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Bolli Berici

Presentata in consiglio regionale la risoluzione del consigliere di Forza Italia Jacopo Maltauro “Rafforzamento dei presidi giudiziari del Veneto e tutela dell’efficienza del servizio giustizia nella provincia di Vicenza”. Moscatelli (Ordine Avvocati Vicenza), Rossi (Ordine Avvocati Padova) e Crisafi (Comitato Giustizia Qualità a Vicenza): tutti a motivare il proprio “No” all’ottavo tribunale del Veneto. Che sarebbe poi Bassano.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Lug 1, 2026

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Il consigliere regionale forzista Jacopo Maltauro in conferenza stampa

Tutti insieme giudiziariamente: la saga continua. La conferenza stampa convocata oggi nella consueta sala “Oriana Fallaci” del consiglio regionale a Venezia dal consigliere regionale Jacopo Maltauro, vicentino, di Forza Italia, ha radunato in modalità viribus unitis il fronte favorevole al potenziamento dei tribunali esistenti in Veneto, tre dei quali (Vicenza, Padova e Treviso) soffrono già di croniche carenze di personale che l’istituzione del nuovo Tribunale di Bassano del Grappa renderebbe ancora più croniche. Per quanto riguarda Vicenza, in particolare, è ormai da anni che la penuria di organico viene lamentata negli uffici giudiziari di Borgo Berga da chi lavora tutti i giorni con le carte bollate: i famosi Bolli Berici. La risurrezione di Bassano, senza aver prima risolto l’emergenza di personale nel Tribunale del capoluogo, ne taglierebbe definitivamente le gambe.

E così, l’oggetto dell’incontro coi cronisti è stata la presentazione della risoluzione n. 27, promossa proprio da Maltauro, “Rafforzamento dei presidi giudiziari del Veneto e tutela dell’efficienza del servizio giustizia nella provincia di Vicenza”.

Alla presentazione hanno partecipato anche Alessandro Moscatelli, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Vicenza, Francesco Rossi, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Padova e Gaetano Crisafi, avvocato e presidente del Comitato per una Giustizia di Qualità di Vicenza. Presenti nell’occasione in sala stampa anche i consiglieri regionali Mirko Patron (Forza Italia), Nicolò Maria Rocco (Riformisti Veneti in Azione), Eric Pasqualon (Unione di Centro) e Morena Martini (Stefani Presidente). Avete preso nota dei nomi dei consiglieri regionali? Bene. Trattandosi di una risoluzione a favore del Tribunale di Vicenza e non certo a buon pro del costituendo (?) Tribunale di Bassano, vi lancio un gioco in stile Settimana Enigmistica: trovate l’intruso. Anzi, l’intrusa. Accidenti: vi ho dato un indizio fin troppo facile.

“Il dibattito che nelle ultime settimane ha animato il territorio sul tema dell’organizzazione della giustizia, in particolare a Vicenza, ma non solo – ha ricordato il consigliere Maltauro – ha visto numerose prese di posizione da parte dei sindaci, richieste di audizione e un ampio confronto politico, fino ad arrivare alla discussione in consiglio regionale e come capogruppo e rappresentante di Forza Italia, riteniamo doveroso assumere una posizione su un tema così rilevante per il Veneto.” “È vero che la Regione del Veneto non dispone di una competenza legislativa diretta in materia di organizzazione della giustizia – ha continuato l’esponente forzista –. Tuttavia, il consiglio regionale ha il compito di farsi portavoce delle esigenze del territorio e delle istanze provenienti dalle comunità locali.”

Il sistema economico e sociale “che richiede una giustizia efficiente, tempestiva e adeguatamente organizzata” e “il dato preoccupante della carenza di personale negli uffici giudiziari”. Sono l’Alfa e l’Omega dei problemi che dopo la riforma della geografia giudiziaria del 2012 pongono la questione “se l’attuale assetto sia ancora in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini, delle imprese e degli operatori della giustizia”. Da qui la risoluzione di Maltauro, con la quale “si esorta il Governo e il Parlamento che ogni eventuale progetto di istituzione di nuovi uffici giudiziari nel territorio veneto sia preceduto da una preventiva valutazione tecnico-organizzativa e da uno studio di impatto sugli organici, sui carichi di lavoro e sui tempi di definizione dei procedimenti degli uffici giudiziari interessati”.

Come vedete il nome di Bassano del Grappa non c’è ma in realtà è implicito e “immanente”: è presente ovunque e comunque. “È evidente – ha concluso Maltauro – che dobbiamo affrontare questo dibattito: prima sistemiamo ciò che abbiamo, una volta raggiunto un organico adeguato, potremo valutare la creazione di nuove istituzioni, pur sapendo che la tendenza va in una direzione diversa.”

“La scopertura che riguarda il Tribunale di Vicenza ha un carattere endemico – ha ricordato Alessandro Moscatelli, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Vicenza – ed è evidente che qualsiasi organizzazione umana complessa, quando deve adottare provvedimenti ed erogare un servizio, non può funzionare in modo efficace se manca oltre il 40% del personale.” Poi Moscatelli ha preso di mira uno dei mantra bassanesi: “Il tema della prossimità della giustizia, a nostro avviso, rappresenta un falso problema. Ciò che conta davvero è garantire decisioni giuste, rese in tempi ragionevoli e con un elevato livello di qualità. Questo aspetto è particolarmente importante in relazione ai successivi gradi di giudizio: una decisione ben costruita in primo grado riduce il numero delle impugnazioni nei giudizi di Appello e di Cassazione.”

“L’ipotesi di istituire un ottavo tribunale in Veneto – ha incalzato il presidente delle toghe vicentine riferendosi a Bassano del Grappa – va invece in direzione opposta: non riteniamo che questa scelta favorisca un servizio di maggiore qualità e frammentare ulteriormente il territorio non porterà necessariamente a migliorare la qualità delle decisioni.” “Credo che la politica debba avere la capacità di immaginare ciò che accadrà fra trent’anni, non limitarsi a rispondere alle esigenze del presente – ha rimarcato l’avv. Moscatelli -. La nostra convinzione è che l’accorpamento e la centralizzazione favoriscano la specializzazione sia degli avvocati sia dei magistrati, contribuendo così a un sistema giudiziario più efficiente e a decisioni di qualità superiore.”

Ma se Vicenza piange, Padova non ride. “A Padova, la scopertura del personale si attesta intorno al 30% – ha evidenziato Francesco Rossi, presidente del locale Ordine degli Avvocati – e si tratta di un dato stabile ormai da diversi anni. Nonostante gli sforzi compiuti per coprire i posti vacanti, le carenze rimangono. Il problema è strutturale: ad esempio, il Ministero dell’Economia e delle Finanze risulta più competitivo del Ministero della Giustizia nell’attrarre personale, e questo determina una scopertura ormai endemica.” “Per tali motivi, fatichiamo a credere all’ipotesi secondo cui il nuovo Tribunale della Pedemontana potrà contare su risorse aggiuntive – ha puntato il dito l’avv. Rossi –. È difficile immaginare che vi siano nuove disponibilità di personale: con ogni probabilità, le risorse dovranno essere sottratte agli uffici già esistenti, facendo leva su presunti soprannumeri che, nella realtà, non esistono. Ritengo sia importante fare chiarezza su questo punto: l’istituzione del nuovo tribunale avrebbe conseguenze molto pesanti, non solo per Padova, ma soprattutto per Vicenza.”

Per il referente delle toghe padovane “le risorse oggi disponibili sono già estremamente limitate e dovrebbero essere ulteriormente suddivise tra un ufficio giudiziario in più”. Ma si pone anche il problema di “quale idea di giustizia vogliamo perseguire”.

“Il Tribunale di Bassano del passato – ha affermato l’avv. Francesco Rossi – operava con un livello di organizzazione che oggi sarebbe impensabile: si parla inoltre di un organico di trentasei magistrati per il nuovo tribunale, un obiettivo difficilmente raggiungibile senza sottrarre risorse agli altri uffici e lo stesso vale per il personale amministrativo. Ma anche qualora quel livello di organico fosse raggiunto, rimane un altro problema: un tribunale di dimensioni ridotte non garantisce più le condizioni minime di efficienza richieste dalla giustizia moderna.” “Non esiste più la giustizia del pretore: oggi sono necessarie competenze altamente specialistiche e magistrati in grado di operare in settori sempre più complessi – ha concluso il presidente di Padova –. Senza un’adeguata specializzazione, inevitabilmente, l’efficienza del sistema diminuisce. La giustizia del futuro deve guardare a un’organizzazione diversa, fondata sulla specializzazione, sull’efficienza e sulla qualità delle decisioni.”

Posizione ribadita anche dall’avv. Gaetano Crisafi, presidente del Comitato per una Giustizia di Qualità a Vicenza. “Da dove dovrebbe provenire – ha incalzato Crisafi – il personale dell’eventuale ottavo tribunale e della seconda corte d’appello? Quali magistrati vengono chiamati a farne parte? La qualità del servizio giustizia dipende dalla presenza di magistrati adeguatamente formati, con una solida esperienza maturata presso tribunali idonei a garantire un percorso professionale qualificato.”

Per quanto riguarda i Bolli Berici, ma anche i Bolli Euganei, per il momento è tutto. A voi la linea.

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.