da Chiara Luisetto, consigliera regionale del Pd. “Esprimo la mia piena solidarietà e vicinanza ad Adriano Cappellari, alla sua famiglia e alla redazione de L’Altopiano per il gravissimo attentato incendiario avvenuto nella notte davanti alla sua abitazione a Enego- dichiara Luisetto in una nota – . Quanto accaduto non è soltanto un gesto criminale e vile. È un atto intimidatorio che colpisce la libertà di informazione, il diritto di raccontare i fatti e l’impegno di chi sceglie di fare giornalismo anche quando significa affrontare realtà difficili e scomode.” “In questi mesi – prosegue l’esponente dem – Adriano Cappellari era già stato destinatario di minacce per il lavoro svolto e per le sue prese di posizione a sostegno della legalità. L’escalation di violenza a cui abbiamo assistito oggi deve preoccupare tutti. Nessuno può pensare di mettere a tacere una voce attraverso la paura.”
“Anche nei nostri territori, che spesso immaginiamo lontani da certe dinamiche, non possiamo permetterci di abbassare la guardia – continua –. La cultura della legalità, del rispetto e della convivenza democratica si difende ogni giorno, sostenendo chi racconta, denuncia e tiene accesa l’attenzione pubblica.” “A Adriano va tutto il mio sostegno – conclude Chiara Luisetto –. Mi auguro che le indagini possano fare rapidamente piena luce sui responsabili di questo gesto e che nessuno venga lasciato solo davanti a intimidazioni di questa gravità. La libertà di stampa non riguarda soltanto i giornalisti. Riguarda la qualità della nostra democrazia e il diritto di ogni cittadino ad essere informato.”
Fra i numerosi interventi via social di condanna dell’accaduto da parte di amministratori locali del territorio, segnalo infine una frase del sindaco di Mussolente Ellena Bontorin: “Di fronte a episodi così gravi, il silenzio non è un’opzione.”