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Una giornata da Amish

Cosa succede se in un piccolo paese tolgono la corrente elettrica dalle 8 del mattino fino al pomeriggio? Cronaca di un giorno d’altri tempi vissuto oggi a Solagna.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Ago 5, 2026

magzin magzin
L’avviso affisso all’ingresso del Comune di Solagna

Diciamolo subito. Questo articolo appartiene alla categoria, dal nome piuttosto lungo: “Non è capitato nel mio Comune. Perché dovrebbe interessarmi?”. In effetti, il mio resoconto si occupa di un problema che oggi ha riguardato una zona consistente del territorio del Comune di Solagna, dove abito. Di conseguenza, la questione ha coinvolto solo questo piccolo fazzoletto del nostro comprensorio.

Ma si tratta in realtà di un caso esemplificativo, e in quanto tale di interesse generale, di cosa può succedere quando nel luogo in cui vivi, qualunque esso sia, ti tolgono la corrente per gran parte delle ore diurne della giornata, a causa di lavori sulla rete di distribuzione elettrica. E per di più nel bel mezzo di una nuova “Allerta per caldo estremo” in Veneto, l’ennesima di questa già caldissima estate.

Partiamo dall’ovvio presupposto che il fatto di avere la luce lo dai per scontato e che solo quando ti viene a mancare ti accorgi di essere tornato all’età della pietra. Ma così è se vi pare: oggi, mercoledì 5 agosto, come preannunciato dai volantini affissi sulle strade, E-Distribuzione ha staccato l’energia elettrica a Solagna per effettuare dei lavori sui suoi impianti. Orario previsto del blackout imposto: dalle 8 alle 16. La luce è stata però interrotta con quasi un’ora di ritardo, poco prima delle 9. E già questo, come inizio della giornata di passione, non è stato il massimo.

Per uno come me che lavora principalmente col computer e con internet, e da casa, non avere l’elettricità significa disporre di una non desiderata giornata di vacanza coatta. E così non mi è rimasto altro da fare che “cazzeggiare” per buona parte della lunga attesa del ripristino della corrente. Una cosa giornalisticamente utile però l’ho fatta: questa mattina sono andato a fare un giro a piedi per il centro di Solagna, per osservare con i miei occhi la situazione di un paese senza energia e per vedere l’effetto che fa.

L’impressione generale che ho raccolto è stata quella di trovarmi in un paese degli Amish, la comunità religiosa della Pennsylvania che rifiuta di collegarsi alla rete elettrica pubblica per non dipendere dal mondo esterno. Tutto chiuso, per mancanza di corrente. A cominciare dal municipio. “Si comunica – ha avvisato un cartello affisso all’ingresso del Comune – che per interruzione del servizio elettrico il giorno mercoledì 5 agosto 2026 gli uffici comunali rimangono chiusi. Ci si scusa per il disagio.” Inserito comunque nell’avviso un numero telefonico per le emergenze.

Chiusura totale e obbligata, per le stesse ragioni e con lo stesso tipo di avvisi per il pubblico, anche per l’ufficio postale e per la banca. Impossibile smaltire i rifiuti della differenziata: nell’area del blackout erano compresi i press container della ecopiazzola di Etra. Serrande abbassate nei pochi negozi del centro, in primis l’edicola e cartoleria dove puoi pagare i bollettini e quant’altro. Sprangati per l’intera giornata anche i due unici bar nel cuore del paese, quello del chiosco comunale e il bar del circolo parrocchiale.

Chi poi non ha potuto fare a meno di disporre dell’energia elettrica ha dovuto arrangiarsi con mezzi propri. Alla Casa di Riposo l’erogazione della corrente è stata garantita da un grande generatore autonomo a noleggio, collocato all’esterno del retro della struttura per anziani. Gruppo elettrogeno in funzione anche alla stazione ferroviaria, per le necessità lungo la linea e gli annunci vocali al pubblico. Anche la Trattoria Da Doro ha attivato un gruppo elettrogeno autonomo esterno per mantenere il funzionamento dei frigoriferi.

Insomma: una serie di scene d’altri tempi o di emergenza mentre sulle strade, a parte le automobili, non c’era praticamente nessuno. “Sembra quasi il Covid”, mi ha detto Patrick Gheno, titolare dell’unica bottega rimasta aperta in centro durante il blackout. Patrick fa il barbiere e parrucchiere per uomo, ha avviato la sua attività di recente e a parte l’asciugacapelli non ha bisogno di apparecchi elettrici per fare il suo mestiere.

Infine, prima di ritornare a casa come Ulisse, avendo così tanto tempo a disposizione mi sono concesso persino il lusso di fare “l’umarell”, osservando per alcuni minuti, con le mie braccia incrociate dietro la schiena, gli addetti di E-Distribuzione impegnati a lavorare sulla cabina elettrica di via Papa Giovanni, davanti al Cinema Valbrenta. Che film, altro che l’Odissea di Nolan.

Ecco: tutto questo può succedere quando nel luogo in cui vivi viene staccata per alcune ore la corrente. Per fortuna è solo una condizione provvisoria ma sufficiente a renderti consapevole dell’importanza delle comodità di oggi, a cui invece normalmente non fai caso. Soprattutto in un’altra giornata da caldo infernale, mentre a casa non puoi azionare il condizionatore o il ventilatore, né alleviare gli effetti della canicola con una bibita fresca presa dal frigo.

Tutto ciò, egregi lettori, è durato fino alle 14:15, quando per la gioia generale è tornata la luce e luce fu. Addirittura in anticipo rispetto ai tempi previsti. I tecnici di E-Distribuzione hanno evidentemente accolto l’appello, lanciato loro dall’amministrazione comunale, di compiere i lavori “nel più breve tempo possibile, con l’obiettivo di ridurre al minimo la durata dell’interruzione dell’energia elettrica”.

A proposito: sono riuscito a scrivere questo articolo al computer, grazie al fatto che il mio pc aveva sufficiente batteria. E nel pomeriggio, dopo che la corrente elettrica è stata finalmente ripristinata e dopo che pertanto è tornato anche internet, l’ho quindi pubblicato, concludendo in gloria la mia giornata da Amish. 

 

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.